Dopo il confronto acceso in commissione, la pratica sul porto turistico è approdata questo pomeriggio in Consiglio Comunale a Imperia.
La pratica arriva in aula dopo una commissione consiliare piuttosto tesa. Il consigliere di minoranza Ivan Bracco aveva sollevato dubbi sul destino dell’area cantieristica. Resta inoltre aperto il nodo del piano economico-finanziario, che non era ancora disponibile al momento della commissione e che, come confermato dall’assessore Monica Gatti, tornerà in Consiglio Comunale in un secondo momento.
Ad aprire la discussione è stato il sindaco Claudio Scajola, che ha spiegato: “Vengono ripartiti nuovi indirizzi alla Marina di Imperia al fine di procedere, tramite gara pubblica, al conferimento a terzi della porzione di Porto Maurizio con l’esclusione dei posti barca riservati alla nautica sociale, a Calata Anselmi e della Banchina Medaglie d’Oro che rimangono in capo alla Marina di Imperia. La compatibilità di queste impostazioni con il modello in house è stato avallato positivamente dalla Corte dei Conti, su nostra proposta. È la prova di un percorso vigoroso, per apprezzare le immense proprietà del nostro porto che deve trasformarsi in un volano economico con ricadute positive.
La delibera, come emerso già in commissione, affida il completamento e la gestione del porto turistico a un unico soggetto privato, per 65 anni. Marina di Imperia manterrà però un ruolo di controllo, la società resterà inoltre unico soggetto responsabile nei confronti del Comune di Imperia e continuerà a gestire in proprio il servizio ormeggiatori.
Il bando dovrà essere pubblicato entro il 31 ottobre 2026, mentre i lavori dovranno concludersi entro sei anni dalla firma del contratto.
Prima della discussione sono pervenuti quattro emendamenti presentati dal consigliere di minoranza di AVS, Lucio Sard tra cui “la possibilità di acquisire in sub-concessione anche la gestione dei posti barca ubicati sulla banchina di Calata Cuneo in concessione alla Marina di Imperia S.r.l” e l’inserimento di una “clausola che impegni l’assegnatario al mantenimento del numero e l’intensità lavorativa dei posti di lavoro dipendente presenti nell’area cantieristica, con previsione da parte del concessionario, dell’assorbimento volontario dei lavoratori a condizioni economiche invariate”.
Anche Ivan Bracco PD, ha sollevato forti dubbi sul futuro incerto della cantieristica all’interno del porto di Imperia, secondo cui nelle linee guida non vi sia alcun passaggio sulla tutela di questo settore. “Noi avevamo proposto un tavolo di confronto per un progetto sostenibile – ha concluso bracco – che fornisse un servizio reale al porto ma di facile realizzazione e che la gestione sia pubblica al 100%“.
Nel suo intervento Bracco ha anche ipotizzato chi posa vincere la gara specificando che il futuro gestore “non voglia costruire alloggi per le forze dell’ordine e hotel in quanto non redditizie” – Parole che hanno immediatamente infiammato la discussione
A prendere parole è stato poi il consigliere di maggioranza Andre Landolfi che ha chiesto di trascrivere e riportare le affermazioni del consigliere Bracco in Procura.
Alessandro Savioli (società aperta) ha sollevato forti dubbi invece sulla sostenibilità economica, sostenendo anche come la “cantieristica venga indebolita”.
Matteo Fiorentino (Prima Imperia):“Non è stato un percorso semplice, l’amministrazione si è trovata davanti ad una situazione complessa che ha chiesto decisioni difficili. Il porto di Imperia non viene svenduto, ma messo nelle condizioni di poter essere completato. Per troppo tempo è stato raccontato attraverso quello che non c’era, credo sia arrivato il momento di raccontare questo porto cosa possa diventare, un porto terminato per Imperia e gli imperiesi”.
Silvia Mameli (Gruppo Avanti): “Questa delibera mette nero su bianco una strada completa per rilanciare il porto. Il porto non è della maggioranza, non è dell’opposizione: il porto è di Imperia. E noi abbiamo scelto di non lasciarlo fermo. Noi non promettiamo un porto migliore: lavoriamo per realizzarlo. Vogliamo consegnare alla città un porto finalmente completato, competitivo, produttivo e capace di creare opportunità. Dopo anni di parole, oggi scegliamo i fatti. E sui fatti, questa maggioranza c’è”.
Deborah Bellotti (PD):”Questo progetto così come è stato impostato non ci ha mai convinto. Più di chiunque altro vogliamo che l’operazione vada a buon fine, mi spiace dire che il piano economico, l’unico che abbiamo oggi, fondato sulla vendita dei posti barca non regge. Sono opere che oltre a non rendere restano sproporzionate rispetto al porto e la città“.
“Per quanto riguarda l’area della cantieristica che è integrata in tutta la struttura portuale – spiega il consigliere di maggioranza Giovanni Montanaro – ci sono degli operatori che lavorano. Le concessioni demaniali sono scadute da tempo e chi ci lavorava non aveva più titoli. Questa amministrazione per la cantieristica ha fatto una delibera del 2023, dove dava la possibilità di lavorare sino alla concessione definitiva con la Marina di Imperia. La Marina di Imperia, a sua volta, ha rilasciato un 45 bis dicendo che ci possono stare sino a che non venga emessa la gara“.
Antonello Ranise, consigliere di maggioranza, nel suo intervento ha chiesto se il gruppo di opposizione del PD sia d’accordo con le parole del collega Bracco e quale sia la posizione del partito davvero sul porto turistico.
Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni): “Sappiamo che completare l’infrastruttura richiede un capitale che la Marina di Imperia ad oggi non è in grado. Possiamo scegliere di affidare ad un unico operatore senza conoscere il PEF aggiornato? Dovrebbe permettere alla Marina e al Comune di verificare preventivamente il modello scelto. Non è un documento secondario”.
Bracco (PD) infine ribatte chiedendo di verificare se esista davvero il 45 bis sulla cantieristica come ha sostenuto il consigliere Montanaro.
Termina la discussione il sindaco Claudio Scajola: “Si danno gli indirizzi alla società Porto d’Imperia su come deve essere orientato il capitolato di gara che loro ci devono presentare a tempi molto brevi, perché la scadenza che ho dato in questo cronoprogramma è che noi prima di Natale dobbiamo avere il vincitore della gara. Per avere il vincitore della gara ci vuole il bando di gara. Per fare il bando di gara ci servivano gli indirizzi, che sono molto precisi, l’avete visto, guardate quella delibera, forse la mia sintesi è ancora meglio, quella che ho letto in parte. Vi vedete quali sono gli indirizzi dati. A questo punto, l’ho spiegato adesso, approvata questa deliberazione, che poteva teoricamente essere mandata, approvata questa deliberazione, faremo il prossimo Consiglio Comunale, mi pare che l’abbiamo fissato il primo giorno di ottobre, dove approviamo il PEF, che il PEF è l’esecuzione di questi indirizzi su un piano economico sostenibile.
Nel frattempo stiamo già procedendo con un ulteriore professionista al capitolato di gara, in modo che diamo, approvata l’altra, 10 giorni di tempo per far partire la gara. La conclusione della gara deve essere, mi parli, i primi giorni di dicembre, affinché si possa procedere con tutta la commissione di gara e l’aggiudicazione. Entro fine anno dobbiamo avere il vincitore di questa gara. Adesso speriamo che le questioni di interesse si traducano in partecipazione alla gara. E tante volte ci viene il dubbio di aver chiesto troppo, perché noi non solo abbiamo collegato con un unico interlocutore, perché se no creavamo il rischio che le opere a terra non ce le facesse nessuno. Se noi fossimo andati avanti, ve lo spiego semplicemente, con le cinque ipotesi iniziali, noi correvamo il rischio che quella dei posti barca li assegnavamo e quelli dei posti delle opere a terra non assegnavano nessuno. Noi vogliamo la completezza, infatti qui abbiamo chiesto questo. Pensate che uno degli interessati ha detto: “Io vi do la cifra cash enorme di tutti, fate tutto voi”. Non me la sono sentita, perché non abbiamo la struttura a livello di società, ma anche a livello di Comune, per gestire cifre di questo genere. Non solo per la responsabilità, che io, per carità, me la prendo, non mi scappa la responsabilità, non c’è nemmeno la struttura. Quindi ho preferito questa linea.
Non è che se uno dice una scemenza e qualcuno la dice deve avere lo stesso spazio dei 30.000 che dicono. Comunque questo è una responsabilità nostra e i lettori giudicano su questo. Ma il concetto è semplicissimo, ve lo ripeto. Finché non dai gli indirizzi di cosa intendi, non puoi fare il PEF. Il PEF l’abbiamo preparato, è pronto il PEF, ma non l’abbiamo portato insieme perché sarebbe stato scorretto, perché avresti levato la possibilità a un consigliere di fare un emendamento che ti avrebbe sballato il PEF e non lo potevi approvare. Mi pare molto semplice, non è una cosa complicata.
E su quanto riguarda la cantieristica? Lo stesso discorso, ho fatto l’esempio. Se siamo dentro un bacino, abbiamo avuto già difficoltà a cogliere un’autica sociale che però è da tutt’altra parte. Non puoi mettere insieme ad un concessionario un altro dentro casa tua. Quindi mi pareva logico che tutto fosse nella stessa assoluta integrità. Sindaco, ma sta preparando un contro libretto? Ci ho pensato diverse volte perché poi, di sentire continuamente, vedete poi le cose sono semplici, vi capita anche a voi nella vita, su ogni cosa che fate, poi alla fine quando avete discusso c’è chi è contrario e chi è favorevole. Loro il portano, a me è voluto, non c’è una votazione, oggi parlavano dei cinque, la votazione sui cinque hanno tutti contro, quindi vuol dire che alla fine la sintesi è semplice.
Ma pensate chi è, che pensa ancora che il porto di Oneglia possa essere un porto commerciale. Vuol dire non sapere. Io ho partecipato per due giorni di fila, prima a Portofino venerdì e poi allo studio Ambrosetti lunedì, molto interessante, con tutti i dati che hanno tirato fuori, guardatevi perché è veramente un lavoro di grandissimo livello. Ha parlato, fra i vari panel, il presidente dell’Autorità portuale di Genova e di Savona, quello di Spezia. E stanno facendo la grande diga a Genova, che è la più grande della storia del mondo. Mai nessuno ha fatto una diga con quella profondità. Per quale motivo? Per avere navi più grosse. Dobbiamo fondare le sette metri, il commercio è una nave di sette metri. Ma una volta si faceva, una volta c’erano. Sapete una nave di 400.000 tonnellate in quante la portano? In 5. Sapete una nave di quelle belle? Forse c’è qualche foto.
Che venivano nel porto di Oneglia, di Porto Maurizio, con le vele, che erano navi di 4-5 mila tonnellate, 4-5 mila, 500 mila, lo portavano in 30 persone. È cambiato il mondo. Se non ti adegui al cambiamento del mondo, dici delle sciocchezze, ma comunque sul porto di Oneglia io non voglio far diventare porto turistico. Io credo che la banchina oceanica, se questa era la domanda, la banchina che io chiamo sempre oceanica, che sembra la banchina ai cari, credo che la striscia accanto a quella banchina debba rimanere senza nessun moletto altro, deve rimanere un attracco importante, che poi arrivi lo yacht di 110 metri, la nave di 20.000 tonnellate che porta passeggeri e ci porta ricchezza, o se arriva una nave che ci porta qualche merce, va benissimo in quella striscia, ma certo non posso compromettere tutta quell’area.
Se voglio rivalutare, voglio rivalutare il Molo Lungo, non lasciarla incompiuta, non ci posso far mettere dentro due silos di cemento o delle macchine che poi portano le bisarche, l’ugonella. Cioè, sempre il discorso è piedi per terra, ci si adegua ai tempi che viviamo.
Al termine della discussione la pratica è stata approvata. Respinti invece tutti e 4 gli emendamenti del consigliere Lucio Sardi.







A cura di Alessandro Moschi






