Lucio Sardi, consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra, interviene con una nota riguardo alle politiche messe in atto dall’Amministrazione in materia di verde urbano.
Scrive Sardi: “Nei giorni successivi al Consiglio Comunale del 29 luglio scorso, in cui la maggioranza ha votato contro la mozione presentata dal gruppo AVS sul tema delle politiche di de-pavimentazione e conversione al verde delle aree cittadine – mozione finalizzata alla riduzione degli effetti climatici estremi di cui questa estate è stata un drammatico esempio -ho fatto una richiesta di accesso agli atti per verificare quanto fosse veritiera la scusa adottata dalla maggioranza per votare contro una proposta che sarebbe stata “superata dai fatti”.
Nell’intervento sulla mozione, l’assessora D’Agostino mi aveva infatti polemicamente accusato -per la mia smania di voler parlare più di tutti in consiglio – di non aver saputo preventivamente immaginare che su tale tema l’amministrazione fosse già impegnata e che quindi era inutile presentare una mozione.
Si è trattato di una critica per la mia carenza di capacità divinatorie, visto che il suo assessorato – di fronte a una mozione depositata già da tempo e che quindi conoscevano bene – non ha ritenuto doveroso fornirmi informazioni per un confronto in tal senso prima della seduta del consiglio in cui era prevista la discussione della mozione.
Nel suo piccato intervento l’assessora, mentre dava a me del polemista pretestuoso e mosso dalla volontà di scalare la classifica dei tempi degli interventi in consiglio (che bisogna però ricordare essere frutto delle manie di controllo del sindaco che l’ha stilata), annunciava che, sul tema, l’amministrazione non solo si era già mossa, ma aveva già elaborato un progetto.
Per dare forza al suo annuncio, l’assessora nel suo intervento sventolava un fascicolo a colori in formato A3, affermando testualmente che “saremo felici di condividere con i consiglieri in una commissione dedicata”, tanto per dare evidenza che ancora una volta l’amministrazione Scajola sarebbe all’avanguardia sul tema ambientale, e che, come aveva affermato proprio il sindaco nel precedente Consiglio Comunale del 23 luglio col suo consueto “stile”, loro non sono “ecologisti fasulli”.
In quell’intervento da ecologista vero, Scajola – che ricordiamo, da ministro dello sviluppo economico nel 2025 sosteneva l’opportunità di creare una centrale elettrica a “carbone Pulito” in Val Bormida e aveva proposto il ritorno al nucleare pochi mesi prima dell’incidente di Fukushima – ha spiegato che la prima esigenza per difendersi dal calore è avere l’energia per alimentare i condizionatori e poi, bontà sua, anche intervenire per ridurre le superfici cementificate della città. Ha poi anche affermato che su tale tema l’assessora D’Agostino “ci sta lavorando già da 10 giorni”.
Mettendo assieme quanto affermato da Scajola e dalla D’Agostino, in circa due settimane di lavoro l’amministrazione avrebbe quindi stilato un piano per ridurre le isole di calore cittadine (quello che l’assessora mi ha sventolato davanti polemicamente) e che lo stesso sarebbe stato pronto per essere esaminato in una commissione consiliare e poi discusso in Consiglio Comunale, come annunciato sempre da Scajola nella seduta del 23 luglio.
Siccome evidentemente mi piace apparire e fare il primo della classe, il giorno dopo la seduta del consiglio del 29 luglio, ho ritenuto di presentare la richiesta di accesso agli atti già citata per ottenere copia di quel documento e anche l’aggiornamento del progetto del “bosco urbano” previsto sul lungomare Vespucci, che Scajola aveva citato come esempio virtuoso nel suo intervento del 23 luglio.
Dopo i canonici trenta giorni lavorativi che l’amministrazione fa passare prima di consegnarci la documentazione richiesta (termine di consegna oggetto di recente censura da parte del difensore civico regionale), ho ricevuto con sorpresa una risposta negativa, firmata dal dirigente del settore e motivata dal fatto che l’Assessora D’Agostino, testualmente, “sta elaborando il progetto di devamping denominato dall’asfalto al verde” e che “quando sarà terminato sia in termini di interventi che di importi economici verrà inviato per il suo esame alla Commissione Consiliare competente”.
In sintesi, siccome il progetto non sarebbe ancora consultabile in quanto non completo (forse hanno fatto solo la copertina) non me lo consegnano e devo aspettare di vederlo con gli altri consiglieri quando l’amministrazione lo riterrà opportuno.
Ora che è chiaro che il sindaco e l’assessora sono venuti in consiglio comunale a fare uno dei loro consueti annunci raccontando qualche balla su quanto avevano realmente realizzato (cosa sventolava la D’Agostino in consiglio non ci è dato saperlo), proviamo a fare un “Green checking” per verificare quanto realmente questa amministrazione abbia a cuore il tema della riduzione della cementificazione in città.
Il primo elemento è l’esame del progetto del “bosco urbano” previsto lungo il lungomare Vespucci – il cui aggiornamento mi è stato invece fornito a seguito dell’accesso agli atti – e dal quale ho scoperto che, oltre a un po’ di aiuole previste al posto dei posteggi nella corsia lato mare nel tratto tra i campi sportivi e sino al primo incrocio per le Ferriere, l’unica area che verrà alberata significativamente sarà un piccolo terreno sul lato mare della strada, recentemente acquisito dal Comune come onere di urbanizzazione, ma che è già oggi un’area non cementificata.
Con i finanziamenti che, tramite la Regione sono messi a disposizione proprio per progetti volti a sostituire aree cementificate con aree verdi e drenanti, l’amministrazione “ambientalista vera” di Imperia di fatto realizzerà un’opera inutile, scollegata dal resto della città e senza realmente sostituire verde al cemento.
Per comprendere meglio l’insensatezza di quel progetto, allargando lo sguardo dall’area interessata dalla realizzazione del bosco urbano, ci si trova, a levante, il costruendo cubo di cemento autorizzato sul fronte mare cittadino per realizzare il nuovo supermercato nell’area ex ferriere e, a ponente, il progetto di completamento del porto che prevede la costruzione di diverse palazzine ad uso residenziale e il consueto velleitario albergo a cinque stelle,a cui dovrebbe aggiungersi il mega eliporto per miliardari volanti.
Una serie di opere a forte impatto ambientale, che cementificheranno pesantemente quella zona e che sbarreranno il fronte mare cittadino con una colata di cemento che verrà magari poi abbellita come al solito con due palme che fanno ombra solo ai datteri.
Non meglio si può dire per il nuovo parco dell’energia sul parco urbano (perché dal caldo come ricorda Scajola ci si protegge con l’energia prodotta per alimentare i condizionatori d’aria) per il quale è stato cestinato il precedente progetto per renderlo una pineta ombreggiata sul mare e su cui si stanno piantando un po’ di piante a uso foglio di fico, oltre che un generatore eolico dalla capacità produttiva che ricorda le bobine di alimentazione delle biciclette graziella.
Per l’area dell’ex scalo ferroviario della stazione di Oneglia, lo spirito Green di questa amministrazione, ha partorito un accordo capestro il quale ha garantito agli acquirenti privati dell’area che non si possa modificare l’attuale abnorme volumetria di costruzioni prevista dal vecchio piano urbanistico comunale del 2009,tra cui, al solito, è prevista la realizzazione di un nuovo indispensabile supermercato.
Spostandoci alla cura del patrimonio del verde urbano cittadino l’amministrazione Scajola sembra voler battere ogni record, ma negli abbattimenti delle piante storiche e maggiormente ombreggianti, come avvenuto in piazza Roma (ormai non più frequentata nelle ore calde e assolate), alle Ferriere per realizzare il nuovo supermercato, di fronte alla Sairo e nel nuovo tratto di passeggiata del Prino.
Siccome non si può negare a Scajola di avere una fervida immaginazione e una sua personalissima modalità di costruzione di progetti per la città, forse unendo i puntini dei suoi “ragionamenti Green” e delle opere messe in campo dalla sua amministrazione, il vero progetto per proteggere i cittadini imperiesi nei giorni di allerta caldo è di deportarli nei supermercati, dove l’aria condizionata non manca…“






