Dopo la commissione consiliare sul servizio di raccolta rifiuti, conclusa con l’uscita dall’aula di tutta la minoranza, i consiglieri Ivan Bracco (Pd), Lucio Sardi (Avs) e Luciano Zarbano (Imperia senza padroni) hanno voluto chiarire le ragioni della loro scelta.
La seduta, richiesta dalla minoranza dopo le denunce delle ultime settimane, si è trasformata in un duro scontro
In aula, oltre ai consiglieri, c’erano solo il presidente Daniele Ciccione e l’assessore Laura Gandolfo: i sindacati, i responsabili della DE VIZIA transfer e il Dec, che la minoranza aveva chiesto di sentire, non erano stati invitati. A far esplodere la protesta non è stato solo il mancato invito, ma anche la posizione della maggioranza, che si è detta disponibile a convocare più avanti gli ospiti a patto di ricevere prima le domande, per conoscerle in anticipo. Una condizione che l’opposizione ha respinto, fino all’uscita dall’aula.
Il presidente della commissione, Daniele Ciccione, ha invece preferito non rispondere subito alle contestazioni. Si è riservato di verificare prima gli atti e il regolamento, per poi dare una risposta in un secondo momento.
A spiegare per primo la posizione dell’opposizione è stato Ivan Bracco: “È saltata perché noi abbiamo richiesto la convocazione della commissione chiedendo che fossero presenti tutti gli attori, la ditta, il DEC, che è responsabile unico di tutta la gestione dell’appalto, i lavoratori, soprattutto le organizzazioni sindacali, e l’amministrazione comunale.
Si è presentato solo l’assessore, tutti gli altri attori di questa struttura non sono stati invitati. Portano avanti l’idea che prima noi dobbiamo formulare le domande, loro mandano le nostre domande e poi, una volta che queste figure hanno le domande, risponderanno.
Riteniamo che sia una cosa fuori da qualsiasi principio democratico.
Personalmente ho chiesto al Presidente di motivarci questa sua scelta, ma motivarcela non in termini di parole, ma in termini di riferimenti tecnico-giuridici-amministrativi, perché su quella base possiamo capire se quello che loro intendono imporre è regolare oppure no. Vedremo se ci rispondono. Da quello che abbiamo capito in chiusura, non ci vorranno rispondere e se ne assumeranno la responsabilità davanti alla città.
Io penso che il problema dei rifiuti a Imperia sia sotto gli occhi di tutti. Le condizioni dei mezzi, le condizioni degli operai, come stanno lavorando, abbiamo tutto per documentare questo. Era interesse dell’amministrazione trovare un accordo e parlarne e risolvere i problemi, hanno voluto fare il muro contro muro, ognuno politicamente risponderà davanti alla città”.
Sulla stessa linea Lucio Sardi, che ha parlato di un diritto “svuotato”: “Noi abbiamo richiesto, come era nostro diritto, la convocazione della commissione con una discussione con la presenza appunto di rappresentanti dei lavoratori dell’azienda, del DEC, che è un professionista incaricato e pagato dal Comune per fare i controlli sul servizio, e ovviamente l’assessore alla parte politica, nell’interesse di migliorare, intervenire sulle criticità che sono evidenti, che abbiamo raccolto anche negli incontri con i lavoratori dell’azienda e che ci sono state, diciamo, anche documentate in alcune parti.
C’era proprio la volontà e la necessità di incontrare tutti gli attori di questa vicenda perché c’era la necessità di chiarire alcuni aspetti, come funziona il meccanismo di controllo e di rendicontazione, di capire se ci sono delle difficoltà, delle cose che si possono fare, se si sta facendo già qualcosa.
Poi qualcosa è successo? In questa nostra volontà abbiamo esercitato il nostro diritto e purtroppo, ancora una volta devo dire purtroppo, perché la prima volta c’è stata negata la convocazione della Commissione con una motivazione che poi è stata ritirata, perché non sarebbe stata legittima questa convocazione e poi è stata accettata. Nella sostanza poi è stata svuotata, perché non sono stati scientemente invitati i soggetti che noi abbiamo chiesto ci fossero. Non è che non si sono presentati, deve essere chiaro questo: non sono stati invitati e la maggioranza ha iniziato una discussione, assurda, paradossale, chiedendo a noi o di anticipare i temi che vorremmo porre a questi soggetti, di subordinare comunque un nostro diritto alla loro scelta, diciamo, decisione di imporre qualche sistema per poter arrivare più garantiti dal loro punto di vista, non capisco come, a questa eventuale discussione. Io ho invitato il Presidente a mettere riparo alla mancanza che ha fatto nel non convocare chi noi avevamo il diritto di convocare.
Perché qua stiamo parlando di negazione di un diritto previsto dai regolamenti, dalle norme, è una questione di democrazia.
Per parlare di un tema concreto, che è quello dei servizi dei rifiuti, che noi paghiamo molto salato, quest’anno un aumento di un milione a bilancio, così senza tante spiegazioni, vorremmo capire anche questi aspetti, e che ha evidenti criticità sia nel servizio offerto, ma anche nelle persone che ci lavorano.
Perché la condizione dei lavoratori è una cosa che è prevista dentro l’appalto, dovrebbe essere garantita e, se ci sono anche violazioni da questo punto di vista, è una questione che riguarda e interessa la città. Questo è quello che abbiamo cercato di fare oggi, capiremo, non so cosa succederà, quali sono le intenzioni del Presidente prima di tutto e dell’amministrazione che in qualche modo, come dire, un pochettino sembra condizionarlo, però io mi sono rivolto direttamente al Presidente, gli ho detto di fare un atto di responsabilità.
Anche perché, se no, se la assume questa responsabilità per quello che è successo e quindi riconvocare tutta la commissione così come abbiamo chiesto, senza bisogno che noi la ribadiamo, perché deve rispettare il nostro diritto”.
Luciano Zarbano ha ricordato che la convocazione era stata negata una prima volta e concessa solo alla seconda richiesta: “Noi avevamo chiesto per due volte, la prima volta ci è stata negata, la seconda volta poi hanno dovuto consentire alla convocazione della commissione. Era importante in questa commissione la presenza sia dei rappresentanti dell’azienda, sia il DEC, sia ai sindacati, cosa che invece non abbiamo trovato.
Allora la Commissione può essere anche rinviata fino a quando non ci saranno le figure che avevamo chiesto. Perché è importante che ci siano queste figure? Perché in realtà noi non vogliamo fare il processo a nessuno, volevamo solamente capire alcuni meccanismi, ma capire soprattutto perché il servizio della raccolta dei rifiuti a Imperia ha delle pecche.
Delle pecche che poi si possono manifestare in tanti aspetti, ma non voglio anticipare nulla perché è giusto che ci siano quelle figure che avevo detto prima.
È chiaro che poi gli animi si sono scaldati perché, non avendo delle risposte, la maggioranza ha fatto quadrato. Posso capire che devono difendere, anche se difendono l’indifendibile.
Gridare che io avrei fatto delle minacce o avrei offeso, ma non credo che sia un’argomentazione valida per poi portare verso di loro la ragione. La ragione è solamente rispondere alle domande, che non sono le domande dei commissari, sono le domande della città. La città vuole capire perché il servizio non è così ottimale per come invece viene narrato, cosa che poi di fatto non è così”.






