Dopo quasi 15 anni di battaglie legali, una nuova sentenza segna un altro capitolo nella storia giudiziaria legata alla morte di Martina Rossi, la giovane studentessa imperiese precipitata dal 6° piano dell’Hotel Sant’Ana di Palma de Maiorca, mentre era in vacanza con le amiche, nel tentativo di fuggire a uno stupro nell’agosto del 2011.
Il giudice civile del tribunale di Arezzo, Fabrizio Pieschi, ha condannato Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi a risarcire in solido i genitori di Martina per oltre un milione di euro. Nel dettaglio: 489.836,32 euro alla madre Franca Murialdo, 457.563,49 euro al padre Bruno Rossi, e altri 74.531,94 euro da corrispondere congiuntamente a entrambi per la tentata violenza e il danno patrimoniale. La sentenza è stata depositata ieri alle parti.
Il giudice ha escluso qualsiasi concorso di colpa di Martina, stabilendo che il suo gesto non fu imprudenza ma una reazione disperata a un pericolo reale.
Lo scorso settembre 2024, lo ricordiamo, avevamo raccontato dell’udienza in cui si discuteva proprio la quantificazione del risarcimento, con la difesa dei genitori che aveva stimato circa 1,2 milioni di euro, somma che sarebbe poi confluita nell’Associazione Martina Rossi.
Albertoni e Vanneschi erano stati condannati in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per tentata violenza sessuale di gruppo. Hanno già scontato la pena.
La sentenza civile è immediatamente esecutiva, ma potrà essere impugnata in appello.






