3 Maggio 2026 07:19

Imperia, ritardi progetto ex Sairo. Sardi (AVS): “Tentativo di Scajola di minimizzare è patetico”

In breve: e parole del consigliere Sardi: "Su quest'opera il sindaco rischia di fare un pericoloso autogol a danno della città"

Lucio Sardi, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra, interviene con una nota in merito al progetto di riqualificazione dell’ex Sairo, a proposito della quale aveva presentato una mozione nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

Le parole del consigliere Sardi: “Su quest’opera il sindaco rischia di fare un pericoloso autogol a danno della città”

In più di una occasione, durante la presentazione delle pratiche relative alla programmazione dei lavori pubblici, l’assessore Gaggero ha attribuito alla giunta comunale di cui fa parte il titolo di “campione del mondo” nell’ottenere i finanziamenti statali o regionali e nel realizzare le relative opere pubbliche sostenute con i contributi ricevuti.

Osservando l’enfasi dell’Assessore viene in mente il personaggio di Checco Zalone con la sua canzone “siamo una squadra fortissimi” in cui, ovviamente, per Gaggero il sindaco è il fuoriclasse assoluto e pare sia in grado di giocare contemporaneamente in porta, come fantasista di centrocampo e pure centravanti, con qualche puntata sulle fasce (praticamente l’unico ruolo che lascia agli altri è quello dello stopper).

Abbandonando le suggestioni dei racconti un po’ visionari dell’assessore, abbiamo cercato di fare chiarezza su uno dei trofei che Scajola ha già messo sulla sua teca dei successi ma che, da tempo, dà segni di potersi trasformare in un risultato minore se non peggio, ovvero il progetto di riqualificazione della ex Sairo.

Lo abbiamo fatto portando in consiglio una mozione sul tema, rubando un poco del prezioso tempo del sindaco (dato che, in consiglio comunale, si lamenta spesso della lunghezza delle sedute), ma dando a Gaggero la possibilità di tentare di stupirci con le sue doti di palleggiatore nel ripercorrere le fasi del progetto.

Senza l’aiuto dell’assessore avevamo già scoperto che, a causa dell’impossibilità di rispettare il termine perentorio previsto per il completamento delle opere- e quindi con la conseguenza di perdere il contributo statale e mettere nei guai i conti del comune – i “campioni del mondo”lo hanno fatto retrocedere eliminando praticamente quasi tutte le nuove costruzioni originariamente previste.

Non si tratta di opere di contorno o accessorie, ma anzi della parte più qualificante di quell’intervento, in quanto, con la realizzazione di una trentina di alloggi, avrebbero dato risposta al crescente bisogno di case per le fasce sociali più deboli, problematica che il fenomeno degli affitti stagionali turistici ha aggravato.

La sparizione delle due nuove palazzine previste nel progetto iniziale (per il quale Scajola nel 2023 si pavoneggiava in un evento organizzato dalla Regione e relativo a questo tipo di interventi) è però avvenuta con molta meno enfasi e senza che il sindaco, il quale da quattro anni annunciava che l’opera procedeva regolarmente sotto la sua puntuale regia, lo dicesse con chiarezza.

Nel caso dello stralcio della seconda palazzina, pur di cercare di farlo passare inosservato, Scajola si è limitato a un generico commento annunciando genericamente una ulteriore modifica al progetto concordata col ministero, in occasione di uno dei viaggi “sperimentali” della navetta sulla ciclabile.

Essendo per noi evidente che su questa opera Scajola ha decisamente mancato la presa e rischia di fare un pericoloso autogol a danno della città, armati di pazienza e in sinergia con altri colleghi di opposizione, abbiamo raccolto le notizie e qualche documento (con le ormai celebri richieste di accesso agli atti) riportati nella mozione discussa nell’ultimo consiglio.

Uno sforzo utile, perché ha costretto il sindaco a rispondere in consiglio comunale e a dare, a modo suo, alcune informazioni – ammettendone prima di tutto il rilevante ridimensionamento – sull’attuale condizione del progetto.

Il prudente ottimismo di Scajola circa il fatto che, su quello che rimane dell’opera, si riescano a rispettare i termini di fine lavori per evitare il grave rischio di perdere il contributo e mandare in rosso i conti del comune, ci si deve augurare sia fondato.

Ci troviamo di fronte a una goleada subita dalla squadra del sindaco proprio su una delle opere pubbliche più interessanti, perché dava risposta al bisogno di alloggi per le fasce sociali più deboli, funzione che ora è completamente sparita.

Il tentativo di Scajola di minimizzare l’accaduto – affermando in consiglio comunale che quanto rimane del progetto è alla fine “migliore” dell’originario – è risultato decisamente patetico.

Se questa amministrazione, invece di rincorrere finanziamenti per opere decisamente poco utili – le navette sulla ciclabile in testa – per dimostrarsi “campione del mondo” in questo sport stupido, si fosse dedicata e concentrata su meno progetti ma più qualificanti e utili – come il recupero della Sairo, – la città avrebbe ottenuto forse meno milioni ma più benefici e opere meglio realizzate.

Avremmo fatto volentieri fatto a cambio tra due palazzine con alloggi per cittadini in difficoltà e le due navette inutili e costose (che costano praticamente quasi come due palazzine) e che sembrano una presa in giro in una città praticamente priva di un servizio di trasporto locale decente.

Quanto agli auto proclamatisi “campioni del mondo” delle opere pubbliche – dopo aver già portato a casa il salasso dei costi extra per le riserve sul cantiere della ciclabile, la realizzazione della cittadella dello sport fantasma inutilizzata, l’orribile ascensore e le inutili navette sulla ciclabile -sul progetto della ex SAIRO dovrebbero ora cercare di evitare la “retrocessione” (con la perdita del finanziamento pubblico per realizzare quel che resta del progetto) se non ne rispetteranno i tempi di completamento previsti”.

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