19 Aprile 2026 23:02

Imperia, la Giraffa a Rotelle accusa l’assessore Gandolfo: “Minimizza problema strutturale e sanitario della nostra sede”

In breve: La Giraffa a Rotelle ancora in cerca di una nuova sede: "Se un gruppo privato tenesse le persone in locali simili, verrebbe multato dall’ASL"

L’associazione “La Giraffa a Rotelle” attraverso una nota risponde a una mail ricevuta nella giornata dello scorso 1° ottobre dall’Assessore alla Comunità Solidale Laura Gandolfo, nella quale, spiega la stessa associazione, a proposito della “richiesta di una stanza al terzo piano dell’edificio di via Porta Nuova 1 ad Imperia, vuota da molto ed un tempo data in uso alla cooperativa Eureka in cui al primo piano dello stesso edificio come detto dall’assessorato si trova il Nido di Infanzia Gli Scoiattoli”, sarebbe stato risposto che “quell’edificio è usato solo per i bambini da 0-3 anni e non disponibile per altro“.

La Giraffa a Rotelle ancora in cerca di una nuova sede: “Se un gruppo privato tenesse le persone in locali simili, verrebbe multato dall’ASL”

Facciamo presente – prosegue la Giraffa a Rotelle – che, come già detto, al primo piano si trova il Nido d’infanzia Gli Scoiattoli, gestito dalla cooperativa Jobel, al secondo piano da più di 3 anni ha sede un’altra associazione di volontariato, il terzo piano, essendo vuoto e accessibile, potrebbe essere usato da La Giraffa a Rotelle come punto di ritrovo per le attività dei bambini/ragazzi con gravi disabilità.

Per quanto riguarda la situazione degli attuali locali della Giraffa a Rotelle, l’umidità compromette muri, arredi e soprattutto la salubrità dell’ambiente. Chiunque entri in quei locali lo capisce in pochi secondi.

La risposta dell’Assessore è inaccettabile: non solo minimizza un problema strutturale e
sanitario, ma dimostra una gravissima mancanza di rispetto verso un’associazione che da anni supplisce alle carenze del pubblico, offrendo assistenza e sostegno a famiglie e ragazzi
.

Se un gruppo privato tenesse le persone in locali simili, verrebbe multato dall’ASL. Ma quando si tratta di un’associazione di volontariato allora tutto va bene e ci si può permettere pure di rispondere con leggerezza.

Non siamo di fronte a un’incomprensione burocratica: siamo di fronte a una mancanza di sensibilità istituzionale che non può passare sotto silenzio. L’Amministrazione intervenga subito o si assuma la responsabilità pubblica di lasciare un’associazione in condizioni non dignitose”.

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