3 Maggio 2026 08:22

Imperia: via i silos dal porto di Oneglia, protesta dei portuali davanti al Comune. “Cancellerebbe l’attività principale che si svolge in banchina”/Foto e Video

I lavoratori portuali della Maresca, insieme a tanti cittadini, politici ed ad alcuni consiglieri di minoranza, hanno manifestato questo pomeriggio davanti al municipio di Imperia. Al centro della protesta c’è la proposta di modifica del Piano Regolatore Portuale che sarà discussa stasera in consiglio comunale.

L’amministrazione vuole cambiare il piano regolatore nella zona del porto di Oneglia, dove sono scadute le concessioni demaniali. La tensione era già emersa durante la commissione consiliare III dei giorni scorsi, quando i Camalli avevano protestato e i consiglieri Ivan Bracco, Daniela Bozzano, Loredana Modaffari e Lucio Sardi avevano chiesto di ritirare la pratica.

I “Camallitemono per il loro futuro lavorativo e hanno deciso di far sentire la loro voce prima del voto decisivo di questa sera

Spiega Giovanni Zecchini della Compagnia Maresca: “Questa sera l’amministrazione comunale vuole far passare la proposta di variante al piano regolatore che interessa direttamente il porto commerciale di Oneglia e che cancellerebbe l’attività principale che si svolge in banchina

Che cosa propone la maggioranza? Vuole togliere, distruggere tutte le strutture fisse dal porto. Le strutture fisse che si vogliono abbattere sono principalmente. La pesa pubblica doganale, l’unico luogo di pesa ufficiale Imperia, gestita da pesatori iscritti all’albo e che fanno parte della compagnia portuale Maresca. La palazzina dove assiede la compagnia portuale e soprattutto si vogliono abbattere i silos di deposito del cemento. 

Ora dovete sapere che il cemento è la merce che permette al porto commerciale di sopravvivere. Il cemento arriva con la nave dalla Francia. L’anno scorso sono arrivate più di 30 navi con un carico complessivo di 46.000 tonnellate. Impedire lo stoccaggio del cemento significa quindi bloccare l’attività del porto commerciale

Questa mossa dell’amministrazione comunale però non è che l’ultimo capitolo di una storia che viene da lontano

Fino alla metà degli anni 90 il porto di Oniglia era parte integrante del sistema portuale regionale, con traffici commerciali consistenti, olio, grano per il mulino del pastificio Agnesi,cemento e merci varie, con un volume annuo intorno alle 160-170 mila tonnellate. Nel 1995 però c’è stata una svolta legislativa che ha portato al declassamento del porto da regionale a comunale.

Infatti la regione Liguria ha delegato al comune di Imperia la gestione del porto commerciale di Oneglia. Lo scalo di Oneglia resta ancora di competenza regionale, ma la responsabilità della gestione è del comune.

La responsabilità è loro, sono loro che devono portare i traffici e non l’hanno mai fatto in più di 30 anni. Sono passati 30 anni e cosa ha fatto il Comune in tutti questi anni per il commercio? Niente! 

Con la chiusura del mulino Agnesi nel 2014 e la demolizione dei silos oleari, il traffico merci ha iniziato un progressivo e inesorabile declino. 

La gestione del porto di Oneglia da parte del comune è stata miope e inefficiente. Gli amministratori che si sono succeduti dagli anni 2000 hanno puntato esclusivamente su turismo e megayacht e hanno via via depotenziato il valore commerciale del porto

Nel tempo abbiamo assistito ad un accerchiamento, una vera e propria agonia, con la riduzione delle macchine operative, con la progressiva trasformazione delle ex aree industriali, come silos e depositi, in spazi per eventi, parcheggi, piste di pattinaggio, ruote panoramiche, luna park, recupero delle gru come attrazioni turistiche

Evviva la città dei balocchi! Noi lavoratori del porto ci opporremo con tutte le nostre forze a questo delitto. I portuali sono ormai da anni in agitazione, ma vogliamo che sia chiara una cosa. La nostra lotta non è finalizzata al mantenimento di pochi posti di lavoro

La richiesta di rientrare sotto l’autorità di sistema del Mar Ligure occidentale insieme ai porti di Genova e Savona, Vado, ha il senso di rilanciare il porto commerciale di Odeglia per creare nuove opportunità di sviluppo e di lavoro stabile e normato da leggi nazionali. Ricordiamoci che il porto è un presidio di legalità in una città che sembra offrire solo lavori santuari e precari e dalla quale i giovani fuggono

Il porto ha permesso tra l’altro di togliere 3.000 camion dall’autostrada, togliendo il traffico dei mezzi pesanti dalla A10, viaggiando per l’unica autostrada che bisogna usare per le merci. Il mare”.

Giovanni Zecchini legge lettera di Claudio Scajola a Manfredo Manfredi (1991)

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