24 Settembre 2026 16:53

Imperia: scontro in Consiglio comunale, Zarbano accusa Landolfi. “Ai fatti preferisce lo scherno”

“Ieri, nel Consiglio Comunale di Imperia, è andato nuovamente in scena uno spettacolo indegno dell’istituzione – È quanto denuncia il consigliere di minoranza Luciano Zarbano, del gruppo di Imperia Senza Padroni, dopo le dichiarazioni del consigliere di maggioranza Andrea Landolfi durante lo svolgimento del Consiglio Comunale di ieri sera.

Zarbano accusa Landolfi di “ipocrisia”: “Sui giornali chiede confronto sui fatti, in Aula sceglie lo scherno”

“Quando mancano gli argomenti per rispondere nel merito, si alza la voce. Quando non si sa contestare un rilievo politico o amministrativo, si attacca la persona. Quando non si hanno risposte, si cerca l’applauso facile attraverso lo scherno.

Questa volta il protagonista è stato il consigliere Andrea Landolfi. Il consigliere Zarbano aveva formulato rilievi politici e amministrativi precisi. Landolfi non ne ha confutato neppure uno. Ha preferito pronunciare questa frase: “Consigliere Zarbano, si faccia votare, anziché prendere trecento voti, diventi sindaco e si faccia un porto nel laghetto di Lucinasco”. Questa non è dialettica politica. Non è ironia. Non è una risposta. È il tentativo di ridicolizzare l’avversario per evitare di confrontarsi con ciò che ha detto.

Il consigliere Landolfi può risparmiare al Consiglio Comunale i suoi numeri da cabaret – prosegue Zarbano nel suo intervento – Se avverte il bisogno di esibirsi, un palcoscenico sul quale dimostrare le proprie capacità lo ha già: Riviera Trasporti, l’azienda pubblica nella quale ricopre un incarico dirigenziale e che sta affrontando un difficile percorso di risanamento. Lì la sua vena comica potrebbe forse servire a sdrammatizzare una situazione complicata. Ma i cittadini che ogni giorno attendono un autobus non hanno molta voglia di ridere.

E non si tratta di un episodio isolato. In passato Landolfi ha già cercato di schernire Zarbano su questioni che non avevano alcun rapporto con le pratiche discusse in Consiglio. Ha ironizzato sulla sua appartenenza all’Arma dei Carabinieri, nella quale ha servito lo Stato fino al grado di Generale. Lo ha deriso per il possesso di cinque lauree. Ha sostenuto che “non sa scrivere” e che avrebbe uno sparuto numero di sostenitori.

Che cosa c’entra tutto questo con l’amministrazione di Imperia? Nulla.

Sono attacchi rivolti alla persona, scelti per ferire e delegittimare, non per discutere. Non contengono una risposta alle domande poste, non confutano un documento e non spiegano una decisione amministrativa.

Il passaggio politicamente più grave è però un altro. Solo pochi giorni fa lo stesso Landolfi dichiarava alla stampa: “Il confronto deve tornare sulle scelte amministrative, sulle opere realizzate e sul futuro di Imperia”. Parole condivisibili. Peccato che, una volta entrato in Aula, Landolfi faccia esattamente il contrario.

Quale Landolfi dovrebbero prendere sul serio i cittadini? Quello dei giornali, che invoca il confronto sui fatti, oppure quello del Consiglio Comunale, che ai fatti preferisce lo scherno?

La contraddizione è evidente. E questa contraddizione politica ha un nome preciso: ipocrisia. Attaccare una persona anziché rispondere alle sue domande non dimostra forza. Dimostra soltanto debolezza politica, immaturità istituzionale e mancanza di argomenti.

Il danno, però, non riguarda soltanto chi subisce l’attacco. A essere svilito è il Consiglio Comunale, trasformato da luogo del confronto democratico a palcoscenico per battute, insinuazioni e derisioni.

I cittadini di Imperia hanno diritto a risposte. Hanno diritto di sapere come vengono amministrate le risorse pubbliche, perché vengono assunte determinate decisioni e quali risultati producono. Non hanno bisogno di assistere a un repertorio di attacchi personali.

Per questo chiediamo al presidente del Consiglio comunale, Simone Vassallo, di intervenire con fermezza e di garantire il rispetto del decoro, delle persone e dell’istituzione che presiede.

Il Consigliere Zarbano continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: studiare gli atti, esaminare i documenti, formulare domande e avanzare proposte nell’interesse dei cittadini.

Chi ha argomenti li porti in Aula e risponda nel merito. Chi dispone soltanto di battute e scherni dimostra, ogni volta che apre bocca, di non avere altro da offrire alla città”.

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