Una vera catena umana di grande impatto si è formata nella tarda mattinata di oggi, martedì 23 settembre, alla Casa del Popolo di via del Collegio 3 a Imperia.
Gli aiuti umanitari donati dagli imperiesi partiti oggi per Genova. Da qui via mare raggiungeranno la Palestina
L’iniziativa ha visto una grande partecipazione di persone che hanno contribuito a caricare i generi alimentari raccolti per la popolazione palestinese. Si tratta di oltre 4 tonnellate di alimenti, destinati a Genova per la seconda spedizione della Global Sumud Flotilla.
Spiega Renato Donati di Potere al Popolo: “Come Partito della Rifondazione Comunista, r appresentato da Alberto e Potere al Popolo, che oggi rappresento, abbiamo aderito il mese scorso all’iniziativa di Music for Peace e dei Calp Genovesi per la raccolta di generi alimentari. Come potete vedere sono state raccolte quattro tonnellate di genere alimentari che non sono potute partire tre settimane fa perché le navi erano già piene e partiranno a breve.
Formeremo una catena umana con tutte le persone che sono qua presenti non appena arriva il furgone, per cui possiamo dire di essere soddisfatti e di ringraziare i cittadini imperiesi per la loro grandissima generosità”.
Aggiunge Alberto Gabrielli di Rifondazione Comunista: “Una risposta così ampia della cittadinanza ce l’auguravamo, ma forse aspettarselo del tutto proprio no. E’ stata sopra ogni nostra aspettativa, è stata veramente gratificante per noi, per la gente che veniva, che aveva voglia di aiutare punto e basta, indipendentemente dal modo di pensare e quindi è stata una cosa veramente molto, molto interessante e molto utile. Adesso tutto questo materiale partirà, speriamo che arrivi a destinazione perché purtroppo non mi sembra che il governo di Israele abbia intenzione di essere ben tollerante nei confronti di tutto ciò che aiuta la striscia di Gaza, la Palestina, però dobbiamo farlo.
Noi abbiamo insistito anche nel cercare di di far capire che comunque bisogna avere poi il coraggio di cambiare un pochettino il modo di fare nel mondo. Ecco perché così le cose non possono andare avanti. Perché se continuiamo ad avere la possibilità che gli Stati Uniti e Israele da soli blocchino qualunque delibera, qualunque deliberazione di tutti gli stati del mondo, tranne loro due, per sanzionare o per rendere un pochettino meno grave la situazione di Gaza, non ne verremo più fuori. Si tratta di fare politica con la P maiuscola e di cercare di cambiare lo stato di cose presenti”.






