16 Aprile 2026 20:01

Imperia: non versa i contributi, Questura gli nega il permesso di soggiorno. Egiziano fa ricorso al TAR e lo vince /Il caso

In breve: Secondo il TAR: "L'evasione fiscale o contributiva non può essere una ragione, neanche indiretta, di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno"

L’evasione fiscale o contributiva non può essere una ragione per il diniego del permesso di soggiorno. A sancirlo è stato il TAR della Liguria con una sentenza di accoglimento del ricorso di un cittadino egiziano contro il mancato rinnovo del proprio permesso di soggiorno da parte della Questura di Imperia.

Secondo il TAR: “L’evasione fiscale o contributiva non può essere una ragione, neanche indiretta, di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno”

L’uomo, soggiornante in Italia da diversi anni e incensurato, si era visto rigettare la richiesta di rinnovo a causa della sussistenza di pendenze previdenziali a suo carico, non avendo versato i contributi relativamente agli anni 2022 e 2023 (pur avendo presentato le dichiarazioni dei redditi) e per il mancato possesso di un veicolo a sua disposizione, segno secondo la Questura della possibile insussistenza del lavoro autonomo che diceva di svolgere.

Tra le motivazioni addotte, infine, anche il fatto che l’uomo non era stato trovato nell’abitazione di residenza al momento dei controlli.

Il rigetto dell’istanza del cittadino egiziano è stato impugnato dagli avvocati Mario Taddei e Hakan Eller del foro di Imperia e portato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, ritenendo che il proprio cliente avesse subito un “eccesso di potere per travisamento dei fatti ed errata/falsa applicazione di legge” e per la “contraddittorietà e difetto di motivazione” dello stesso.

Con la sentenza del 22 ottobre il tribunale ha, dunque, accolto pienamente il ricorso, contro cui si era costituita in giudizio l’Avvocatura dello Stato in rappresentanza del Ministero dell’Interno, sostenendo che: “La posizione di evasore fiscale e/o previdenziale non consente di desumere automaticamente che l’attività lavorativa dell’immigrato sia fittizia e che, quindi, difetti in capo al medesimo la disponibilità di un reddito proveniente da fonte lecita: invero, in conformità al principio di legalità, l’evasione fiscale o contributiva non può essere una ragione, neanche indiretta, di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno, ma va perseguita con provvedimenti tipici, adottati dai competenti organi dell’amministrazione fiscale e degli enti previdenziali, mirati al recupero del credito ed alla sanzione delle violazioni“.

Le dichiarazioni dei redditi presentate e le fatture emesse dall’interessato […] – si legge ancora nel documento – non sono mai state contestate dalle autorità fiscali: sicché la Questura non avrebbe potuto dedurre la fittizietà dell’attività lavorativa […]”.

Il tribunale ha riconosciuto, inoltre, che la mancata disponibilità di un automezzo non “può fondare nella specie una presunzione di insussistenza del lavoro autonomo. Questo perché, essendo il ricorrente un artigiano edile che effettua lavori di piccola manovalanza non specializzata, lo stesso viene spesso portato nei cantieri con i furgoni delle imprese appaltatrici o prende i mezzi pubblici, non necessitando, quindi, di un veicolo di proprietà.

Il tribunale rileva, in aggiunta, che per quanto riguarda la posizione debitoria, il cittadino egiziano aveva chiesto ed ottenuto la rateizzazione del debito previdenziale, del quale aveva già pagato le prime tranche.

Per quanto riguarda la residenza, invece, i giudici hanno ugualmente accolto il ricorso in quanto il richiedente in quel momento si trovava nel paese di origine per sposarsi e successivamente si era trasferito in un appartamento più grande che avesse i requisiti minimi di legge per permettere il ricongiungimento familiare e portare la propria moglie in Italia.

Negata, infine, un’ulteriore contestazione da parte dell’Avvocatura dello Stato, che aveva presentato un provvedimento di inammissibilità nel territorio Schengen emesso dalle autorità francesi. Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe stato trovato in Francia sprovvisto di documenti che ne comprovassero il permesso di soggiorno in Italia, ma lo stesso – all’epoca dei fatti – era stato regolarmente emesso dalle autorità italiane.

🔔 Resta sempre aggiornato! Iscriviti al nostro canale Telegram

📢 Hai una segnalazione? Scrivici a redazione@imperiapost.it o inviaci un messaggio su WhatsApp

📲 Seguici sui social! Non perderti le ultime news su:
Instagram Facebook TikTok YouTube

🎯 Vuoi far crescere il tuo business? Per la tua pubblicità contattaci su marketing@imperiapost.it

Condividi questo articolo: