19 Agosto 2026 20:24

Imperia-Cuba, un viaggio di solidarietà: medicinali e beni di prima necessità per il popolo cubano

In breve: Tra loro vi sono anche due sorelle imperiesi: Viola e Arianna Ramone

Il Nuestra America Convoy Centenario è partito il 7 agosto dall’aeroporto di Fiumicino con 79 pacchi da 40 kg l’uno, contenenti soprattutto medicinali, ma anche altri beni di prima necessità raccolti su tutto il territorio italiano da varie realtà solidali con Cuba. In tutto siamo circa 50 persone, appartenenti a diverse organizzazioni politiche e sociali.

Tra loro vi sono anche due sorelle imperiesi: Viola e Arianna Ramone

Al convoglio partecipano anche due sorelle imperiesi: Arianna Ramone, medica e attivista dell’ambulatorio popolare dell’ex OPG di Napoli, e Viola Ramone, insegnante e attivista di USB Scuola Liguria.

Il viaggio è organizzato da AICEC (Agenzia di Interscambio Culturale e Economico con Cuba) nell’ambito della campagna internazionale LET CUBA BREATHE. L’obiettivo è quello di portare solidarietà al popolo cubano attraverso la consegna di donazioni, ma anche quello di denunciare gli effetti del criminale bloqueo statunitense, cioè l’insieme di sanzioni imposte dall’amministrazione Trump, che vanno a intensificare l’embargo che Cuba subisce da oltre sessant’anni. Il Paese si trova oggi in grave difficoltà a causa del blocco: basti pensare che oltre 7.000 container pieni di beni di prima necessità, carburante e altri materiali legittimamente acquistati dallo Stato cubano o donati sono oggi bloccati nei porti dei Caraibi e dei Paesi limitrofi e non possono raggiungere l’isola.

Il Convoy ha voluto portare il proprio piccolo contributo attraversando l’isola da Oriente verso Occidente: abbiamo attraversato la provincia di Granma, con la città di Bayamo, e abbiamo visitato alcune località rurali nella Sierra Maestra, come la comunità cafetalera di Guamá, a cui abbiamo consegnato i primi donativi. Abbiamo continuato poi verso la città di Santiago e, da lì, abbiamo portato il materiale nei centri rurali della Sierra Maestra, in particolare in consultori familiari e scuole primarie. Siamo poi passati alle città di Baracoa e Guantánamo e, infine, abbiamo attraversato l’isola diretti a occidente, verso Santa Clara e l’Avana.

In questo viaggio abbiamo avuto modo di vedere le difficoltà che sta vivendo il Paese a causa del Bloqueo: in assenza di corrente elettrica, le strade sono buie e solo con pannelli solari e generatori di emergenza si riesce a garantire l’elettricità agli ospedali, a cui viene data priorità. Visitando l’isola in questo momento particolarmente difficile, abbiamo potuto essere testimoni di come, ancora una volta, il popolo cubano sappia rispondere e resistere all’attacco dell’imperialismo statunitense attraverso la costruzione di un tessuto sociale forte, comunitario e solidale. La sanità cubana, nonostante le difficoltà dovute alla scarsità di medicinali, resta un modello che può insegnarci molto: anche nelle comunità montane più isolate sono presenti consultori familiari che si occupano di prevenzione e cura, mettendo al centro la dignità della persona con un sistema capillare e vicino al paziente. Allo stesso modo, ci ha stupito l’importanza della cura dell’infanzia nell’organizzazione del sistema scolastico, ma anche educativo: nei quartieri delle città e nelle comunità rurali, anche d’estate durante le vacanze scolastiche, la comunità si impegna a organizzare attività per bambini e a promuovere l’arte, la musica, la danza… Le Case della Cultura animano le piazze del Paese anche in un momento di estrema difficoltà, per non lasciare indietro nessuno.

Il viaggio attraverso l’isola è stata un’opportunità per conoscere meglio la storia di Cuba, dalla guerra di indipendenza dalla Spagna, alla fase neocoloniale sotto l’influenza indiretta degli USA, culminata nella dittatura di Batista, fino alla Rivoluzione trionfata il 1° gennaio 1959. Ci colpisce come i valori che hanno animato la Rivoluzione cubana siano ancora vivi nella memoria della popolazione e più che mai attuali oggi, in cui il Paese è ancora e nuovamente minacciato dall’imperialismo statunitense. Siamo venuti qua perché Cuba ha molto da insegnarci, dimostra ancora al mondo che un’alternativa alla barbarie è possibile.

C.S.

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