Fatti e rifatti. Non è il nome di una rubrica su chi preferisce intervenire, talvolta maldestramente, con punturine e aggiunte di plastica per cercare di rallentare il tempo e assomigliare ad una Barbie o al compagno di sempre Ken. Parliamo di alcune operare pubbliche sotto la direzione lavori del sindaco Claudio Scajola e del suo fido assessore Gianfranco Gaggero.
La fretta, si sa, è cattiva consigliera ma ultimamente l’operato perseverante dell’amministrazione Scajola ha qualcosa di pseudo-diabolico. Infatti, ormai, sembra divenuta una prassi quella di terminare i lavori e poi di rimetterci mano perchè qualcosa è andato storto, spesso a causa del mancato controllo.
Come dimenticare il famoso dosso di Borgo Prino, utilizzato dai più come rampa di lancio, orgoglio silenzioso di meccanici e carrozzieri. Che dire della salita Frati Minimi, accanto a Piazza Ulisse Calvi, aperta in sordina nella giornata di ieri dove gli ultimi scalini realizzati in prima istanza avrebbero fatto impallidire anche Messner?
E i poveri alberi del campo di atletica? Piantati e poi sradicati per un capriccio estetico del primo cittadino? Per finire, ce lo auguriamo, lo stemma della città di Imperia realizzato davanti agli ingressi del mercato coperto di Oneglia, completamente toppato, nonostante il vigile controllo dell’assessore Gaggero sul cantiere, ed ora in fase di rifacimento.
Qualche perplessità sorge anche sulle ditte scelte a questo punto e ai materiali utilizzati. Il caso eclatante del campo di atletica dove comune ha annunciato che dovrà rifare il manto della pista dopo soli 5 anni dalla sua realizzazione spendendo altri 2 milioni di euro.
Ma questi ritardi, queste mancanze, questi errori o capricci estetici del primo cittadino chi li paga? Sempre le ditte che lavorano per il comune? Il comune stesso (dunque noi cittadini)? E il disagio causato da queste deficienze alla cittadinanza?
Non abbiamo mai sentito fare un mea culpa da parte dell’amministrazione, un’assunzione di responsabilità, forse, ogni tanto, sarebbe il caso di chiedere scusa e magari di impegnarsi di più affinché questi episodi non si ripetano in futuro.
P.s.
Dopo un sopralluogo sul cantiere di piazza Doria postiamo lo stemma della città di Imperia. Aguzza la vista!

Gabriele Piccardo






