Il Comune di Imperia ha reso ufficiale, con un atto firmato lo scorso 17 luglio, la decisione di portare avanti la battaglia legale sul porto di Oneglia. Con una determinazione, l’amministrazione Scajola ha affidato all’avvocato Paolo Gaggero del Foro di Savona l’incarico di preparare l’appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Liguria che ha annullato la modifica al piano regolatore portuale voluta dall’amministrazione.
Lo scorso aprile, lo ricordiamo, il TAR Liguria aveva accolto il ricorso di Cementi Centro Sud, concessionaria della banchina Aicardi, annullando la modifica al piano regolatore voluta dal Comune con delibera del 29 luglio 2025. Una modifica che avrebbe vietato le strutture fisse sulle banchine, di fatto condannando il traffico commerciale del cemento. I giudici avevano bocciato l’operazione, dando ragione anche ai portuali della compagnia Maresca da mesi in prima linea per difendere lo scalo commerciale.
Il Comune ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR sul Porto di Oneglia
Nel testo dell’atto si ripercorre l’iter che ha portato alla decisione: l’8 giugno l’avvocato Gaggero, già difensore del Comune nel primo grado di giudizio, aveva trasmesso via pec la sentenza n. 737/2026, con cui il TAR ha accolto il ricorso di Cementi Centro Sud. Da qui l’incontro tra il legale e l’ente, al termine del quale, si legge nella determinazione, è stato accertato che “sussistono ragioni che giustificano la proposizione di un appello al Consiglio di Stato nei confronti della suddetta sentenza”.
Il preventivo presentato da Gaggero, arrivato agli uffici comunali il 2 luglio, ammonta a 9.630,50 euro, cifra che comprende Cpa, Iva e il contributo unificato da versare a cura dello stesso legale, pari a 975 euro.
L’atto formalizza dunque quanto era già emerso nei giorni scorsi: il Comune non si ferma dopo la sconfitta in primo grado e punta a ribaltare, davanti ai giudici di Palazzo Spada, la decisione che ha dato ragione a Cementi Centro Sud e, di riflesso, alla compagnia portuale Maresca.
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