29 Luglio 2026 13:01

Liguria: mafie, la Silp Cgil in allarme. “Nostra regione resta punto strategico per i traffici criminali”

L’audizione del procuratore di Palermo Maurizio de Lucia davanti alla Commissione parlamentare Antimafia consegna un quadro che un sindacato di polizia non può leggere come semplice cronaca giudiziaria. Cosa nostra non spara soltanto: cerca droni lanciamine sul mercato nero generato dal conflitto russo-ucraino, ricostituisce un arsenale «di qualità» con armi da guerra ed esplosivi ad alto potenziale di provenienza balcanica, e continua a comandare dalle celle. Nelle sole carceri di Pagliarelli e Ucciardone, tra il 2025 e il primo semestre 2026, sono stati recuperati 297 cellulari: quelli intercettati, non quelli entrati.

È un salto di qualità, prima ancora che di quantità. Ed è esattamente il punto che, come Silp Cgil, poniamo da anni: la criminalità organizzata investe, si aggiorna sul piano tecnologico e ragiona su scala transnazionale; l’apparato che deve contrastarla lavora con organici ridotti all’osso, strumenti superati e un rinnovo contrattuale che non restituisce potere d’acquisto. Lo stesso procuratore ha chiesto un rafforzamento dell’organico della Polizia penitenziaria: una richiesta che vale, identica, per tutte le Forze di polizia.

Non è una questione siciliana. Lo abbiamo visto con la recente analisi sulle mafie in Liguria: il 18,2% dei sequestri di stupefacenti a livello nazionale transita dagli scali di Genova, La Spezia e Vado Ligure. La nostra regione non è terreno di conquista solo per il narcotraffico: è uno dei principali varchi europei, con una quota di container effettivamente ispezionati che resta minima e con radicamenti di ’ndrangheta ormai accertati in sede giudiziaria. Se il mercato nero delle armi post-belliche segue le rotte della cocaina, e nulla lascia pensare il contrario, i porti liguri sono già oggi un fronte esposto.

La risposta non può essere l’ennesimo annuncio. Servono assunzioni straordinarie e riequilibrio delle piante organiche, a partire dalle province portuali e di frontiera, investimenti in tecnologia, dagli scanner per i container a strumenti anti-drone, un rafforzamento reale di tutti gli uffici, a partire da quelli a vocazione investigativa, e una formazione adeguata, specifica e professionale.

Chiedere ai poliziotti di fronteggiare organizzazioni che trattano l’acquisto di droni militari mentre si discute se assegnare quattro unità in più a una Questura è una contraddizione che il Paese non può permettersi. La sicurezza non si dichiara nelle audizioni: si finanzia in legge di bilancio.

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