22 Aprile 2026 04:50

Diano Marina: grande partecipazione alla presentazione del libro “Noi, gli uomini di Falcone”. Il Sindaco Garibaldi: “Tema per noi sempre più importante”/ Foto e video

Una serata intensa e partecipata, quella andata in scena ieri sera, giovedì 25 luglio, nel parco di Villa Scarsella a Diano Marina, per la presentazione del libro “Noi, gli uomini di Falcone” (ed. Rizzoli), scritto dal generale dell’Arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, già comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985.

L’incontro, a ingresso libero, ha rappresentato un’importante occasione di riflessione pubblica sulla legalità e sulla lotta alla criminalità organizzata, grazie alla testimonianza diretta di uno dei protagonisti di quegli anni drammatici ma fondamentali per la storia del nostro Paese. A condurre il dialogo è stato il giornalista e direttore di Imperiapost, Andrea Pomati.

Il Generale Pellegrini: “Siamo stati veramente gli uomini di Falcone”

“Noi siamo stati veramente gli uomini di Falcone. Insieme alla Polizia di Stato, e in particolare alla sezione investigativa di Cassarà, siamo stati coloro che lo hanno affiancato durante tutta l’istruttoria del Maxiprocesso.

A un certo punto, però, ci siamo scontrati con alcuni pilastri del sistema che era difficile smuovere. Toccando certi gangli scoperti, ci siamo trovati costretti a fare buon viso a cattivo gioco. Oltre agli omicidi, ci furono trasferimenti e decisioni che ci impedirono di continuare. Dopo la morte di Cassarà e il mio trasferimento, a Falcone arrivarono ragazzi bravissimi, ma inesperti. Così lui perse alcuni dei suoi migliori collaboratori. Avremmo potuto fare di più, oltre a ciò che già è stato un grande risultato: il Maxiprocesso.”

“Quando sono stato trasferito, ho sempre avuto il sospetto che non fosse solo per tutelare la mia sicurezza, ma anche perché durante le indagini si fanno molti nemici, anche ad alti livelli. Però, se si vuole fare davvero indagine, non bisogna guardare in faccia a nessuno. E io non lo farò mai.”

“Ho quasi 83 anni e continuo a divulgare il messaggio della legalità, anche tra i giovani. L’ho fatto anche qui nell’Imperiese, lo scorso febbraio, incontrando gli studenti del liceo. Lo faccio nel rispetto di chi ha perso la vita. Io, in fondo, sono stato fortunato. Ho ricevuto minacce, ma ho saputo proteggermi: ho vissuto una vita blindata, non ho mai portato la famiglia con me per non esporla, non tornavo a casa la sera, ho fatto mettere il divieto di sosta vicino all’uscita che usavo, uscivo solo con la blindata. Perfino al Tribunale entravo dalla porta riservata ai detenuti, perché l’ingresso principale è sopraelevato e circondato da palazzi. Avevo paura che qualcuno potesse colpirmi da una finestra.”

“Quella fortuna, ora, voglio ripagarla. E lo faccio dicendo che bisogna continuare a lottare la mafia. Ma bisogna farlo senza polemiche, lottando i mafiosi, non chi combatte la mafia. Dobbiamo fare fronte comune, mettere da parte interessi personali, colori politici e divisioni. Facciamo una guerra seria alla mafia. E basta.”

Sindaco Garibaldi: “Anche in vacanza si possono approfondire alcuni temi importanti”

Abbiamo sempre messo in campo nel palinsesto delle nostre manifestazioni anche contesti un po’ più seri, anche perché andare in vacanza non vuol dire essere soltanto spensierati, ci sono dei momenti in cui si può anche approfondire alcuni temi.

Questo è un tema che è stato approfondito dalla nostra amministrazione fin dai primi passi, fin dai primi anni, poi è diventato ancora più importante quando abbiamo creato una commissione antimafia consigliare.

Abbiamo messo in campo diversi eventi, questo è ben inserito, esattamente dopo l’evento a cui ha partecipato Don Ciotti e il procuratore Lari e tanti personaggi impegnati nella battaglia contro l’illegalità e le mafie. Noi siamo contenti di poter ospitare questa sera il generale Pellegrini, che è stato uno dei primi combattenti nel periodo caldo di Falcone e poi di Borsellino.

Alessandro Piana: “Storie di persone che con coraggio hanno portato avanti una battaglia di democrazia”

“Questo non è né un giallo né un romanzo – dichiara il vice presidente della Regione Alessandro Piana – ma è una storia vera, una storia anche recente, forse una delle parti un po’ più drammatiche della storia recente e anche della politica italiana, perché ha coinvolto in maniera diretta anche la politica.

Quella che è la storia di eroi: Borsellino, Falcone, ma tanti altri. Soprattutto di persone che con coraggio hanno portato avanti una battaglia di democrazia, una battaglia per tutti noi, perché poi il coraggio fa sempre coppia con la generosità. Se non sei generoso, se non hai empatia per il tuo territorio, per la tua gente, per il tuo paese, non riesci neanche a trovare questo coraggio.

Quindi davvero complimenti al generale Angelo Pellegrini per questo importante ed educativo racconto, anche con degli aspetti simpatici, con delle metafore simpatiche, però raccontato veramente da uno che l’ha vissuta e probabilmente questo è molto più importante e fa breccia nel cuore di ognuno di noi.”

Veronica Russo: “Il ricordo non deve morire mai”

Veronica Russo, Consigliere Regionale e componente della Commissione Antimafia ha dichiarato: “Innanzitutto voglio ringraziare l’amministrazione comunale per questa serata, perché il ricordo non deve morire mai. E come non far morire il ricordo? Con delle testimonianze come questa.

È vero, è stata una serata anche leggera, se si può dire, però a tratti con caratteristiche molto vere e questo fa sì di tornare indietro nella memoria, arrivare in quegli anni tragici, capire veramente il senso e la profondità di quello che succedeva.

Grazie alla testimonianza del generale, che ringrazio perché è stato veramente un uomo eccellente che ha combattuto la mafia in prima persona e che questa sera l’ha testimoniato, l’ha portato a conoscenza di tutti noi con degli aneddoti vissuti veramente e ci ha fatto un po’ riscoprire quello che è il nostro compito come istituzioni, come Commissione Antimafia, che è quello di far conoscere la mafia, sapere che cos’è la mafia e combatterla in questo modo”.

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