Sono state ufficialmente consegnate questa mattina, 10 aprile, in Comune a Imperia, le firme certificate raccolte per indire un referendum contro il piano della sosta.
La protesta nasce dalla decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Scajola di trasformare 491 parcheggi gratuiti in stalli blu, senza prevedere nuovi spazi di sosta. Una scelta che ha scatenato malumori tra i cittadini, costretti a sborsare 715 euro all’anno per un abbonamento che non garantisce il parcheggio in tutte le zone della città.
Il prossimo passo dovrà essere compiuto dal Presidente del Consiglio Comunale, Simone Vassallo, che ricevute ufficialmente le firme depositate quest’oggi dovrà mettere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio la pratica per indire una commissione.
Da oggi parte l’iter da parte del Comune per verificare la legittimità del quesito e completare gli adempimenti necessari per arrivare al Referendum
Spiega Roberto Duc del comitato per il referendum contro il piano della sosta: “Questo è il deposito ufficiale, l’altra volta praticamente abbiamo portato le firme all’ufficio elettorale perché venisse riempito un dato mancante, il numero di iscrizione alle liste elettorali di ciascun elettore, un tecnicismo, e controllate.
Le firme che adesso noi abbiamo in mano sono controllate, verificate e certificate dall’ufficio elettorale, quindi sono ufficiali. Devono essere depositate, cosa che facciamo oggi, presso la segreteria generale del sindaco come previsto dal regolamento. Da ora parte l’iter da parte del comune, lato dell’amministrazione per giungere al referendum, quindi da qui in avanti parte quella che è il controllo che dovranno fare sulla legittimità del quesito e tutti gli adempimenti che sono necessari per arrivare a votare.
La palla in questo momento ce l’ha il Comune. Non nascondo che la burocrazia è terribile e soprattutto i tempi sono molto stretti, quindi a noi piacerebbe andare al voto insieme ai referendum nazionali. Questo sarebbe anche auspicabile per risparmiare dei soldi perché se si sceglie un’altra data il costo della consultazione va a carico del bilancio comunale quindi di conseguenza della collettività. Mentre se si votasse insieme ai referendum nazionali previsti a giugno ovviamente questo costo per i cittadini di Imperia non ci sarebbe. Però appunto ci sono delle difficoltà di carattere burocratico e soprattutto i tempi sono strettissimi perché la burocrazia è terribile. La palla è in mano loro adesso”.






