È stato assolto dal Tribunale di Imperia, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, un uomo originario dell’Albania, classe 1984, accusato di maltrattamenti nei confronti della compagna difeso dall’avvocato Ramadan Tahiri.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe avuto comportamenti violenti e minacciosi nei confronti della donna, anche in presenza del figlio minore. Tra le contestazioni figuravano insulti, minacce e presunti episodi di aggressione fisica.
Nel corso del procedimento, tuttavia, sono emersi elementi che hanno inciso in modo significativo sulla valutazione del giudice. La persona offesa, sentita in aula, si sarebbe contraddetta su diversi punti, modificando alcune versioni fornite in precedenza. In particolare, avrebbe inizialmente parlato di colpi ricevuti, salvo poi riferire che le lesioni sarebbero state causate da urti accidentali. Inoltre, la stessa donna avrebbe ritirato più volte le denunce sporte nei confronti dell’uomo.
Anche una vicina di casa, sentita come testimone, ha dichiarato di non aver mai sentito rumori riconducibili ad episodi di violenza ed è emerso che persino la polizia giudiziaria, fin dalle prime fasi dell’indagine, aveva espresso dubbi sull’attendibilità della presunta vittima.
Il pubblico ministero ha sottolineato come certi atteggiamenti contraddittori siano frequenti nelle dinamiche di violenza domestica, specie quando le vittime rimangono legate al partner. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che, in assenza di elementi pienamente attendibili e nel contesto del rito abbreviato, non vi fossero elementi sufficienti per una condanna.






