12 Agosto 2026 13:06

Aldo Cazzullo conquista Imperia: oltre 600 persone all’incontro su San Francesco. “Precursore dell’umanesimo, rappresenta la parte migliore di noi”/Foto e Video

Dopo il pienone di sabato con Paolo Mieli, anche la seconda serata di “Incontri a Imperia” ha fatto registrare il tutto esaurito. Ieri sera, domenica 9 agosto, in Banchina Aicardi sono state oltre 600 le persone presenti tra posti a sedere e pubblico in piedi, con le sedie portate a 550, cento in più rispetto alla prima serata.

Protagonista Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, che prima di salire sul palco si è fermato a lungo con i cittadini per foto e autografi del suo libro “Francesco, il primo italiano”

Nel suo intervento, Cazzullo ha ripercorso la figura del santo a poche settimane dagli 800 anni dalla morte: “Tra poche settimane saranno gli 800 anni della scomparsa di San Francesco, che però non è morto otto secoli fa, è vivo. San Francesco rappresenta la parte migliore di noi, come esseri umani e come italiani.

Io lo definisco il primo italiano perché è il primo a scrivere una poesia in italiano, e che poesia, il Cantico delle Creature Inventa il presepe, con le sue prediche reinventa il teatro, con il suo amore per la cultura reinventa la pittura, ispira i pittori che scoprono il paesaggio, il ritratto, ma soprattutto Francesco è il primo italiano perché è il precursore dell’umanesimo.

L’umanesimo è il grande contributo che noi italiani abbiamo dato alla civiltà universale. Cos’è l’umanesimo? L’idea che ogni uomo è al centro del mondo, ogni uomo ha un rapporto diretto con Dio, tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio e ogni uomo e ogni donna, perché Francesco trattò da pari a pari le donne, hanno dignità che va sempre rispettata.

Lui era rivoluzionario e reazionario nello stesso tempo. Era rivoluzionario perché appunto accolse le donne da pari a pari in un’epoca in cui la donna era considerata di proprietà dell’uomo. Era rivoluzionario perché fondò una comunità di uguali. In un’epoca gerarchica come il Medioevo, vassalli, valvassori, valvassini, borghesi, poveri, lebbrosi, lui disse: «No, qua siamo tutti uguali, tutti fratelli, frati».

Ed era anche reazionario perché nell’epoca in cui nascevano le città, le università, le biblioteche, lui rifiuta il denaro, bisognava mendicare, sì, ma chiedendo solo cibo, mai denaro, e rifiuta i libri.

Il libro era una cosa da ricchi, non erano come adesso, non c’erano la carta e la stampa, i libri andavano scritti a mano sulla pergamena, dorati, un libro poteva costare come una casa, ma poi per Francesco il libro era sinonimo di orgoglio, di superbia intellettuale.

E lui dice nel Testamento, ed eravamo illetterati e sottomessi a tutti. E aggiunge, chi veniva con noi doveva dare tutto ai poveri. Ed eravamo contenti di una sola tonaca rappezzata dentro e fuori e non volevamo avere di più.

Avete presente la teologia della prosperità che piace a Donald Trump? Ecco con San Francesco è il contrario”.

Anche questa serata, come quella di sabato, è stata dedicata al giornalista Roberto Arditti, scomparso prematuramente lo scorso aprile, che per due anni consecutivi è stato ospite della rassegna.

Grande soddisfazione per Lucia Scajola, ideatrice e curatrice della rassegna: “Sono profondamente soddisfatta, sono contenta, anche un po’ emozionata perché fa effetto. Stasera abbiamo aggiunto altre 100 sedie, ieri erano 450 e almeno contavo 100 persone in piedi. Stasera sono 550 sedie e vedo già persone in piedi e dobbiamo iniziare tra 20 minuti.

Mi fa tanto piacere, devo dire, perché sono temi e concetti, sia quelli di stasera sia quelli di ieri, che penso che possano arricchire la testa, i nostri cuori, le nostre conversazioni, le nostre vite. Quindi pensare di portare qualcosa che a me interessa, all’attenzione di tutti e vedere che funziona mi gratifica molto“.

Con la serata di ieri si chiude la terza edizione di “Incontri a Imperia”, promossa dal Comune di Imperia con il contributo di Fondazione Passadore e del Gruppo Arimondo.

A cura di Alessandro Moschi

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