La vicenda del taglio delle classi al Liceo G.P. Vieusseux non si ferma. Dopo la lettera dei rappresentanti degli studenti (QUI) e la replica dell’Ufficio Scolastico Provinciale (QUI), che ha scaricato la responsabilità dei tagli sulle decisioni interne del liceo, scendono in campo anche i docenti dell’istituto.
Con una nota pubblica, gli insegnanti del Vieusseux prendono posizione sulla riduzione delle classi prevista per il prossimo anno scolastico, sollevando questioni che vanno dalla sicurezza degli spazi alla qualità della didattica, fino al rischio concreto di taglio del personale.
Vieusseux, ora parlano i docenti: “La nostra scuola è la più penalizzata della provincia”
“È stato recentemente sollevato dalla cronaca il caso riguardante gli accorpamenti delle
classi del Liceo Vieusseux, in vista del prossimo anno scolastico.
Crediamo che sia importante che anche noi docenti Vieusseux, diretti interessati e quindi
titolati a dire la nostra sull’argomento specifico, rendiamo pubblica la nostra posizione, per
chiarire alcuni aspetti.
La riduzione del numero di classi in una scuola è sempre un problema, perché le classi sono
fatte di persone con le loro storie, sono studenti e insegnanti, sono reti di relazioni costruite
negli anni e lavori in corso che spezzare significa fermare. La nostra scuola risulta essere la
più penalizzata della provincia, con un taglio davvero cospicuo di classi, a fronte, peraltro, di
un numero di frequentanti che rimane costante negli anni, nonostante il generale calo
demografico.
Non si può fare a meno di rimarcare il palese contrasto tra l’asserita volontà da parte delle
Istituzioni di evitare classi-pollaio, e il calcolo numerico che impone aule densamente
popolate, con spazi ridotti e con 30 alunni. Inoltre, non dimentichiamo il problema della
dispersione scolastica: è del tutto evidente che, di fatto, è impossibile contrastarla
efficacemente in classi affollate ed eterogenee.
Un altro aspetto rilevante, ma che evidentemente cede il passo di fronte all’argomento del
risparmio economico, è quello della sicurezza: gli spazi a disposizione sono quelli progettati
quando le classi avevano ben altra consistenza numerica. L’eventuale concessione di
deroghe sulla carta non cambia l’effettivo spazio occupato dai banchi e dai corpi di chi in
quelle aule deve vivere 6 ore al giorno. Crediamo che tutti possano comprendere che
un’aula affollata non è solo invivibile nella quotidianità, ma implica problemi di sicurezza in
caso di emergenza.
Un altro contrasto che appare con sconfortante evidenza è quello tra le indicazioni date ai
docenti di impostare una didattica individualizzata, che consenta a tutti gli alunni il recupero
e la piena realizzazione delle loro potenzialità, e l’ineluttabilità, in classi-pollaio, di attuare
invece una didattica di massa.
Infine, la riduzione del numero di classi in una scuola apre la strada al taglio del personale
che, lungi dall’essere attualmente in sovrannumero, si troverà a rincorrere una normalità
impossibile da mantenere, segnando purtroppo un involontario, ma inevitabile, calo nella
qualità dell’insegnamento e dei servizi offerti alle famiglie e un’impossibilità di efficace cura
nei confronti delle esigenze dei ragazzi che la scuola la vivono.
Ci auguriamo pertanto che venga tenuta nella giusta considerazione anche la qualità
dell’insegnamento e dell’apprendimento, e che a prevalere non siano esclusivamente le
considerazioni di risparmio economico. Chiediamo dunque all’Ufficio Scolastico Provinciale
di rivedere gli ingenti tagli previsti, che non possono che arrecare pregiudizio all’istruzione
dei nostri ragazzi”.






