24 Settembre 2026 13:39

Imperia: Scajola ridisegna il futuro del porto di Oneglia. “Chi pensa ancora a uno scalo commerciale non sa che il mondo è cambiato”/Video

Dopo la sentenza del TAR e la decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, il sindaco Claudio Scajola torna a parlare del futuro del porto di Oneglia. Lo fa a margine del consiglio comunale, mentre parlava del porto turistico, ha deciso di aprire una parentesi anche sullo scalo onegliese.

Secondo il primo cittadino, il mondo del commercio marittimo sarebbe cambiato. Ai convegni a cui ha partecipato di recente, spiega, si è parlato di navi sempre più grandi e di porti che si attrezzano di conseguenza, come Genova con la nuova diga.

Il sindaco precisa però di non voler trasformare il porto in una struttura solo turistica. La banchina Aicardi, quella oceanica, dovrà restare un attracco importante, aperto a yacht, navi passeggeri e anche a qualche carico di merci. Ma accanto non dovrà sorgere nient’altro. Sul Molo Lungo, invece, l’idea è di completarlo e valorizzarlo, senza silos di cemento o mezzi per le bisarche.

“Chi è che pensa ancora che il porto di Oneglia possa essere un porto commerciale. Vuol dire non sapere. Io ho partecipato per due giorni di fila, prima a Portofino venerdì e poi allo studio Ambrosetti lunedì, molto interessante, con tutti i dati che hanno tirato fuori. Hanno parlato, fra i vari panel, il presidente dell’Autorità portuale di Genova e di Savona, quello di Spezia.

Stanno facendo la grande diga a Genova, che è la più grande della storia del mondo. Mai nessuno ha fatto una diga con quella profondità. Per quale motivo? Per avere navi più grosse.

Noi abbiamo un fondale di sette metri, cosa fai, il commercio con una fondale di sette metri? Ma una volta si faceva, una volta c’erano. Sapete una nave di 400 mila tonnellate in quante la portano oggi? In 5. Una nave di quelle belle che venivano nel porto di Oneglia, di Porto Maurizio, con le vele, che erano navi di 4-5 mila tonnellate, contro le quasi 500 mila di adesso, le portavano in 30 persone.

È cambiato il mondo. Se non ti adegui al cambiamento del mondo, dici delle sciocchezze.

Ma comunque, sul porto di Oneglia, io non voglio far diventare porto turistico. Io credo che la banchina oceanica, che sarebbe la banchina Aicardi, credo che la striscia accanto a quella banchina debba rimanere senza nessun moletto o altro, deve rimanere un attracco importante.

Che poi arrivi lo yacht di 110 metri, la nave di 20 mila tonnellate che porta passeggeri e ci porta ricchezza, o se arriva una nave che ci porta qualche merce, va benissimo.

Certo non posso compromettere tutta quell’area. Se voglio rivalutarla, e voglio rivalutare l’Agnesi per non lasciare incompiuta, non ci posso far mettere dentro due silos di cemento o delle macchine che poi portano le bisarche lungo Oneglia. Cioè, sempre il discorso è: piedi per terra, ci si adegua ai tempi che viviamo”.

La vicenda, lo ricordiamo, nasce dalla delibera del Consiglio comunale del 29 luglio 2025, con cui il Comune aveva proposto alla Regione una modifica al piano regolatore portuale per vietare le strutture fisse sulle banchine, silos compresi. Una scelta che avrebbe messo fine al traffico del cemento, l’unica merce ancora movimentata in quantità rilevante a Oneglia.

La Regione aveva dato il via libera a ottobre, ma Cementi Centro Sud, concessionaria della banchina Aicardi, aveva impugnato tutto davanti al TAR. Con la sentenza del 29 aprile 2026, i giudici hanno annullato la modifica, ritenendola non “tecnica” ma sostanziale.

Il Comune ha ora affidato all’avvocato Paolo Gaggero l’incarico di preparare l’appello al Consiglio di Stato.

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