8 Giugno 2026 14:31

Porto di Oneglia: Il TAR dà ragione ai portuali, annullata la modifica al piano regolatore voluta dal Comune. “Impedisce i traffici commerciali”

In breve: Giovanni Zecchini della compagnia Maresca commenta con soddisfazione: "Per noi non è una vittoria, è una risposta di buon senso.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ha accolto il ricorso di Cementi Centro Sud s.p.a. e ha annullato la modifica al Piano Regolatore Portuale del porto di Imperia voluta dal Comune. Una sentenza che, di fatto,dà ragione anche ai “Camalli” della compagnia portuale Maresca, che da mesi si battono per la sopravvivenza del porto commerciale di Oneglia.

La vicenda parte dalla delibera del Consiglio comunale del 29 luglio 2025, con cui il Comune aveva proposto alla Regione Liguria un cosiddetto“adeguamento tecnico-funzionale” del piano regolatore portuale. L’obiettivo era chiaro: vietare le strutture fisse sulle banchine, silos in testa. Una mossa che avrebbe di fatto condannato il traffico commerciale del cemento, unica merce ancora movimentata in quantità rilevante nello scalo onegliese, circa 35-40mila tonnellate all’anno.

La Regione aveva approvato la modifica a ottobre 2025. Cementi Centro Sud, concessionaria della banchina Aicardi dal 2004, aveva impugnato tutto davanti al TAR

I giudici amministrativi, con sentenza pronunciata il 29 aprile 2026, hanno bocciato l’operazione su due fronti.

Il primo: quella del Comune non era una modifica “tecnica” di minore importanza, come prevede la procedura semplificata utilizzata, ma una modifica sostanziale al piano. Come scrive il TAR nella sentenza, la variazioneproduce l’effetto di impedire i traffici commerciali di rinfuse secche per i quali le strutture fisse in banchina risultano necessarie“. In altre parole, il porto restava formalmente “commerciale” sulla carta, ma nella realtà sarebbe stato svuotato di qualsiasi attività concreta.

Il secondo vizio riguarda l’istruttoria: la Regione aveva dato il via libera basandosi sull’affermazione del Comune secondo cui le merci “per loro natura possono essere movimentate senza strutture fisse”. Il TAR la smonta senza giri di parole, definendo “lampante il fallo” in cui è incorsa la Regione, chenon si è avveduta che la modifica incide pesantemente sui traffici di rinfuse secche e, in particolare, sopprime quelli di cemento praticati da oltre vent’anni”.

Giovanni Zecchini della compagnia Maresca commenta con soddisfazione la notizia al nostro giornale: “Per noi non è una vittoria,è una risposta di buon senso. Eravamo sicuri che la sentenza fosse positiva, convinti che un porto commerciale non debba essere limitato ma mantenere la definizione che ha.

Abbiamo fatto questo ricorso certi che la rimozione delle opere fisse significasse la distruzione del porto commerciale di Oneglia. Deve essere un volano per l’economia della città”.

Il tribunale ha inoltre chiarito che l’eventuale riclassificazione del bacino di Oneglia da commerciale a turistico non può essere decisa dal Comune, ma richiederebbe un procedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, previo parere regionale.

Anche Ivan Bracco, tra i primi consiglieri di minoranza a sostenere la battaglia sul porto di Oneglia insieme alle colleghe Loredana Modaffari e Daniela Bozzano, commenta: “Il TAR ha riconosciuto pienamente la nostra battaglia“.

Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti, ma i contributi unificati dovranno essere rimborsati a Cementi Centro Sud dal Comune di Imperia e dalla Regione Liguria, in solido tra loro.

Clicca QUI per la Sentenza

A cura di Alessandro Moschi

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