L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL) ha inviato le proprie osservazioni sul progetto per l’ultimazione del porto turistico di Imperia, che prevede il completamento degli ambiti 1 e 2 del Piano Regolatore Portuale proposto da Go Imperia S.r.l.
Il documento, inviato alla Divisione Valutazioni Ambientali del Ministero e alla Regione Liguria, analizza diversi aspetti ambientali del progetto, evidenziando alcuni punti critici che richiedono maggiore attenzione.
Criticità sulla gestione del traffico e qualità dell’aria
Riguardo all’impatto sulla viabilità, ARPAL rileva che nel progetto “rimane non chiaro il tratto di viabilità interessato dall’incremento del traffico“, sottolineando come sia “opportuno che vengano indicati i percorsi dei mezzi nel tessuto urbano sino al raggiungimento, almeno, del nodo autostradale e/o del luogo di scarico dei materiali da scavo.“
Per quanto concerne il monitoraggio della qualità dell’aria, l’Agenzia richiede che sia “dettagliata la consistenza, la programmazione e le modalità di utilizzo dei dati per la definizione delle soglie di intervento“, con l’indicazione del “numero dei punti di monitoraggio da ubicarsi a perimetro dell’area di cantiere presso i recettori potenzialmente più esposti“.
Problematiche relative alle terre di scavo e bonifiche
Un altro aspetto critico riguarda la gestione delle terre e rocce da scavo. Nel documento si evidenzia che per la quota parte eccedente i materiali riutilizzati in loco, “non vengono fornite le indicazioni richieste: il proponente si limita infatti a sostenere che ‘le altre [terre e rocce da scavo] [verranno] avviate a gestione esterna per il tramite di ditte autorizzate’, lasciando non precisate sia la natura giuridica del materiale sia la tipologia di destinazione prevista“.
ARPAL sottolinea inoltre una discrepanza tra i volumi stimati: “nel Piano di Gestione delle Terre e Rocce da scavo la stima dei quantitativi destinati ad essere trasportati e gestiti all’esterno del cantiere risultano essere pari a circa 37.800 m³, mentre secondo il Piano di previsione del traffico tale stima risulta pari a circa 41.000 m³”.
Vincoli ambientali da rispettare
L’area del progetto è parzialmente interessata da un procedimento di bonifica con specifiche prescrizioni. L’Agenzia rileva che l’area denominata “zona A”, soggetta a vincolo di pavimentazione permanente per la presenza di sostanze inquinanti, “dall’esame degli elaborati di progetto sembrerebbe interessata da piantumazione”.
A tal proposito, ARPAL evidenzia che “deve essere mantenuto il vincolo di destinazione d’uso riportato nel Decreto Comunale n. 380 del 27/02/2024 di approvazione dell’Analisi di Rischio sito specifica sulle aree oggetto di intervento”.
Criticità sul sistema fognario
Per quanto riguarda gli scarichi fognari, nonostante sia prevista una linea di bypass in caso di emergenza, “non è stata tuttavia risolta la problematica relativa agli scarichi di emergenza di detta vasca, in quanto gli scarichi di emergenza da essa derivanti recapitano all’interno del bacino portuale il refluo non trattato”.
L’Agenzia sottolinea infine che queste osservazioni “non determinano di per sé l’adozione di un iter specifico e potranno essere oggetto di specifiche condizioni ambientali da riportare nell’atto conclusivo del procedimento di non assoggettabilità a VIA o di approfondimenti per le eventuali successive fasi del procedimento di VIA“.






