Udienza stamani in Corte di Cassazione per il ricorso legato alla presunta ineleggibilità del sindaco di Imperia Claudio Scajola. Il ricorso era stato avanzato alla Suprema Corte dallo stesso Scajola e la Procura generale ha insistito perché venisse rigettato. Sulla stessa linea l’avvocato Piera Sommovigo che rappresenta i consiglieri di opposizione Luciano Zarbano e Ivan Bracco, autori della causa di ineleggibilità.
L’avvocato Sommovigo, che rappresenta i consiglieri Bracco e Zarbano, conta sul rinvio degli atti alla Corte di Appello di Genova
Per la difesa di Claudio Scajola era invece presente l’avvocato Pietro Picciocchi di Genova. Il ricorso originario degli esponenti di opposizione verte sul fatto che Scajola debba essere ritenuto ineleggibile per il secondo mandato di sindaco in quanto già commissario ad acta dell’Ato idrico provinciale.
L’avvocato Sommovigo ha sostenuto le richieste della Procura generale e sottolinea: “Per noi è assolutamente positivo ottenere il rigetto del ricorso e il rinvio degli atti alla Corte di Appello di Genova, affinché si vada oltre gli aspetti procedurali e si entri finalmente nel merito della causa“.
I giudici di Cassazione si sono riservati di decidere e il verdetto si conoscerà presumibilmente soltanto nelle prossime settimane.
Alla base della controversia in Cassazione c’è la notifica dell’atto iniziale che, secondo Claudio Scajola, avrebbe dovuto essere indirizzato a lui come persona e non come sindaco di Imperia. Di tesi opposta invece la Procura generale.






