24 Aprile 2026 02:31

Imperia: Lucio Sardi (AVS) all’attacco del sindaco Scajola. “Potere di decidere senza sottoporsi alla fatica del confronto e dell’accettazione delle critiche”

Lucio Sardi, consigliere comunale di minoranza del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra di Imperia, interviene con una nota stampa per esprimere alcune considerazioni in merito all’ultima seduta del Consiglio Comunale dello scorso lunedì 13 ottobre.

Al termine dell’ultimo consiglio comunale, anticipandomi di essere mosso dall’intento di sdrammatizzare il clima teso della serata – in cui, sul dibattito apertosi circa i lavori del tavolo antimafia, aveva trasformato le comunicazioni di inizio seduta in un comizio personale contro le opposizioni – il sindaco Scajola si è avvicinato al mio scranno per rivolgermi una domanda.

Attribuendomi uno spirito masochista, mi ha chiesto per quale ragione io insista a presentare mozioni consiliari, dato che poi la sua maggioranza regolarmente le respinge.

Lo ha fatto al termine del consiglio comunale in cui la maggioranza, per iniziativa del capogruppo Landolfi, ha portato in discussione e approvato una mozione che chiedeva di consentire anche ai consiglieri comunali di diventare ispettori ambientali e ha bocciato quella presentata dal gruppo di AVS, che chiedeva al governo di sostenere la proposta di legge finalizzata all’introduzione di un meccanismo di adeguamento automatico dei salari all’inflazione.

La mia risposta al poco empatico approccio del sindaco, è stata che la mia determinazione a portare in discussione in consiglio mozioni riguardanti anche, ma non solo, temi di natura generale (ne ho presentate su Gaza, contro i CPR, ma anche sulla Sairo e contro i tagli dei fondi agli enti locali), è dovuta dal rifiuto a veder trasformata la più importante istituzione democratica cittadina, in un teatrino di marionette chiamato solo ad approvare scelte prese altrove.

Solo un consiglio comunale che recuperi la sua autonomia e capacità di confronto democratico può essere infatti un positivo contrappeso per limitare gli effetti distorsivi della concentrazione di potere che le attuali norme assegnano alle giunte comunali e ai sindaci, al fine magari di indurli a un ripensamento, a correggere scelte che si rivelano sbagliate o ad attivarsi per risolvere un problema non colto o considerato poco importante.

Non essendo proseguito oltre il confronto, non ho potuto ribaltare a Scajola la domanda, chiedendogli se non trovasse invece masochistico discutere e approvare una mozione per consentire ai consiglieri comunali di avere il distintivo per andare a “cazziare” e far multare i cittadini colpevoli di trasgredire le regole del sistema di raccolta dei rifiuti (invece che occuparsi a risolvere i limiti e difetti di quel sistema) anziché ritenere invece utile valutare nel merito e magari sostenere uno strumento per difendere il potere di acquisto degli stipendi, anche dei cittadini imperiesi.

Evidentemente la questione non è il masochismo, ma l’idea stessa del ruolo che spetta ai rappresentanti eletti in consiglio comunale dai cittadini, che, per Scajola, dovrebbe essere subalterno a quello della giunta e del sindaco e svolgere il ruolo di passacarte delle scelte dell’esecutivo.

Una idea umiliante sia per i rappresentanti della maggioranza che delle opposizioni che tuttavia, in questo caso realmente in forma masochistica, viene però difesa e utilizzata dai capigruppo di maggioranza per contestare la caparbietà con cui le opposizioni difendono un punto di vista critico su certe scelte e portano avanti le proprie iniziative e proposte.

Dal breve confronto post consiliare col sindaco, è quindi apparso con chiarezza che siamo di fronte a un metodo diametralmente opposto di valutazione delle priorità e del giudizio sul ruolo del consiglio comunale.

Per Scajola è quello di difendere il suo potere di decidere senza sottoporsi alla fatica del confronto e dell’accettazione delle critiche, utilizzando come strumento principale e metro di giudizio l’esito del voto.

Per noi è il luogo dove intervenire per mettere in evidenza i limiti e le criticità di certe scelte, proporre modifiche o alternative e portare in discussione temi riguardanti la vita dei cittadini senza farsi condizionare dalla pregiudiziale contrarietà di una maggioranza che si barrica dietro la “forza” dei numeri per coprire la propria debolezza nel confronto sulle proposte”.

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