Un episodio che avrebbe lasciato l’amaro in bocca quello accaduto durante l’evento con Aldo Cazzullo a Imperia, dove un uomo disabile sarebbe stato escluso dalla partecipazione.
A denunciarlo è Loredana Modaffari, capogruppo Pd in Consiglio comunale, che in una nota stampa punta il dito contro la distanza tra i proclami di una città “inclusiva” e i fatti concreti, ricordando come solo lo scorso gennaio il Comune avesse istituito la disability card per favorire proprio l’accessibilità agli eventi cittadini.
Imperia, il caso del disabile all’evento con Cazzullo: la nota della Loredana Modaffari
“Ancora una volta a Imperia affiora la differenza tra i proclami e i fatti: il 16 gennaio del 2025 il Comune di Imperia ha deliberato l’“istituzione” della Disability Card, un documento europeo che viene studiato e rilasciato dall’Inps per favorire un turismo accessibile. Sostanzialmente il Comune di Imperia ha stipulato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri l’apposita convenzione con cui si è impegnato a definire le agevolazioni locali per i portatori di handicap su trasporti, sport, cultura e tempo libero. All’epoca fu grande la soddisfazione dei proponenti che sottolinearono come con questo passo la Città di Imperia si sarebbe mostrata “ancora più aperta ed inclusiva”, un ottimo biglietto da visita dal punto di vista sociale. Non sappiamo se lo sfortunato signore a cui è stata negata la possibilità di partecipare ad uno dei pochi eventi estivi imperiesi abbia esibito la Carta Europea della Disabilità che con enfasi si è definita all’epoca lo strumento che avrebbe consentito alle persone con disabilità di compiere un importante passo avanti rispetto all’inclusione nella vita sociale della propria comunità di appartenenza.
Abbiamo solo colto il suo garbato dispiacere per un trattamento da parte degli organizzatori che lascia percepire un’incolmabile distanza tra il problema e la soluzione, oltre ad un’assenza di civiltà e umanità in chi non è stato neppure sfiorato dal pensiero di offrire il proprio posto riservato. Il riferimento, poi, di qualche incauto addetto alla gratuità della manifestazione che avrebbe imposto al disabile di sostare qualche ora prima in una fresca serata per garantirsi un accesso che – tra l’altro – è tutelato dalla normativa per queste fasce deboli, non merita commento. Facile parlare di parità di diritti e di coesione sociale senza superare l’ostacolo dell’indifferenza che a Imperia comporta che, al di là dei proclami, per puro esempio, si siano trovate le risorse per allestire una pensilina a riparo delle tanto preziose quanto inutili navette, ma non quelle per analoga protezione per i genitori dei Ragazzi della Struttura cittadina; si spendano cifre incredibili per manifestazioni passerella come le Vele d’epoca, che non coinvolgono gli imperiesi né portano reddito, ma non si trovi una sede decorosa per Associazioni meritevoli come La Giraffa a rotelle. È questa la Città equa, plurale e inclusiva che reclamizziamo? I tavolini vuoti delle attività di ristoro stamattina al Prino e l’indecisione dei pochi bagnanti nell’affrontare le acque nonostante il caldo torrido purtroppo offrono chiara risposta, con buona pace di San Francesco e di Aldo Cazzullo, a cui va riconosciuto l’azzardato riferimento alle gru del Porto di Oneglia che “ricordano la fatica e la cooperazione” e una storia che qualcuno vuole cancellare”.






