20 Settembre 2026 07:43

Turismo, l’affondo di Davide Trevia (Federalberghi): “Non possiamo parlare di destagionalizzazione e poi togliere gli ombrelloni a settembre” / Video

In breve: Il presidente provinciale di Federalberghi: "O ci crediamo tutti insieme o alziamo le mani". E per la Camandone propone un centro congressi: "Ma bisogna accelerare"

La stagione estiva si avvia alla conclusione e per il comparto turistico del Ponente ligure è tempo di primi bilanci, in attesa dei dati ufficiali. Davide Trevia, presidente provinciale di Federalberghi, analizza l’andamento della stagione, tra la crescita della clientela straniera, la contrazione di quella italiana e i cambiamenti nelle abitudini dei turisti.

Il presidente provinciale di Federalberghi: “O ci crediamo tutti insieme o alziamo le mani”. E per la Camandone propone un centro congressi: “Ma bisogna accelerare”

Tema di particolare rilevanza è quello della destagionalizzazione, sulla quale non manca di lanciare una frecciatina agli amministratori locali. Infine il suggerimento su alcune possibili direttrici per rafforzare l’offerta del Golfo Dianese, dalla riqualificazione dell’ex caserma Camandone alla creazione di un parco avventura al Ciapà fino all’importanza sempre maggiore del cineturismo.

Trevia, la stagione volge al termine. Qual è il primo bilancio che si può tracciare dal punto di vista turistico?

La stagione, diciamo, è andata bene. Ce lo aspettavamo, abbiamo chiuso con degli ottimi numeri. Adesso vedremo i dati ufficiali della Regione Liguria che stiamo aspettando, però direi che per gli albergatori la stagione è andata sicuramente bene.

Vedremo un aumento della clientela straniera e una contrazione degli italiani. Sicuramente ci sarà un soggiorno medio un po’ più basso, dovuto al fatto che gli italiani quest’anno hanno continuato a fare la vacanza, ma hanno ridotto di qualche giorno e hanno tagliato un po’ le spese.

Secondo me è dovuto a diversi fattori. L’italiano tende a paragonare la stagione a quella dello scorso anno ed è quindi più sensibile all’aumento dei prezzi che inevitabilmente si è verificato negli alberghi, nei ristoranti e nelle spiagge. Lo straniero ragiona diversamente: va a comparare le destinazioni e, in questo caso, la destinazione Italia è molto competitiva se paragonata a Spagna, Francia e Grecia.

A fronte di questo scenario, come hanno reagito gli albergatori?

Gli albergatori sono soddisfatti, ma ricordiamoci che l’albergatore non è una categoria che è baciata dalla fortuna: l’albergatore la fortuna se la va a cercare.

L’albergatore d’inverno ristruttura, forma se stesso e il personale, partecipa alle fiere e cerca di andare a prendere clienti in tutte le parti d’Europa.

Abbiamo capito che non bastava più la classica vacanza ombrellone-albergo. Quindi la maggior parte degli albergatori del Golfo Dianese e buona parte degli albergatori della città di Imperia si sono riuniti e hanno creato una rete di impresa per cercare di offrire nuovi servizi.

Offriamo servizi gratuiti per il cliente, a pagamento per noi: escursioni in mountain bike, trekking e visite ai borghi del Golfo e dell’Imperiese, come Cervo, Diano Castello e il Duomo di Imperia.

Sono cose che il cliente apprezza. Abbiamo capito che dobbiamo farlo noi, a nostre spese, però vediamo i benefici.

Quando un ospite entra in una struttura ricettiva, quel cliente potenzialmente è un cliente di tutto il territorio. Utilizzerà taxi e biciclette a noleggio, andrà a prendere un aperitivo, acquisterà prodotti locali. Quindi, quando gli albergatori fanno delle richieste alle amministrazioni, vanno ascoltati, perché se l’albergo lavora, lavora tutto l’indotto.

Sta cambiando anche il modo di scegliere la vacanza?

Sì. Fino a qualche anno fa si sceglieva la città e poi si cercava l’albergo che maggiormente rispecchiava gli interessi della famiglia o della coppia. Ora invece è diverso.

Il cliente sceglie l’albergo e, se la struttura ha un brand forte e offre determinati servizi, diventa essa stessa destinazione. Abbiamo visto questa realtà anche in altre località: se una struttura è in grado di offrire un’esperienza completa, il turista è disposto a raggiungerla indipendentemente dalla destinazione in cui si trova.

Quindi, certe volte, se il brand è forte, l’albergo è a sua stessa destinazione.

La stagione estiva sta terminando, ma il territorio ha potenzialità anche nei mesi successivi. A che punto siamo sulla destagionalizzazione?

Per quanto riguarda la destagionalizzazione dobbiamo dire le cose come stanno, senza che nessuno si offenda. O ci crediamo tutti insieme — albergatori, commercianti, ristoratori e amministrazioni, che devono creare eventi per portare gente — oppure no.

Trovo assurdo che il 16 settembre si permetta alle spiagge di non avere il bagnino e quindi molti stabilimenti balneari comincino a togliere gli ombrelloni. Stiamo dando la sensazione di una stagione ormai al termine e questo è quello che vogliamo che il cliente non avverta.

O ci mettiamo d’accordo e cambiamo mentalità, capendo che tutti assieme possiamo ottenere delle soddisfazioni e prolungare la stagione, oppure alziamo le mani. Però non dobbiamo lamentarci.

Se avesse una bacchetta magica, quali interventi realizzerebbe per il Golfo Dianese?

Se io avessi una bacchetta magica per il Golfo Dianese, assolutamente andrei a creare all’ex caserma Camandone un centro congressi.

Questo centro congressi, se studiato bene, potrebbe essere polifunzionale e versatile, non solo per i congressi ma anche per le esposizioni. Abbiamo delle esigenze che oggi non riusciamo a soddisfare: pochi giorni fa un mio carissimo amico, che organizza eventi per una nota banca, mi aveva chiesto una location che potesse ospitare circa 600 persone. Qui in zona non ce l’abbiamo.

Tutto questo potrebbe aprire degli scenari importantissimi e far sì che la stagione possa essere prolungata.

Come seconda cosa, al parco del Ciapà, creerei un parco avventura, che andrebbe a far divertire quella fascia di età di ragazzini che soggiornano in Liguria ma tendenzialmente si annoiano.

Potrebbe essere uno sfogo per i nostri clienti e anche per i residenti della provincia, che potrebbero venire un sabato o una domenica, anche in giornata, provare queste attività e poi fermarsi per un gelato o un aperitivo. Quindi metteremmo in moto un indotto anche in inverno.

La terza cosa, che è un po’ più difficile, è il cineturismo. Dove sono state girate fiction e film, i territori ne hanno beneficiato tantissimo. Mi viene da ricordare “Luca”, il film della Disney per le Cinque Terre, “Montalbano” per la Sicilia e “Mare Fuori” a Napoli.

Parlavo con un taxista e mi ha detto che su dieci viaggiatori che porta, otto gli chiedono di andare a vedere dove è stato girato il film, in quale carcere.

Ecco, questo sarebbe per noi il massimo. Non dipende solo da noi, mentre gli altri due invece sì.

Visto che ha citato la Camandone, esiste un progetto di riqualificazione con il Comune di Diano Castello come capofila. Come valuta quanto fatto finora e quali prospettive vede per quell’area?

Dobbiamo accelerare. Abbiamo delle potenzialità enormi, sta a noi sfruttarle perché davvero possiamo avere dei grossi vantaggi recuperando quell’area.


A cura di Matteo Cantagallo

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