A pochi giorni dal rinvenimento di un telefono cellulare, nella giornata di ieri la Polizia Penitenziaria del carcere di Imperia torna protagonista di un’importante operazione di contrasto all’introduzione e alla detenzione di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto.
A rendere noto l’episodio è il delegato SAPPE Giuseppe Giangrande, che esprime il proprio apprezzamento per l’operato dei poliziotti penitenziari in servizio presso la casa circondariale di via Giacomo Agnesi.
Nel dettaglio, l’operazione è scaturita dall’intuito e dall’attenzione di un addetto alla vigilanza armata esterna, che aveva notato uno strano movimento tra alcuni detenuti durante i passeggi. La circostanza ha portato a predisporre un’attenta attività di controllo e una successiva perquisizione presso la camera detentiva del detenuto interessato.
Nel corso della perquisizione, effettuata dagli agenti della Polizia Penitenziaria con l’ausilio dei coordinatori di reparto, è stato rinvenuto un quantitativo di circa 46 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish.
La sostanza era stata occultata in una doppia tasca ricavata all’interno dei box, con l’obiettivo di renderne più difficile l’individuazione.
«Ancora una volta – sottolinea Giangrande – l’attenzione, l’esperienza e l’intuito dei nostri poliziotti penitenziari hanno consentito di individuare ciò che avrebbe potuto sfuggire a un controllo ordinario. È importante sottolineare come l’osservazione dei comportamenti e la professionalità del personale siano elementi fondamentali per garantire la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari».
Sulla vicenda interviene anche Vincenzo Tristaino, Segretario Nazionale del SAPPE per la Liguria, che si complimenta con gli operatori e richiama l’attenzione sulle criticità strutturali che interessano il sistema penitenziario ligure.
«Nel Ponente ligure le difficoltà sono ormai evidenti e non possono essere ignorate – afferma Tristaino –. La mancanza di un istituto penitenziario nella provincia di Savona e l’assenza di un Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria in Liguria rappresentano criticità che incidono sull’organizzazione del servizio e sui carichi di lavoro. Il SAPPE chiede da tempo l’apertura del Provveditorato in Liguria: è una scelta necessaria per assicurare una gestione più efficace, coordinata e vicina alle esigenze degli istituti e del personale».
Per Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE, quanto avvenuto a Imperia rappresenta l’ennesima dimostrazione del ruolo fondamentale svolto quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria.
«Ci complimentiamo con i poliziotti penitenziari che hanno individuato e sequestrato la sostanza stupefacente, operando con capacità, professionalità e senso del dovere. A fronte di risultati come questo, è doveroso riconoscere formalmente il merito del personale intervenuto, anche attraverso uno specifico elogio».
Capece annuncia inoltre che l’episodio sarà portato all’attenzione dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ribadendo la necessità di un intervento concreto sul fronte degli organici.
«Non possiamo continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di fare sempre di più con sempre meno uomini e donne – conclude il Segretario Generale del SAPPE –. Servono assunzioni, organici adeguati e condizioni operative all’altezza dei compiti affidati al Corpo. La sicurezza degli istituti penitenziari non può essere affidata soltanto alla professionalità e al sacrificio degli agenti: occorrono risposte urgenti e strutturali da parte dell’Amministrazione e della politica».
Il SAPPE rinnova infine il proprio sostegno alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria, che quotidianamente garantiscono la sicurezza degli istituti e la tutela della legalità, spesso operando in condizioni di grave difficoltà.






