24 Luglio 2026 17:38

Imperia, raccolta rifiuti: Zarbano boccia l’idea di togliere i cestini da passeggio. “Significa ignorare il problema, non risolverlo”

In breve: Il consigliere comunale di minoranza del gruppo Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano, interviene con una nota sulla gestione dei rifiuti in città.

Le dichiarazioni dell’assessora all’Ambiente Laura Gandolfo sulla progressiva eliminazione dei cestini portarifiuti da passeggio a Imperia continuano a far discutere. Dopo il confronto avvenuto durante il Consiglio comunale di ieri, il consigliere di minoranza di Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano, interviene con una nota nella quale contesta l’ipotesi illustrata dall’amministrazione in risposta all’interrogazione della consigliera del PD Daniela Bozzano.

“Il futuro non è far sparire i cestini”: Zarbano interviene sulla raccolta rifiuti in città

Per risolvere il problema dei cestini saturi basterà eliminarli. Questo accade in tutto il mondo, nelle città che sono più avanti di noi con l’ambiente. È questa la soluzione dell’assessora all’Ambiente.

Ma è veramente così? Da Parigi a New York, passando per Roma, Seoul e Sydney, le città più avanzate non eliminano i cestini: li aumentano, li rendono intelligenti e li svuotano spesso.

A Parigi sono disponibili circa 30 mila cestini e dispositivi di raccolta: mediamente uno ogni cento metri, svuotato da una a tre volte al giorno. New York gestisce circa 23 mila cestini e li sta sostituendo con modelli chiusi, impermeabili, resistenti ai ratti e più difficili da utilizzare per i sacchi domestici.

Roma ha programmato di triplicare i raccoglitori, passando da 6 mila a 18 mila, ai quali si aggiungono 1.600 cestoni intelligenti e autocompattanti. Seoul ha sviluppato un sistema che utilizza dati sui flussi pedonali, sui trasporti e sulle attività commerciali per stabilire dove sia più utile installare nuovi cestini. Sydney non prevede di farli sparire: intende censirli e riprogettarli per migliorare raccolta e riciclo.

Persino Tokyo, ultimamente portata come esempio di città senza cestini, sta installando contenitori intelligenti nelle zone turistiche. Infatti, a Omotesando, un quartiere di Tokyo, ne sono stati collocati 34, capaci di compattare i rifiuti e segnalare quando devono essere svuotati.

Ad Amsterdam sono stati sostituiti con contenitori più grandi.

Anche gli indirizzi tecnici italiani dicono altro. Le linee guida regionali della Valle d’Aosta, richiamando gli standard ISPRA, raccomandano di mantenere i cestini nei centri storici, nei luoghi turistici, nei giardini e nelle zone ad alta frequentazione. Se il riempimento supera abitualmente il 70 per cento, le possibili azioni indicate sono l’aumento degli svuotamenti, del volume o del numero dei contenitori.

Ad Imperia si pretende che il turista, dopo aver mangiato il gelato o bevuto una bevanda, si porti a casa il rifiuto. Peccato che, insieme alla lattina o alla coppetta di gelato vuota, si porterà un’immagine di una città poco attenta alle esigenze dei turisti.

Il vero nodo, a Imperia, sembra essere un altro: nella discussione vengono confusi i piccoli rifiuti prodotti da pedoni e turisti con i sacchi domestici o commerciali abusivamente infilati nei cestini. Sono due problemi diversi e richiedono risposte diverse.

Se i contenitori sono pieni di bicchieri, bottigliette, carte e confezioni prodotte dal passeggio, bisogna aumentarne capacità e frequenza di svuotamento. Se sono occupati da sacchi provenienti da abitazioni, bar o ristoranti, servono aperture calibrate per le ISECO, contenitori da passeggio anti-sacco e controlli mirati.

Perché il futuro delle città più avanzate non è fingere che i rifiuti non esistano, togliendo i contenitori dove buttarli. È ritirare spesso i rifiuti e intervenire prima che la situazione degeneri.

Parigi, New York e Roma sembrano averlo capito. A Imperia, invece, l’intenzione è di far sparire il cestino. Peccato che il problema, purtroppo, resti.”

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