2 Ottobre 2026 16:56

Corruzione in Sicilia, chiesto l’arresto di Giuseppe Argirò: il manager sanremese fu alla guida della Porto di Imperia

C’è anche un nome molto conosciuto nel Ponente ligure tra i nove indagati nell’inchiesta della Procura di Palermo su un presunto sistema di corruzione legato alle autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana.

Si tratta di Giuseppe “Pino” Argirò, 57 anni, manager originario di Sanremo, per il quale i magistrati hanno chiesto una misura cautelare

L’indagine ruota attorno all’attività della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, organismo chiamato a esprimersi su progetti industriali ed energetici, compresi quelli legati alle fonti rinnovabili. Secondo l’ipotesi investigativa, alcuni pareri tecnici sarebbero stati condizionati da pagamenti illeciti.

Tra gli altri indagati figura Gaetano Armao, ex vicepresidente e assessore della Regione Siciliana, oltre a imprenditori, professionisti e al deputato dell’Assemblea regionale siciliana Giuseppe Geremia Lombardo. Complessivamente la Procura ha chiesto misure cautelari per tutti e nove gli indagati. La decisione spetterà al gip, dopo gli interrogatori preventivi.

Per Argirò, in particolare, la situazione è ancora da definire nel dettaglio. Nell’ambito degli accertamenti gli investigatori hanno sequestrato alcuni telefoni cellulari.

Il nome di Argirò è legato da anni al territorio della provincia di Imperia. Tra gli incarichi ricoperti dal manager figura infatti quello di amministratore unico della Porto di Imperia, società che negli anni più difficili della vicenda legata allo scalo aveva tentato di evitare il dissesto. Nel 2013 era stato nominato alla guida della società, impegnata nel tentativo di affrontare la complessa situazione finanziaria del porto.

Argirò ha inoltre ricoperto il ruolo di amministratore unico di Area24, la società che ha avuto un ruolo nella gestione e nello sviluppo della pista ciclabile del Parco costiero della Riviera dei Fiori. Prima ancora aveva diretto Confindustria Imperia.

Il suo percorso professionale si è poi spostato verso il settore delle grandi utility. Nel 2017 era entrato nel gruppo Acea, mentre nel 2019 era passato a Iren, assumendo l’incarico di responsabile dei Progetti strategici e Permitting.

Nel 2021 la nomina ad amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque (Cva), società attiva nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Argirò aveva lasciato l’incarico nell’estate di quest’anno, dopo circa cinque anni ai vertici del gruppo valdostano.

Proprio nel settore delle energie rinnovabili si inserisce anche l’attuale vicenda giudiziaria. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Palermo, l’inchiesta riguarda infatti i procedimenti autorizzativi relativi a progetti industriali ed energetici in Sicilia.

Le contestazioni specificamente riferite ad Argirò, tuttavia, non sono al momento note nel dettaglio.


La Procura ha precisato che, allo stato del procedimento, trova applicazione nei confronti di tutti gli indagati il principio di presunzione di innocenza. La richiesta dei magistrati dovrà ora essere valutata dal giudice per le indagini preliminari.

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