16 Aprile 2026 16:41

Imperia: bollette Rivieracqua, Lucio Sardi attacca la maggioranza dopo la bocciatura della sua mozione. “Sempre più arroccata e priva di argomenti”

Lucio Sardi, consigliere di minoranza di Alleanza Verdi Sinistra, interviene con una nota a margine della bocciatura nell’ultimo Consiglio Comunale della sua mozione relativa a Rivieracqua, nella quale esortava l’Amministrazione a richiedere delle attività di verifica delle bollette emesse e dei vari adempimenti.

Il comunicato di Lucio Sardi

Scrive Lucio Sardi: “Proviamo a dare un giudizio sulla discussione della mozione che abbiamo portato in consiglio comunale per chiedere di adottare misure tese, almeno, a contenere gli effetti negativi che l’aumento retroattivo delle tariffe e le modalità di bollettazione adottate da Rivieracqua stanno creando ai cittadini e alle imprese.

La mozione, bocciata da una maggioranza sempre più arroccata e priva di argomenti per reggere il confronto sul merito della questione, chiedeva che l’amministrazione comunale si attivasse per fare in modo che Rivieracqua:

  • adottasse una attività di verifica di tutte le bollette emesse a titolo di conguaglio retroattivo della tariffa, predisponendo un prospetto informativo trasparente a favore degli utenti;
  • verificasse (in caso di superamento delle soglie di fatturazione previste) l’adozione delle annunciate procedure automatiche di pagamento dilazionato senza necessità di richiesta;
  • sospendesse, in ragione dell’applicazione delle dilazioni automatiche previste, le procedure di recupero forzoso dei crediti per morosità avviate sui conguagli retroattivi;
  • predisponesse ogni iniziativa volta al coinvolgimento attivo dei Comitati di cittadini nati a seguito dei disservizi evidenziati e del recapito delle bollette emesse per l’applicazione retroattiva delle nuove tariffe.

Il primo elemento che motivava le richieste riportate nella mozione era che l’aumento delle tariffe risulti, a oggi, ancora non approvato dall’Autorità competente (ARERA), probabilmente a causa del ritardo del provvedimento del Commissario che lo ha deliberato e delle necessarie verifiche sulla legittimità di tale aumento che l’autorità deve completare.

Il fatto che tale approvazione tardi ad arrivare pone forti dubbi sull’operato del Commissario dell’ATO idrico Scajola e dovrebbe almeno indurre a considerare l’opportunità di non adottare richieste di pagamento accelerate e procedure di messa in mora verso gli utenti per imporre il pagamento di tariffe che mancano ancora del requisito della legittimità

Tale valutazione critica sulla legittimità delle nuove tariffe (che, ricordiamo, sono state applicate anche retroattivamente dal 2022) non è frutto di una interpretazione superficiale o di parte, ma è stata sollevata dal Difensore Civico Regionale (parliamo dell’ex procuratore capo della repubblica di Genova Cozzi, non certo un principiante del diritto) che ha chiesto ad ARERA di agire nei confronti del Commissario dell’ATO e di Rivieracqua affinché sia garantita la sospensione di qualsiasi intervento di messa in mora agli utenti, provvedimento di limitazione o sospensione del servizio idrico, fino alla conclusione delle attività di verifica degli atti amministrativi.

Tra i rilievi del Difensore Civico Regionale vi è stata, peraltro, la contestazione sulla illegittimità delle funzioni del Commissario dell’ATO idrico che, con il superamento della fase “emergenziale” creatasi per i ritardi della Provincia nell’organizzazione del servizio, dovrebbe vedere cessata la sua ragione d’essere. Il Difensore Civico Regionale ha infatti chiesto il ritiro, con urgenza, dell’atto di nomina commissariale, per consentire il legittimo ritorno dell’Amministrazione Provinciale al governo dell’acqua nell’Imperiese e ha conseguentemente invitato la Regione Liguria a indicare i tempi di riaffidamento alla Provincia delle funzioni dell’Ente d’Ambito, chiedendo anche l’invio delle relazioni inviate dall’ATO a sostegno della corretta osservanza dei compiti assegnati.

Di fronte a tale scenario di evidenti forzature e rischi di illegittimità dell’operato del Commissario dell’ATO idrico e di Rivieracqua, non si comprende come si possa pensare di applicare, come se nulla fosse, le tariffe retroattive e consentire a Rivieracqua (la cui gestione è ormai passata di fatto saldamente nelle mani del socio privato Acea Molise) di vessare cittadini e imprese che hanno ricevuto bollette esorbitanti e prive di ogni criterio di trasparenza. Provare a ripristinare una condizione di equilibrio, trasparenza e ragionevolezza sarebbe la risposta minima che ci si dovrebbe aspettare da chi, usando la falsa narrazione dell’indispensabile ingresso dei privati in Rivieracqua per evitarne il fallimento (rischio già evitato con l’approvazione del concordato preventivo con i creditori), ha già la responsabilità di aver tradito la volontà popolare del referendum sull’acqua pubblica.

Nulla di questo è minimamente emerso nel dibattito e nel voto in consiglio comunale dove la maggioranza, per respingere le richieste della mozione, ha sostanzialmente sostenuto che ormai il comune di Imperia (sebbene sia socio per quasi il 30% della società) non ha praticamente alcun potere di incidere sull’operato di Rivieracqua e che chiedere verifiche e chiarimenti a favore degli utenti sulle procedure di applicazione retroattiva della tariffa sarebbe eccessivamente “costoso”.

In merito alla nostra sollecitazione sull’adozione delle procedure automatiche di pagamento rateale dei conguagli derivanti dell’applicazione arretrata delle tariffe idriche, che il Commissario dell’ATO – Presidente della Provincia e Sindaco aveva annunciato mesi fa, il solitamente loquace e decisionista Scajola ha preferito sottrarsi, ritirandosi spesso durante il dibattito nei suoi “appartamenti” di palazzo e non degnandosi di fare in Consiglio alcun intervento.

Sul tema del servizio idrico provinciale, per scelta del plenipotenziario Scajola e della sua maggioranza, le acque restano così agitate e torbide e ancora una volta si è persa l’occasione per fornire ai cittadini e alle imprese del nostro territorio un segnale di attenzione e qualche soluzione per gli evidenti problemi e disagi che subiscono e per i quali giustamente protestano.

Ci si augura che l’insieme dei soggetti deputati a garantire il rispetto delle regole e del funzionamento di un servizio pubblico essenziale come quello idrico, possa ristabilire qualche elemento di chiarezza di cui, chi ha un certo modo di amministrare, non sembra curarsi”.

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