19 Aprile 2026 23:38

Imperia: hotel a 5 stelle nell’ex pastificio Agnesi, l’amarezza del consigliere Verda (PD). “Ennesima speculazione, crea vetrine senza premesse”

“Oggi ci siamo trovati di fronte all’ennesimo annuncio faraonico dell’ipotetica trasformazione dell’ex pastificio Agnesi in un hotel a 5 stelle. Un’operazione già venduta, in passato, come una svolta turistica che, nei fatti, rischia di essere l’ennesima speculazione priva di radici e di futuro – Queste le parole di amarezza del consigliere di minoranza del Pd, Edoardo Verda, unitamente alla collega Deborah Bellotti, in merito all’ipotesi, sempre più concreta, di un nuovo hotel a 5 stelle nell’ex pastificio Agnesi.

A rilanciare il progetto è stato il sindaco Claudio Scajola durante la presentazione dei dati del turismo in città. Il primo cittadino nell’occasione, aveva spiegato che:”è cambiato il turismo, l’Agnesi è una struttura di pregio e la storia di Oneglia si è modificata sostanzialmente. Riteniamo vi sia grande richiesta per intervenire in quell’era li”.

Un nuovo hotel al posto dell’ex pastificio Agnesi: l’amarezza del consigliere Edoardo Verda (PD)

Decisione fortemente contestata da Verda che, in un post sulla sua pagina social afferma: “Si tratta, a parole, di un progetto che prevede la ristrutturazione dell’ex stabilimento industriale, con la creazione di camere di lusso, ristoranti e spazi ricettivi destinati ad un’ipotetica clientela elitaria.

Un’opera che crea vetrine senza premesse. Perché Imperia non è una località da turismo di lusso, quella esiste solo sui cartonati dell’amministrazione. Imperia è una città con un tessuto sociale fragile, con servizi carenti e un’economia che ancora soffre la chiusura di realtà produttive come l’Agnesi. Pensare che il futuro si giochi su strutture elitarie significa ignorare i bisogni e lo stato della nostra comunità.

Un’opera che cancella la memoria di un pastificio che è stato, per decenni, simbolo di lavoro, cultura industriale e identità cittadina. Ridurlo a contenitore di lusso significa rinnegare la storia, quando si potrebbero immaginare spazi culturali, universitari o produttivi capaci di generare lavoro e orgoglio.

Un’opera che non costruisce futuro, perché il turismo patinato, e il lavoro che porta con sé, rischia di essere stagionale, precario e fragile.

Al contrario, credo in una città che ponga al centro la qualità della vita, consapevole della propria dimensione e delle proprie radici. Una città dove chi la abita cammini senza sentirsi estraneo, dove il lavoro, i servizi e la cultura siano presenti ogni giorno. In breve, credo in una città in cui la propria comunità diventi la più autentica e duratura vetrina turistica.

Perché Imperia merita un futuro costruito con serietà, lungimiranza e rispetto della propria storia, non deserte vetrine luccicanti”.

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