Il consigliere comunale di minoranza Lucio Sardi (Alleanza Verdi e Sinistra) interviene con una nota stampa sull’ultimo Consiglio comunale di Imperia, contestando quella che definisce una strategia della maggioranza finalizzata a ostacolare le iniziative delle opposizioni e a limitarne gli strumenti di discussione e accesso agli atti.
Al centro dell’intervento di Sardi ci sono, in particolare, la gestione delle richieste di documentazione da parte dei consiglieri, la nuova interpretazione delle norme sulle mozioni consiliari, il rispetto dei tempi degli interventi in aula e la convocazione delle commissioni consiliari
Sardi richiama inoltre la vicenda della commissione dedicata al servizio di raccolta dei rifiuti. Non mancano, infine, riferimenti polemici al vicesindaco Giuseppe Fossati, al presidente del Consiglio comunale Simone Vassallo e ai presidenti delle commissioni consiliari.
“Nell’intervento del Sindaco sul dibattito del porto, vi è stato un passaggio che spiega bene la strategia che questa amministrazione ha messo in campo per tentare di ostacolare le iniziative delle opposizioni, verso cui mostrano da tempo una sguaiata insofferenza.
Scajola ha infatti annunciato che – seguendo la stessa logica con la quale ha fatto calcolare i tempi degli interventi in consiglio comunale – ha incaricato un fantomatico “ufficio di controllo interno” di conteggiare quale sia stato il tempo, il costo e quante persone sono state impegnate nell’attività di raccolta dei documenti richiesti dalle opposizioni, lasciando intendere di volerci presentare il conto.
Secondo il sindaco, che ha una segreteria personale imponente e, pur di avere sempre un autista a disposizione, ha fatto anche una apposita convenzione con la Provincia, il Comune subirebbe un “danno” e uno spreco di risorse per dover stare dietro alla pretesa delle opposizioni di poter consultare atti che gli servono per svolgere il proprio ruolo democratico.
Invito Scajola a conteggiare anche il tempo che ha fatto perdere a dirigenti e funzionari comunali in tale attività di dossieraggio e ogni volta che ha tentato – ricordo in particolare sulla vicenda dei documenti della procedura delle manifestazioni di interesse sul porto – di opporsi alle richieste di documenti che dovrebbero essere messi a disposizione di coloro che sono chiamati a esprimersi con coscienza su atti che incidono sulla vita dei nostri cittadini.
Su tale tema ricordiamo la pronuncia del difensore civico regionale che ha ritenuto non rispettoso dei diritti dei consiglieri comunali il termine dei 30 giorni lavorativi adottato da questa amministrazione per evadere le richieste di documenti, invitandola a consentire ai consiglieri comunali accessi diretti agli atti con credenziali proprie.
Un altro mattone del muro eretto per tentare di bloccare le iniziative delle opposizioni è la nuova lettura interpretativa delle norme sugli enti locali e del regolamento del consiglio comunale, in base alla quale è stata respinta una mozione presentata dal gruppo AVS circa il disegno di legge sulla caccia in discussione in Parlamento.
Dopo tre anni che nel consiglio comunale, come avviene in tutti i comuni d’Italia, discutiamo e votiamo mozioni riferite ad argomenti non di diretta competenza amministrativa dell’ente – alcune pure portate in discussione dalla maggioranza – improvvisamente, per gli uffici della presidenza del consiglio, non si possono più presentare in consiglio mozioni su argomenti generali che incidono sulla vita dei nostri concittadini molto di più di tante pratiche che siamo chiamati a votare.
Una interpretazione che non ha alcun fondamento giuridico alla luce di quanto espressamente previsto dalla legge, dal regolamento del consiglio comunale di Imperia e da interpretazioni ministeriali univoche sul tema, ma che asseconda la volontà di impedire tale diritto delle opposizioni espressa in molte forme dalla maggioranza.
Ricordiamo quando la maggioranza faceva mancare il numero legale durante le sedute del consiglio per impedirci di discutere le nostre mozioni, o il contatore del “fastidio” che prova il sindaco per il fatto che ai consiglieri di opposizione sia consentito di intervenire addirittura per più tempo di lui e che lo ha portato, nell’ultimo consiglio, a quel penoso teatrino messo in scena con la complicità del presidente, quando ho chiesto di far rispettare anche a lui i tempi degli interventi che il regolamento prevede.
Contro questa maldestra operazione ostruzionistica per impedirci di continuare a discutere in consiglio comunale su temi come il genocidio in corso a Gaza, la corsa al riarmo, la difesa del diritto internazionale e del potere di acquisto degli stipendi dei lavoratori, la difesa dell’acqua pubblica, la tutela dei più deboli e dell’ambiente, abbiamo risposto appellandoci alle istituzioni di garanzia che – a dispetto di coloro che pensano che chi vince le elezioni possa decidere anche di cosa si possa o meno discutere – ancora esistono e dalle quali attendiamo con fiducia e pazienza un riscontro.
Altro muro innalzato per impedire l’esercizio dei diritti delle opposizioni è quello del presidente della commissione consiliare terza – inteso però nell’accezione dialettale “ti l’hai un bellu muru” – quando ha cercato di giustificare la sua scelta di non chiamare a partecipare alla riunione della commissione – richiesta a norma di regolamento con la firma dei consiglieri di minoranza – i rappresentanti dell’azienda, il direttore per l’esecuzione del contratto e le rappresentanze dei lavoratori di De Vizia per discutere sui problemi relativi al servizio di raccolta dei rifiuti.
Secondo il presidente Ciccione – che in un primo momento ha respinto la convocazione adducendo anche una presunta incompetenza della commissione a trattare l’argomento proposto, per poi rimangiarsela quando l’abbiamo nuovamente richiesta – una commissione convocata a norma di regolamento e con un ordine del giorno ovviamente deciso da chi ha esercitato tale diritto, dovrebbe riunirsi non per discuterne l’argomento nei termini richiesti, ma per decidere a maggioranza se quella richiesta è o meno accoglibile.
Sulla base di tale illuminata interpretazione, il presidente della commissione III ha deciso – smentendo anche quanto scritto nella convocazione – di non convocare i soggetti che volevamo incontrare per discutere delle carenze, dei problemi che sono sotto gli occhi e per cercare di trovare qualche soluzione migliorativa di un servizio pubblico così delicato come quello della raccolta dei rifiuti.
Anche per tale palese tentativo di sottrazione dei diritti di discussione e confronto che spettano anche alle forze di opposizione, dovremo valutare come far valere i nostri diritti, che un domani ricordiamo saranno i diritti della parte politica opposta quando i ruoli verranno invertiti.
In tale quadro appare come una semplice caduta di stile la recente presentazione di una question-time da parte della maggioranza sulla vicenda della piscina comunale per coprire strumentalmente una interrogazione – presentata su tale tema dalle opposizioni – che è stata invece rinviata al consiglio comunale successivo, dato che in questo caso non hanno dovuto violare il regolamento del consiglio stesso.
Attendiamo con un po’ di preoccupazione l’esito della riunione della commissione sanità convocata su iniziativa delle opposizioni e prevista – con una certa difficoltà a fissare la data, dato che la richiesta è stata presentata nella prima metà di agosto – per il sei ottobre.
È da considerare che nella convocazione è stato richiesto di incontrare i vertici della fondazione Isah per confrontarsi e avere elementi in merito all’annunciato acquisto di una porzione di immobile dove dovrebbe realizzare una nuova struttura e la cui restante porzione è stata acquistata dal Comune per realizzarvi il centro unico di cottura per le mense scolastiche.
In tal caso, nei colloqui informali avuti per riuscire a fissarne una data, ho appreso che il presidente della commissione Ranise – a differenza del collega Ciccione – non si sarebbe sottratto a invitare, come previsto nella richiesta di convocazione, il consiglio di amministrazione di Isah.
Considerato, però, che nella convocazione inviata ai componenti della commissione, l’incontro con gli amministratori è sparito e si indica come argomento di discussione “eventuale acquisto da parte di Isah dell’immobile sito in via San Pio da Pietrelcina”, potremmo assistere a un nuovo episodio di fuga dal confronto, questa volta magari addebitato alla responsabilità di altri.
Usando lo stesso metro utilizzato in un commento sui social del vice sindaco Fossati – che ha dato degli “analfabeti istituzionali” a chi ha ritenuto di non invitare la sindaca di Genova Salis sul palco per il taglio del nastro del salone nautico – e mutuando una celebre affermazione di Silvio Berlusconi – l’epiteto di “turisti della democrazia” rivolto a chi lo criticava nel parlamento europeo – potremmo dire che la strategia messa in campo da Scajola e dalla sua maggioranza è da “analfabeti istituzionali in vacanza”.
Siccome preferiamo attingere all’esempio di pensatori di altro livello e cultura, da questa insensata situazione vogliamo uscire non arretrando di un millimetro nel far valere le nostre prerogative democratiche e utilizzando tutte le forme di tutela di quegli strumenti che – in base alle leggi e ai regolamenti – spettano alle opposizioni.
Strumenti che sono previsti per arricchire la discussione democratica e possono anche contribuire a migliorare l’operato di chi amministra una città, purché abbia la disponibilità al confronto e un minimo di senso autocritico“.
Lucio Sardi – Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra Imperia






