La Regione Piemonte ha sollevato una serie di criticità sul progetto della variante stradale Armo-Cantarana, l’infrastruttura che collegherà le province di Imperia e Cuneo. Dopo l’esame della documentazione da parte dell’Organo Tecnico Regionale, sono emerse diverse lacune che richiedono approfondimenti prima di esprimere il parere definitivo.
I tecnici piemontesi hanno individuato diverse aree problematiche principali. Sul fronte paesaggistico, preoccupa l’impatto dell’area di cantiere numero 8, vicina alla storica Balma del Messere (conosciuta anche come Grotta dei Saraceni). I tecnici chiedono “foto-simulazioni dettagliate per capire come cambierà il panorama“, soprattutto dalla strada provinciale 216. Dubbi anche sull’area di cantiere 9 lungo la statale 28, che secondo i rilievi non è affatto libera ma occupata da box e tettoie.
Particolare attenzione è riservata alle interferenze con i corsi d’acqua. Oltre al nuovo ponte sul Tanaro, il progetto tocca il Rio Prale e il Rio di Rocca. L’area dello sbocco dell’attuale foro pilota “si trova in una zona a rischio idraulico significativo“, e i tecnici vogliono garanzie sulla compatibilità degli interventi. Sul tema sicurezza stradale, la Regione ricorda che dal 2026 scatteranno nuovi controlli obbligatori per le infrastrutture extraurbane. Considerando che uno degli obiettivi dichiarati della variante è proprio migliorare la sicurezza, i tecnici raccomandano di applicare fin da subito le nuove normative.
Le richieste di integrazione sono state formalmente trasmesse al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che aveva avviato la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale lo scorso giugno. Il proponente dovrà ora fornire tutti i chiarimenti richiesti prima che la Regione Piemonte possa esprimere il proprio parere definitivo sull’opera.
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