Si potrà votare ancora domani, lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15, per i cinque referendum abrogativi che mirano a cambiare alcune leggi importanti su lavoro e cittadinanza.
Al momento l’affluenza a livello nazionale è intorno al 22%. Resta ancora distante il 50% + 1 necessario per il quorum di validità del referendum
Alle 23, alla chiusura dei seggi per la giornata di oggi, l’affluenza in provincia di Imperia è stata del 17,51%, in Liguria del 24,86% (dato parziale), a Genova 27,64% (dato parziale), a Savona 24,93% e a La Spezia del 26,27%. L’imperiese conferma la tendenza all’affluenza più bassa della regione.
Il dato sebbene in crescita rispetto all’inizio della giornata, continua a rimanere comunque molto basso e se non dovesse cambiare ulteriormente, vanificherebbe il risultato referendario. I referendum infatti, per essere considerati validi, devono raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.
Ricordiamo che per votare bisogna avere con sé documento d’identità e tessera elettorale. Chi vota fuorisede deve avere il certificato del comune di domicilio temporaneo.
I cinque quesiti in votazione
1. Licenziamenti illegittimi (scheda verde)
Situazione attuale: se un’azienda licenzia illegittimamente un dipendente, non deve riprenderlo ma solo pagare un indennizzo (da 6 a 36 mensilità).
- Con il SÌ: si torna alla regola precedente, dove il giudice decide se far rientrare il lavoratore oppure no.
- Con il NO: resta tutto come adesso.
2. Indennità nelle piccole imprese (scheda arancione)
Situazione attuale: nelle piccole aziende, chi viene licenziato illegittimamente riceve al massimo 6 mensilità di indennizzo.
- Con il SÌ: si elimina questo tetto massimo e sarà il giudice a decidere l’importo in base alla situazione.
- Con il NO: resta il limite delle 6 mensilità.
3. Contratti a termine (scheda grigia)
Situazione attuale: le aziende possono assumere con contratto a tempo determinato fino a 12 mesi senza spiegare il motivo.
- Con il SÌ: le aziende dovranno sempre motivare i contratti a termine fino a 24 mesi.
- Con il NO: resta la situazione attuale.
4. Infortuni sul lavoro (scheda rosa)
Situazione attuale: se un operaio si fa male sul lavoro la responsabilità è solo dell’azienda che lo ha assunto (appaltatrice).
- Con il SÌ: anche l’azienda principale (committente) diventa responsabile insieme a quella appaltatrice.
- Con il NO: la responsabilità resta solo dell’azienda appaltatrice.
5. Cittadinanza italiana (scheda gialla)
Situazione attuale: per ottenere la cittadinanza italiana bisogna vivere in Italia per 10 anni di fila.
- Con il SÌ: basterebbero 5 anni di residenza continua.
- Con il NO: restano i 10 anni attuali.
E’ possibile scegliere anche di votare solo per uno o più referendum, ritirando solo le schede per le quali si ha interesse, astenendosi dagli altri quesiti.






