15 Luglio 2026 11:17

Costa ed entroterra uniti dalla “Strada della Lavanda”

In breve: Il progetto promosso dal Comune di San Lorenzo al Mare in partenariato con il Comune di Dolcedo, il Teatro dell'Albero e DMO Riviera dei Fiori candidato al "Bando per la valorizzazione culturale dei territori e per il turismo sostenibile" 2026

San Lorenzo al Mare e i partner Comune di Dolcedo, Teatro dell’Albero (associazione culturale) e DMO Riviera dei Fiori, progettista di “La Strada della Lavanda – Riviera dei Fiori”, fanno rete per partecipare al nuovo bando della Fondazione Compagnia di San Paolo, intitolato “Bando per la valorizzazione culturale dei territori e per il turismo sostenibile” 2026.

Il progetto promosso dal Comune di San Lorenzo al Mare in partenariato con il Comune di Dolcedo, il Teatro dell’Albero e DMO Riviera dei Fiori candidato al “Bando per la valorizzazione culturale dei territori e per il turismo sostenibile” 2026

Al centro della candidatura c’è il nuovo anello culturale tematico “La Strada della Lavanda – Riviera dei Fiori”, un progetto che punta a fare della lavanda il fil rouge di un prodotto turistico-culturale, attraverso un sistema di itinerari che collega la costa balneare, attraversata dalla Ciclovia della Riviera dei Fiori, con l’entroterra. San Lorenzo al Mare rappresenta la porta di ingresso, mentre Dolcedo costituisce una tappa intermedia di un anello naturale percorribile senza l’utilizzo dell’auto.

Nel 1946, in piena ricostruzione, nacque il nome Riviera dei Fiori per restituire identità e slancio a una delle culle del turismo moderno europeo. Un nome che richiamava le valli dell’entroterra imperiese, dove lavanda, rosa, garofano e mimosa venivano coltivati sui tradizionali terrazzamenti a fasce, distillati in essenze pregiate e commercializzati nei mercati di Grasse, Nizza e del resto d’Europa. Quei terrazzamenti, con i loro muretti a secco riconosciuti Patrimonio UNESCO dal 2016, rappresentano ancora oggi un paesaggio culturale di grande valore che il progetto intende reintegrare nell’offerta turistica.

A distanza di ottant’anni, il collegamento tra costa ed entroterra si è progressivamente indebolito. I flussi turistici restano concentrati sul litorale e sulla stagione balneare, mentre l’entroterra, con i suoi borghi medievali, le distillerie storiche ancora attive e il Museo della Lavanda di Carpasio, sede della prima cooperativa italiana di coltivatori fondata nel 1906, deve ancora esprimere appieno il proprio potenziale nell’ambito dell’esperienza turistica organizzata.

Il progetto “La Strada della Lavanda” nasce proprio con l’obiettivo di ricostruire questo legame, proponendo la lavanda come elemento identitario di un sistema di itinerari che accompagna il visitatore dalla costa verso l’interno, lungo percorsi storici reinterpretati secondo i principi del turismo lento e dell’esperienza immersiva. Il percorso si sviluppa lungo vallate già naturalmente collegate e unite, sul versante costiero, dalla ciclovia realizzata sull’ex tracciato ferroviario.

La lavanda viene così proposta non come semplice elemento decorativo, ma come chiave di lettura del paesaggio, dell’economia e della comunità locale, capace di restituire valore e profondità al marchio Riviera dei Fiori, riscoprendone le radici storiche.

Il progetto si sviluppa attraverso quattro linee di azione integrate, strettamente collegate al patrimonio materiale e immateriale del territorio:

  • Itinerari fisici tematici – “Anello della Lavanda della Riviera dei Fiori”;
  • Passaporto digitale della Strada della Lavanda;
  • Festival Diffuso della Lavanda;
  • Club di prodotto ed esperienze aziendali.

I quattro enti hanno già sottoscritto un accordo di partenariato per la partecipazione al bando, promuovendo, all’interno di una rete territoriale più ampia, la valorizzazione di beni, tradizioni e attività culturali considerate vere e proprie eccellenze del territorio, con particolare attenzione all’accessibilità, al coinvolgimento dei giovani e al cicloturismo.

L’importo complessivo del progetto ammonta a 260.000 euro, di cui 180.000 euro richiesti come contributo alla Fondazione Compagnia di San Paolo e 80.000 euro quale cofinanziamento da parte dei soggetti aderenti al partenariato. Le valutazioni dei progetti saranno effettuate dalla Fondazione nel novembre 2026.

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