È attesa per il prossimo 22 ottobre la sentenza a carico di un uomo di 72 anni, imputato presso il Tribunale di Imperia per presunte irregolarità nella percezione del Reddito di Cittadinanza.
Secondo quanto contestato l’uomo avrebbe fornito dichiarazioni non conformi al vero in sede di richiesta del sussidio statale. Nello specifico, al centro del procedimento, sono le dichiarazioni in merito alla situazione familiare dell’imputato al momento della domanda.
All’epoca, infatti, l’uomo risultava ancora formalmente sposato, ma – come emerso in aula – era già separato e non conviveva più con la moglie.
Durante l’ultima udienza, sono stati ascoltati tre testimoni: l’operatore del CAF che ha trasmesso la richiesta, la moglie dell’imputato e un vicino di casa. Tutti hanno confermato che l’uomo, al momento della domanda, non viveva più con la coniuge.
La difesa, affidata all’avvocato Davide La Monica del Foro di Imperia, ha sottolineato la buona fede del proprio assistito, evidenziando come l’autocertificazione fosse stata compilata sulla base delle indicazioni ricevute dal CAF, e che nei documenti presentati – tra cui il certificato di residenza – risultava chiaramente la condizione di separazione.
Anche il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione, ritenendo che non vi fosse l’intenzione dolosa di ottenere indebitamente il beneficio. Il giudice ha fissato l’udienza per le repliche e la sentenza il 22 ottobre.






