È stato assolto perché “il fatto non sussiste” il titolare di un piccolo allevamento di animali da cortile di Imperia, finito a processo con l’accusa di maltrattamento di animali per le condizioni in cui pareva fossero stati tenuti i volatili all’interno dell’azienda.
I fatti contestati risalgono al luglio del 2023 quando nell’allevamento erano intervenuti il corpo forestale dei Carabinieri e l’Asl per una serie di accertamenti. Secondo quanto emerso nel procedimento, la struttura si presentava aperta, senza recinzioni o cancelli, con un’aia e costruzioni in legno all’interno delle quali erano stati trovati anche animali morti. Durante i controlli sarebbero inoltre stati rinvenuti altri animali deceduti in un pozzo situato all’esterno dell’area dell’allevamento presumibilmente, però, affogati nel tentativo di abbeverarsi.
Secondo l’impostazione accusatoria il proprietario non si sarebbe occupato adeguatamente dell’attività, risultando di fatto assente dall’allevamento, dove sarebbero mancati anche acqua e cibo per gli animali.
Il giudice, però, ha disposto l’assoluzione, ritenendo che non vi fossero elementi sufficienti per affermare la responsabilità penale dell’imputato in relazione al reato di maltrattamento di animali. Nella decisione è stato inoltre evidenziato come nell’area fossero comunque presenti acqua e tettoie, non c’erano elementi evidenti per pensare che l’area fosse abbandonata e come non fosse possibile stabilire con certezza le cause della morte degli animali.






