27 Maggio 2026 15:48

Imperia: classi tagliate al Vieusseux, i sindacati non ci stanno. “Inaccettabile l’imposizione di un limite numerico rigido e uniforme”

In merito ai recenti articoli apparsi sugli organi di stampa locali riguardanti alcune problematiche legate all‘accorpamento delle classi, si intendefare chiarezza sulla reale e preoccupante situazione emersa durante l’ultimo tavolo informativo sugliOrganici di Diritto per il prossimo anno scolastico, tenutosi presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Imperia – Queste le parole delle organizzazioni sindacali del territorio, intervenute con una nota stampa in merito alla vicenda del taglio delle classi al Liceo G.P. Vieusseux denunciato dagli studenti. Sul caso aveano preso parola anche l’Ufficio Scolastico e i docenti dell’istituto.

“Il Ministero ha imposto all’Ufficio scolastico un tetto massimo invalicabile di 411 classi attivabili nella nostra provincia per l’anno scolastico 2026/2027. Un vero e proprio “muro numerico” che ha costretto l’Ufficio provinciale – anch’esso vittima di direttive calate dall’alto – a compiere complesse operazioni organizzative per limitare i danni sul personale. Se da un lato l’azione sindacale e il confronto costante hanno consentito di ridurre al minimo il numero dei perdenti posto a livello provinciale, scesi a un solo caso, dall’altro il prezzo pagato è altissimo: le Cattedre Orario Esterne (COE) registrano infatti un aumento preoccupante, passando da 34 a 40, con evidenti ripercussioni sulla continuità didattica e con ulteriori difficoltà per i docenti, che il prossimo anno saranno costretti a prestare servizio su più sedi. Per non superare il limite delle 411 classi, l’Ufficio scolastico ci ha espressamente comunicato di aver effettuato operazioni di riorganizzazione delle classi.

Tuttavia, è necessario precisare che quanto affermato riguardo alla tutela dei percorsi tecnici e professionali non corrisponde alla realtà: anche questi istituti hanno subito tagli e riorganizzazioni imposti dall’alto, senza alcuna agevolazione reale da parte del Provveditorato. Le operazioni effettuate hanno comportato, nei fatti, mere compensazioni interne tra indirizzi, oltre ad accorpamenti di classi con gravi ricadute didattiche e organizzative per il personale e gli studenti coinvolti. Comprendiamo la necessità di tutelare alcuni percorsi formativi specifici, ma ciò che riteniamo inaccettabile è l’imposizione di un limite numerico rigido e uniforme, applicato senza tenere conto delle peculiarità del nostro territorio.

Non si può stabilire un tetto massimo senza analizzare concretamente la logistica e i bacini scolastici di una provincia come la nostra, stretta e lunga, caratterizzata da collegamenti complessi e spesso difficoltosi, dove lo spostamento forzato di una classe può rendere difficile, se non impossibile, il raggiungimento della scuola da parte di studenti e famiglie.

Riteniamo inoltre doveroso precisare che le scuole e i dirigenti scolastici non hanno alcuna responsabilità rispetto alla situazione che si è determinata.

Gli istituti hanno dovuto subire passivamente decisioni assunte altrove, vedendosi in alcuni casi ridurre le sezioni autorizzate da due a una, senza alcun reale margine di intervento. Questo blocco numerico rappresenta un danno grave per il sistema scolastico provinciale perché:

  • penalizza e vanifica mesi di lavoro svolti dalle scuole nell’ambito dell’orientamento;
  • risponde esclusivamente a logiche di risparmio economico, alimentando una politica di tagli alla scuola pubblica che prosegue ormai da troppo tempo;
  • limita concretamente il diritto delle famiglie e degli studenti a scegliere liberamente il proprio percorso di studi;
  • indebolisce l’offerta formativa e crea ulteriori difficoltà organizzative e lavorative per il personale scolastico. Vogliamo ricordare con fermezza quanto previsto dalla nostra Costituzione, in particolare dagli articoli 33 e 34, che affidano alla scuola pubblica il compito di garantire il pluralismo educativo e il diritto all’istruzione, assicurando a tutti l’accesso ai più alti gradi degli studi.

Vincolare l’offerta formativa a un semplice calcolo numerico significa mettere in discussione principi fondamentali del nostro ordinamento. Per queste ragioni le Organizzazioni Sindacali ANIEF CGIL SNALS UIL GILDA del comparto scuola della provincia di Imperia con la presente denunciano i veri criteri che hanno determinato questo contingentamento, non prevedendo margini di flessibilità adeguati alle caratteristiche del territorio e alle reali esigenze delle comunità scolastiche. Non è più accettabile che la scuola pubblica continui a pagare il prezzo di decisioni fondate esclusivamente su parametri numerici e di contenimento della spesa, senza una reale valutazione delle conseguenze sul diritto allo studio, sulla qualità dell’offerta formativa e sulle condizioni di lavoro del personale.

Le OO.SS. della scuola della provincia di Imperia continueranno a seguire con attenzione tutti i successivi passaggi relativi alla definizione dell’organico di fatto mantenendo alta l’attenzione e mettendo in campo ogni iniziativa utile a tutela degli studenti, delle famiglie, del personale scolastico.

Le Organizzazioni Sindacali ANIEF IMPERIA GILDA IMPERIA FLC CGIL IMPRIA SNALS IMPERIA UIL IMPERIA

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