In un anno ricco di significato spirituale, il Coro Laudate Dominum di Imperia, diretto da Manuela Corradi, ha avuto l’onore di animare la Santa Messa presso la Basilica Pontificia di Pompei, proprio nel giorno della canonizzazione del Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario della Madonna del Rosario.
La celebrazione si è svolta nel contesto del 150° anniversario del Quadro della Madonna di Pompei, icona mariana che ha segnato la rinascita spirituale della città e che continua a essere fulcro di devozione per migliaia di fedeli. La coincidenza con la canonizzazione di Bartolo Longo ha reso la giornata un vero pellegrinaggio di fede e memoria.
Il Coro Laudate Dominum, noto per il suo impegno nella musica liturgica e nella valorizzazione del repertorio sacro, ha accompagnato la liturgia con brani solenni e mariani, contribuendo a creare un’atmosfera di profonda spiritualità. La direzione musicale ha saputo fondere tradizione e sensibilità contemporanea, rendendo ogni momento della celebrazione un’esperienza viva e partecipata.
Ad accompagnare il coro, Padre Giovanni Gambato e il Diacono Alex Dellerba, guide spirituali del gruppo, insieme a un nutrito gruppo di pellegrini provenienti da Imperia. Tra i pellegrini imperiesi ha brillato la presenza della Confraternita Nostra Signora del Rosario di Oliveto, testimone viva di una tradizione che unisce devozione, servizio e comunità.
La confraternita, guidata dalla Prioressa Marisa Ardissone e accompagnata da numerosi confratelli e consorelle in abito corale ha preso parte alla Santa Messa festeggiando il Decimo Anno della Ricostituzione e rappresentando non solo la città di Imperia, ma anche il legame profondo tra le confraternite italiane e la figura di Bartolo Longo, uomo di carità e promotore della preghiera del Rosario. La loro presenza ha testimoniato il legame tra la comunità ligure e il messaggio universale di Bartolo Longo: la forza del Rosario come strumento di pace, conversione e carità.
La partecipazione alla Santa Messa nella Basilica Pontificia ha rappresentato per il Coro Laudate Dominum non solo un riconoscimento artistico, ma anche un momento di profonda comunione con la Chiesa universale. In un giorno che ha unito cielo e terra, il canto è diventato preghiera, e la preghiera è diventata memoria viva di un santo che ha trasformato il dolore in speranza.






