Tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in concorso. Questa la pesante accusa che grava sul presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola, sull’amministratore delegato di Avalon Srl, società di consulenze di Piacenza, Riccardo Demicheli e sull’ex dirigente provinciale, da poco dimessosi e andato in pensione, Michele Russo.
Sui mancati fondi Pnrr per il biodigestore di Taggia ha aperto un’inchiesta la Procura europea (Eppo) di Torino
Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore europeo delegato Adriano Scudieri della Procura Europea (Eppo) di Torino e l’inchiesta riguarda il mancato finanziamento con fondi Pnrr di oltre 6 milioni e 400 mila euro per un progetto legato alla costruzione del biodigestore per rifiuti di località Colli a Taggia.
Le posizioni che appaiono più pesanti sono quelle di Claudio Scajola, che, come evidenzia la Procura Europea, in qualità di presidente della Provincia, firmò e presentò la domanda di finanziamento europeo e di Riccardo Demicheli che, sempre secondo gli inquirenti, fornì le indicazioni per la compilazione della domanda, per ottenere “con artifici e raggiri” un finanziamento, impiegando “false e omissive attestazioni”.
Il coinvolgimento dell’ormai ex dirigente provinciale Michele Russo è invece legato al suo ruolo di Rup, responsabile unico del procedimento. In seguito ad un parere legale fornito dalla Waste Recycling Imperia Srl, società costituita dall’ATI Idroedil Srl (mandataria) e Waste Treatment Technologies D.V. (mandante), aggiudicataria della realizzazione e successiva gestione del biodigestore di Colli, la stessa società si rifiutò di sottoscrivere la conformità dell’intervento al principio eurounitario del ‘DNSH’ (‘Do No Significant Harm’ – ‘non arrecare danno significativo’) principio base per ottenere i fondi Pnrr. Quindi la Provincia, attraverso una nota trasmessa il primo ottobre 2024 dallo stesso Russo, informò il Ministero dell’Ambiente della situazione e si arrivò alla revoca del finanziamento.
Ad occuparsi della pratica del finanziamento era stata la Avalon Srl di Piacenza, che avrebbe dovuto ricevere per questo 138 mila euro dalla Provincia, oltre Iva e previdenze, per un totale di circa 170 mila euro. Ma dopo la revoca del finanziamento fu revocato anche l’incarico ad Avalon e la Provincia chiese e ottenne la restituzione della prima tranche da 30 mila euro che era stata liquidata ad Avalon. Una procedura eseguita personalmente dall’allora dirigente Michele Russo.
Le accuse della Procura Europea nascono dal fatto che nella domanda di finanziamento predisposta da Avalon e sottoscritta dal presidente della Provincia Claudio Scajola, era stato descritto un progetto per la realizzazione di un impianto per il trattamento di rifiuti organici e verdi, omettendo la connessione di tale impianto con quello del biodigestore, che prevede anche una discarica di servizio. Secondo l’accusa, Scajola e Demicheli hanno sottoscritto una dichiarazione secondo la quale il progetto era conforme ai dettami del Pnrr, che fra le altre cose prevedono che non si possano finanziari impianti con annesse discariche di rifiuti, “traendo così in inganno i funzionari preposti del Mase” (Ministero dell’Ambiente), che ritennero il progetto ammissibile e concessero il finanziamento.
Nelle settimane scorse sono stati ascoltati come persone informate sui fatti i dipendenti del settore Ambiente e di altri uffici della Provincia di Imperia. Le testimonianze sono state raccolte nella massima riservatezza negli uffici della Procura della Repubblica di Imperia e non si possono escludere ulteriori sviluppi dell’inchiesta a breve.
A cura di Andrea Pomati






