“Oggi ci siamo trovati di fronte all’ennesimo annuncio faraonico dell’ipotetica trasformazione dell’ex pastificio Agnesi in un hotel a 5 stelle. Un’operazione già venduta, in passato, come una svolta turistica che, nei fatti, rischia di essere l’ennesima speculazione priva di radici e di futuro – Queste le parole di amarezza del consigliere di minoranza del Pd, Edoardo Verda, unitamente alla collega Deborah Bellotti, in merito all’ipotesi, sempre più concreta, di un nuovo hotel a 5 stelle nell’ex pastificio Agnesi.
A rilanciare il progetto è stato il sindaco Claudio Scajola durante la presentazione dei dati del turismo in città. Il primo cittadino nell’occasione, aveva spiegato che:”è cambiato il turismo, l’Agnesi è una struttura di pregio e la storia di Oneglia si è modificata sostanzialmente. Riteniamo vi sia grande richiesta per intervenire in quell’era li”.
Un nuovo hotel al posto dell’ex pastificio Agnesi: l’amarezza del consigliere Edoardo Verda (PD)
Decisione fortemente contestata da Verda che, in un post sulla sua pagina social afferma: “Si tratta, a parole, di un progetto che prevede la ristrutturazione dell’ex stabilimento industriale, con la creazione di camere di lusso, ristoranti e spazi ricettivi destinati ad un’ipotetica clientela elitaria.
Un’opera che crea vetrine senza premesse. Perché Imperia non è una località da turismo di lusso, quella esiste solo sui cartonati dell’amministrazione. Imperia è una città con un tessuto sociale fragile, con servizi carenti e un’economia che ancora soffre la chiusura di realtà produttive come l’Agnesi. Pensare che il futuro si giochi su strutture elitarie significa ignorare i bisogni e lo stato della nostra comunità.
Un’opera che cancella la memoria di un pastificio che è stato, per decenni, simbolo di lavoro, cultura industriale e identità cittadina. Ridurlo a contenitore di lusso significa rinnegare la storia, quando si potrebbero immaginare spazi culturali, universitari o produttivi capaci di generare lavoro e orgoglio.
Un’opera che non costruisce futuro, perché il turismo patinato, e il lavoro che porta con sé, rischia di essere stagionale, precario e fragile.
Al contrario, credo in una città che ponga al centro la qualità della vita, consapevole della propria dimensione e delle proprie radici. Una città dove chi la abita cammini senza sentirsi estraneo, dove il lavoro, i servizi e la cultura siano presenti ogni giorno. In breve, credo in una città in cui la propria comunità diventi la più autentica e duratura vetrina turistica.
Perché Imperia merita un futuro costruito con serietà, lungimiranza e rispetto della propria storia, non deserte vetrine luccicanti”.






