23 Settembre 2026 20:31

Imperia, tensione in ospedale: detenuto paraplegico danneggia la camera di degenza, interviene la Polizia Penitenziaria

In breve: Il detenuto, ricoverato in regime di arresti ospedalieri, avrebbe danneggiato arredi e strutture utilizzando il supporto per la flebo

Momenti di forte tensione questo pomeriggio all’Ospedale di Imperia, dove un detenuto della Casa Circondariale, paraplegico e ricoverato in regime di arresti ospedalieri, ha dato in escandescenze nella camera di degenza, danneggiando pesantemente arredi e strutture della stanza. Per riportare la situazione sotto controllo e mettere in sicurezza l’area è stato necessario l’intervento della Polizia Penitenziaria.

Il detenuto, ricoverato in regime di arresti ospedalieri, avrebbe danneggiato arredi e strutture utilizzando il supporto per la flebo

A riferire dell’accaduto è Giuseppe Giangrande, delegato SAPPE. Secondo quanto riferito, il detenuto avrebbe utilizzato il supporto metallico destinato alla flebo per colpire ripetutamente gli arredi, provocando la rottura di parte della camera e creando una situazione di potenziale pericolo anche per il personale sanitario.

«Il detenuto ha iniziato a manifestare una forte agitazione, arrivando a utilizzare il supporto per la flebo per danneggiare la camera di degenza – spiega Giangrande –. Una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, soprattutto per il personale sanitario presente nel reparto».

Gli agenti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti nella camera, riuscendo a contenere la situazione e a riportare alla calma il detenuto. Il personale sanitario, prontamente allertato, ha quindi verificato le condizioni del reparto.

«Dobbiamo ringraziare i nostri colleghi per la professionalità dimostrata – aggiunge Giangrande –. Sono intervenuti con grande prontezza, tutelando il personale sanitario e le altre persone presenti nella struttura».

L’episodio, sottolinea il SAPPE, riporta l’attenzione sulle difficoltà legate alla gestione dei detenuti ricoverati nelle strutture sanitarie esterne, dove la Polizia Penitenziaria deve garantire vigilanza e sicurezza in contesti organizzativi e strutturali differenti da quelli degli istituti penitenziari.

«Quanto accaduto oggi dimostra ancora una volta quanto siano complesse le condizioni nelle quali operano quotidianamente i poliziotti penitenziari – afferma Vincenzo Tristaino, segretario nazionale SAPPE per la Liguria –. Avevamo già segnalato le problematiche connesse alla presenza presso l’istituto imperiese di detenuti con particolari condizioni ed esigenze, che devono essere attentamente valutate anche sotto il profilo della compatibilità con la struttura penitenziaria».

«Non possiamo continuare a considerare questi episodi come fatti isolati – aggiunge Tristaino –. Ogni ricovero esterno comporta per la Polizia Penitenziaria un servizio estremamente delicato, spesso svolto in condizioni operative difficili e con risorse limitate. Servono risposte organizzative concrete e maggiore attenzione alle condizioni in cui opera il personale».

Il SAPPE richiama inoltre la questione della mancanza di un Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria in Liguria.

«La Liguria continua a vivere una situazione particolare – conclude Tristaino – e l’assenza di una struttura provveditoriale regionale rappresenta un ulteriore elemento di difficoltà nel coordinamento delle numerose criticità degli istituti liguri».

Sulla vicenda interviene anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che rilancia la necessità di una riflessione sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria alle persone detenute.

«Lo sosteniamo da anni: è stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare integralmente la gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali. Occorrono soluzioni nuove che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute dei detenuti e adeguati livelli di sicurezza, evitando di sottrarre ogni giorno preziose risorse operative al sistema penitenziario».

Il SAPPE esprime infine apprezzamento per l’intervento degli agenti, sottolineandone professionalità e prontezza, e chiede interventi sul piano organizzativo per garantire sicurezza, assistenza sanitaria e adeguate condizioni operative al personale della Polizia Penitenziaria.

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