“Funicolì funicolà. In questa torrida estate, la notizia di un’audace funicolare orizzontale piomba sulla città come una secchiata di ghiaccio – Queste le parole della segreteria del Circolo PD di Imperia in merito all‘ipotesi di progetto di una funicolare sul mare, tra Porto Maurizio e Oneglia.
“A noi, invece, piace tenere lo sguardo più terra a terra. E, abbassando gli occhi, si scopre che c’è un intero quartiere in sofferenza. La protesta degli abitanti di via XXV Aprile apre scenari che spengono i più frizzanti entusiasmi e riportano l’attenzione sul degrado e sulla mancanza di sicurezza in cui sono costretti a vivere i cittadini di quella zona: bivacchi notturni, scontri tra malavitosi, spaccio, sporcizia, disturbo della quiete pubblica, furti, pericolo per chi azzarda a uscire dopo le 20.
Che cosa si propone, allora? Una funivia che unisca il Rondò a Castelvecchio, scavalcando un mondo che fingiamo di non vedere?
Oppure interventi seri, bonifica vera e non fittizia dell’area ex Isnardi, controlli serali, pulizia degli spazi pubblici, raccolta rifiuti potenziata? Perché è di questo che ora c’è bisogno!
La città è città tutta ed è città di tutti.
La gestione dell’emergenza è ovviamente doverosa, ma c’è bisogno di un piano organico che rimetta all’onore del mondo zone dimenticate, ormai da anni.
Un piano che preveda maggiore attenzione alla “banale” manutenzione di strade e marciapiedi, a una severa opera di controllo e contrasto delle manifestazioni di inciviltà che i cittadini lamentano e che, invece, richiamano solo qualche intervento-spot superficiale sulle testate locali.
La ex Isnardi deve essere messa a norma, chiusi i varchi tuttora aperti, sgomberata dal degrado e dalle presenze che continuano ad animarla. Insomma, agire, davvero, senza esitazioni, senza trascurare nulla.
E poi si può passare all’ex Italcementi; oppure c’è ancora qualcuno che ignora da chi e come sia vissuta quell’area? E intervenire per evitare che chi parcheggia in queste zone si trovi l’auto sfasciata o faccia brutti incontri.
Qualcuno obietterà: “E le risorse?”. 3 milioni di euro l’anno incassati con le multe meritano interventi strutturali per la sicurezza stradale, non solo asfalti… E, invece di finanziare progetti su beni monumentali per il centenario della città, utilizzare fondi regionali e nazionali per intervenire sulle aree degradate, come la stessa legge sulla rigenerazione urbana vorrebbe.
Prendersi cura della città significa prendere contatto diretto con questi problemi, non inseguire i sogni di una teleferica. Posate i piedi per terra!






