“Vi racconto l’accoglienza della Giordania, in un piccolo albergo proprio dinanzi all’anfiteatro romano che è ormai una “base” amica, è un bellissimo inizio di questa esperienza che ho deciso con sofferenza di vivere chiedendomi cento volte se avrei mai potuto essere utile vista l‘escalation della violenza dei coloni e dell’esercito di occupazione – Così inizia il report dell’imperiese Susanna Bernoldi, in Cisgiordania per supportare la popolazione devastata da continui conflitti.
Un’imperiese in Palestina: il report di Susanna Bernoldi
“Ha prevalso il desiderio di condivisione della bellezza e sofferenza di questa terra, di questo popolo!
Dopo la notte ad Amman, il mattino dopo ero al confine, all’Allenby Bridge per superare i tre confini: giordano, israeliano e palestinese; il secondo interminabile, ma tutto superato!
Nella sede dell’ISM (International Solidarity Movement), ho partecipato al corso di formazione che è obbligatorio per tutti coloro che hanno il desiderio di alleviare – anche se in misura infinitesimale – la tragedia che vive l’intero popolo palestinese della Cisgiordania, taciuta in gran parte dai media, semplicemente ponendosi al suo fianco, come deterrenza.
Genocidio e pulizia etnica sono stati e sono resi possibili dall’assenza/indifferenza/complicità criminale di tanti, troppi governi tra i quali il nostro che non ha MAI interrotto l’invio di armi ad Israele. Il training conferma la grande serietà di questo Movimento e come la solidarietà superi i confini che l’uomo, nella sua piccolezza, stabilisce.
I nuovi volontari: 18 donne credo dai 25 ai 55 anni (a parte me che supero i 70) e tre giovani uomini, provengono dall’Italia e dagli USA (i più numerosi), nonché Irlanda, Inghilterra, Germania, Spagna, Catalogna e Canada.
Al termine del corso scegliamo la destinazione del nostro impegno secondo il nostro desiderio, ma soprattutto rispettando le necessità delle comunità che chiedono la nostra presenza. Chiedo di tornare nella Valle del Giordano dove la propaganda israeliana ha convinto il mondo di aver trasformato il deserto in un giardino… Menzogna! La valle è da sempre ricca di acqua ed i Palestinesi avevano costruito le condutture necessarie per la loro vita di pastori e contadini in armonia con l’ambiente.
Nel 2009 vidi le condutture distrutte dall’esercito di occupazione. Gli israeliani non hanno creato un giardino, ma infinite coltivazioni intensive che risucchiano – con pompe enormi – enormi quantità d’acqua. Ricordo che fotografai non solo le case palestinesi distrutte, ma i loro contenitori dell’acqua con i fori delle pallottole dei soldati e quindi inutilizzabili, perché da sempre e non solo lì, questo rappresenta uno svago dell’esercito “più morale al mondo”. I Palestinesi sono costretti ad usarli perché i pozzi sono prosciugati e Israele rifiuta di inviare alle comunità della Valle l’acqua che manda in abbondanza ai coloni.
Con due auto arriviamo a Jerico (Area A) che dovrebbe essere sotto totale controllo palestinese, dovrebbe… e poi ancora più dentro nella storica Jordan Valley purtroppo Area C, sotto totale regime coloniale israeliano.
Una terra dove i violentissimi attacchi di esercito e coloni hanno costretto ben quattro comunità: 40 famiglie! ad abbandonare tutto ciò che avevano, mentre 10 comunità: 70 famiglie, con infinito coraggio ed ostinazione resistono agli assalti, alle distruzioni, alla rapina dei loro beni.
È di 20 giorni fa il furto, perpetrato nella notte dai coloni sionisti, di 350 pecore. il gregge più grande, ma anche – e questo ci dà la misura della mentalità aberrante dei coloni – il massacro di 180 pecore, accoltellate alla pancia. I pastori ne hanno salvato trenta.
Che esseri sono (non riesco a definirle persone) che si sentono fieri di questi crimini? Certo sono coloro che sostengono la destra più estrema, che invocano il genocidio, come i tantissimi coloni già pronti di insediarsi a Gaza.
Per concludere: ieri notte, con Lud e Leda abbiamo trascorso la notte in una comunità dove vive la famiglia che ha perso le 500 pecore. Sdraiate su un materasso sotto un riparo, vestite e pronte a balzare in piedi e filmare e fotografare chi vuole nuocere ai legittimi abitanti… alle volte “solo” terrorizzare… fin verso le 3.30; poi qualche ora di sonno. Notte tranquilla.
Ormai il mondo sa – certo chi vuole saperlo – che il sionismo è il peggiore nemico non solo del popolo palestinese, ma di quello israeliano e del mondo: sta bombardando Libano, Siria, Iran e non solo, compie omicidi, torture inenarrabili, brucia vivi bimbi, donne e uomini, li affama… D’altra parte Golda Meir affermava che “La Shoah per noi è come una coperta magica. Dopo la Shoah possiamo fare qualunque cosa”.
E questa sera, in 3, siamo di guardia alla proprietà del vicino assalita 4 mesi fa con distruzione e furto delle tubature dell’acqua nel suo campo. Il proprietario ci ha chiesto di essere all’erta e intervenire, perché teme un altro attacco questa sera.
Ma è vita??? Vi saluto però con negli occhi i sorrisi delle famiglie che ci hanno accolto, con l’aroma e il gusto fantastico della semplice e sana e gustosissima cucina palestinese, di quello zatar che a tutti i costi gli israeliani pretendano sia loro.
Avevo tanti dubbi se venire o no e tuttora mi chiedo se sarò utile. Ogni giorno e notte sarà una prova, ma mi conforta la determinazione di tutti e tutte le attiviste, la loro allegria, la loro consapevolezza di essere dalla parte della giustizia.














