Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma della segretaria generale di UIL FP Ponente Ligure, Cinzia Guanci, e del segretario generale di UIL Pensionati Coordinamento Territoriale di Imperia, Giacomo Vernazza.
“La UIL FP Ponente Ligure e la UIL Pensionati Coordinamento Territoriale di Imperia riportano il caso di una paziente dimessa dall’ospedale di Sanremo alle 20:45 e costretta ad attendere fino alle 3 del mattino per un trasporto in ambulanza richiesto alle 21:00, per mancanza di mezzi tra Ventimiglia e Imperia. La donna, non autosufficiente, è rimasta per ore su una lettiga, con pesante disagio personale e impatto sull’attività sanitaria ordinaria. Questo episodio rappresenta ciò che molti cittadini del Ponente vivono sempre più spesso: tempi di attesa eccessivi e incertezza sul diritto a un trasporto sanitario dignitoso.
I disservizi non sono solo percezioni dell’utenza, ma vengono quotidianamente confermati dagli operatori del soccorso. Con il nuovo sistema regionalizzato del 118 e la nuova centrale, si registrano carenza di mezzi e personale, una sola ambulanza notturna su un’area vasta, informazioni incomplete sulle chiamate, codici di emergenza non sempre rispondenti alle effettive necessità del paziente, ritardi nelle risposte, malfunzionamenti radio, invio di mezzi non idonei che a volte rendono necessario l’intervento di una seconda ambulanza, con conseguente spreco di risorse e aumento dei tempi di soccorso, e scarso coordinamento con l’automedica. Tutto ciò si traduce in attese prolungate, interventi più complessi e maggior rischio per i pazienti, mentre gli equipaggi lavorano in condizioni di crescente stress operativo.
UIL FP Ponente Ligure e il Coordinamento Territoriale di Imperia UIL Pensionati chiedono alla Regione Liguria e all’ATS area 1 competente: una revisione urgente del modello regionalizzato del 118 con adeguati standard di mezzi e personale dedicati al Ponente; il potenziamento dei trasporti non urgenti nelle fasce serali e notturne; un monitoraggio trasparente dei tempi di risposta nel territorio; l’apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è correggere rapidamente un sistema che oggi scarica sui cittadini i disagi organizzativi e che gli stessi operatori denunciano come insostenibile”.






