31 Maggio 2026 14:32

Nuove regole per la pesca marittima: sguardo sulla riforma con Lara Servetti. “Sbagliare una stima a bordo non può costare punti e migliaia di euro” /L’intervista

È entrata in vigore il 29 maggio la Legge 75/2026, che riscrive in modo profondo il sistema sanzionatorio per la pesca marittima. A Imperia, dove operano circa quaranta imbarcazioni e centoventi addetti diretti, le novità stanno già facendo discutere cooperative e marinerie.

Ne abbiamo parlato con Lara Servetti, presidente regionale di Legacoop Liguria, incontrata a bordo del peschereccio Pingone, ormeggiato sulla banchina di Oneglia

Il cuore della riforma è la gradualità. Il vecchio sistema penalizzava spesso i pescatori anche per errori minori.

Allora, diciamo che quello che cambia non sono tanto le sanzioni da un punto di vista amministrativo – spiega la Servetti al nostro giornale – ma viene rivisto il sistema delle infrazioni coi punti, che è un metodo che è stato introdotto dal 2012 e che viene assolutamente rivisto. Diciamo che è una legge che può essere migliorata, ma già un passo in avanti.

Basta pensare checi sono alcune infrazioni che i pescatori commettono non particolarmente gravi. Ad esempio, tutti i pescatori a bordo hanno un giornale di bordo e, aseconda dell’errore di stima effettuato a bordo, possono prendere multe che vanno da 1000 a 6000 euro e infrazioni fino a tre punti.

Con questa nuova legge questi tre punti finalmente vengono annullati e viene definito un nuovo parametro che è più graduale, quindi i tre punti ci sono, ma solo se si verificano determinate condizioni.

Sul tablet ci sono delle criticità pesanti. Faccio sempre l’esempio delle stime che i nostri pescatori devono fare: non è così facile stimare un pesce e sbagliare solo di un 10% o 20% a seconda del peso che questo pesce ha.

Un esempio: qualche giorno fa proprio qua in Imperia è stato sbarcato un tonno di 190 kg. Pensiamo quando abbiamo un tonno di 190 kg quanto è difficile riuscire a individuare esattamente, per un pescatore che naviga a bordo in condizioni meteomarine non favorevoli, il peso esatto di quel pesce.

Allora, diciamo che la stagione di pesca dello spada è ancora in attesa. La questione dei tonni: stanno pescando diversi tonni. Fortunatamente quest’anno, grazie all’introduzione di una flotta sperimentale, le imbarcazioni in Liguria che possono pescare il tonno rosso sono passate da 3 a 36. Lo strascico è in attività di pesca.

Il Ministero ha appena concesso oggi una deroga per andare a pescare anche il 2 giugno. A Imperia abbiamo una quarantina di imbarcazioni, quindi circa 120 addetti diretti.

Rimane però aperta la questione del gasolio: “Le problematiche del gasolio ci sono eccome, perché il gasolio è aumentato in modo considerevole. È stataintrodotta una misura del credito d’imposta: siamo in attesa dei decreti attuativi e questo consentirà ai pescatori di portarsi in detrazione una quota del costo del gasolio in F24″.

Secondo lei che cosa si può fare per tutelare di più questi pescatori?

Allora, intanto sicuramente rivedere ulteriormente anche l’importo delle sanzioni, aprire il segmento di flotta sperimentale per il tonno rosso anche alle imbarcazioni superiori ai 12 metri e cercare anche di introdurre dei plafond, ad esempio di giornate di pesca per singola imbarcazione e per le imbarcazioni a strascico: questo potrebbe aiutare.

Sul fronte della tracciabilità, la norma impone controlli più rigidi su etichettatura e documentazione lungo tutta la filiera, dalla barca fino al banco della pescheria o del ristorante. Manomettere il motore, alterare il GPS o interrompere volontariamente il segnale di geolocalizzazione comporta multe da 1.000 a 6.000 euro.

Novità anche per la pesca sportiva: chi vende pescato non professionale rischia multe da 4.000 a 12.000 euro. E per la pesca subacquea diventa vietato affidare un fucile subacqueo a minori di sedici anni.

Una legge dunque ancora da perfezionare. Intanto, sulla banchina di Oneglia, i pescatori osservano e aspettano.

A cura di Alessandro Moschi

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