8 Maggio 2026 01:27

Imperia: “Natura Partigiana”, la Resistenza raccontata attraverso l’ambiente. “Non si può costruire il futuro se non si conosce la storia del nostro territorio”/Foto e Video

Si è svolto questa mattina, giovedì 23 ottobre, presso l’Auditorium del Museo Navale di Imperia, l’avvio del convegno nazionale di studi “Natura Partigiana – Per una storia ambientale della Resistenza”, promosso dall’ISRECim (Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia) in occasione dell’80° anniversario della Liberazione.

Presenti in sala tantissimi giovani studenti delle scuole, oltre che al sindaco Claudio Scajola che ha portato i saluti istituzionali. Con lui Giovanni Rainisio, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Imperia.

Il convegno affronta un tema innovativo: il rapporto tra ambiente e Resistenza

Spiega il sindaco Claudio Scajola

Questo convegno di oggi è molto curioso, perché quando si parla di Resistenza si parla delle gesta eroiche, valorose di uomini e donne. Invece questo convegno nazionale fatto a Imperia, va dato merito all’Istituto Storico della Resistenza, a Rainisio che è il suo Presidente, di averlo organizzato, ci ambienta in un territorio diverso dagli altri territori della Liguria. È un territorio dove ha potuto meglio operare anche la stessa resistenza.

La valorizzazione dei luoghi che c’è e che deve proseguire come memoria storica, non si fa avanti se non si conosce la storia. Non si può pensare a costruire il futuro per i giovani se i giovani non sanno cosa è stata la storia del nostro territorio”.

Giovanni Rainisio, presidente dell’Istituto Storico e della resistenza di Imperia

Celebriamo la conclusione delle iniziative dell’anno del 2025 per l’ottantesimo anniversario della guerra di liberazione. Abbiamo lavorato tutto l’anno e oggi presentiamo la conclusione di questo convegno a livello nazionale. Un convegno che affronta un tema nuovo, che è quello del rapporto tra ambiente e resistenza.

Noi pubblicheremo tutti gli atti, ci sono tanti professori universitari che vengono da tutta Italia e speriamo che questo dibattito, questa discussione sul rapporto tra guerra di liberazione e ambiente, cioè come i partigiani hanno vissuto e hanno utilizzato per la montagna, la collina, le grotte, i boschi, tutta la natura e di come si sono organizzati in questi due anni di lotta contro il nazifascismo sulle montagne, sulle colline e anche sul mare. Pensiamo di aprire un filone di discussione, di dibattito nazionale in modo che si possa affrontare con più scientificità e con più conoscenza questo argomento che è molto importante perché ha segnato la resistenza nel nostro Paese e ha contribuito anche a fare in modo che i partigiani potessero resistere e poi vincere la guerra contro il nazifascismo.

Sul convegno intervengono i relatori Graziano Mamone dell’Università di Genova e Beatrice Palmero del Quaderno annuale di Studi Storici

Spiega Graziano Mamone dell’Università di Genova:”Questo convegno nasce dall’intenzione di unire l’ottantesimo anniversario della guerra di liberazione con un tema non molto praticato, soprattutto nell’ambito degli studi di storia della resistenza, cioè la storia ambientale. Si toccheranno vari argomenti, soprattutto a partire dall’interazione tra l’uomo e lo spazio. Inteso sia come qual è la percezione che per esempio i combattenti partigiani hanno avuto dello spazio in cui si muovevano, sia lo spazio inteso come rifugio nel momento in cui questi si trovavano in difficoltà naturalmente durante la clandestinità. Ma anche dal punto di vista delle loro scritture, cioè delle lettere, delle memorie, delle autobiografie che hanno scritto dove l’ambiente e lo spazio hanno un ruolo fondamentale.

Conclude Beatrice Palmero del Quaderno annuale di Studi Storici dell’Accademia di Cultura Intemelia: “Come quaderno annuale di studi abbiamo promosso la storia ambientale che è una società italiana a livello nazionale, che riunisce l’interesse proprio per la storia dell’ambiente. Declinata in questa occasione non solo per i 30 numeri di Intemelion, ma anche per creare un ponte tra l’università e la scuola.

Infatti un punto molto importante è la riflessione degli ambienti e dei lasciti, dei luoghi in cui la memoria della Resistenza è rimasta. Una sessione in particolare sarà dedicata proprio ai Musei della Resistenza e ai percorsi didattici che si sono sviluppati.

Nella prima giornata si sono tenute tre sessioni dedicate ai paesaggi della Resistenza, all’impatto sulle risorse ambientali e ai luoghi tra rappresentazione e immaginario, con la relazione introduttiva di Alberto Cavaglion dell’Università di Firenze.

Domani, venerdì 24 ottobre, il convegno proseguirà al Polo Universitario di Imperia con altre tre sessioni su memoria e letteratura, eredità ambientale della Resistenza.

Sabato 25 ottobre sono previste attività collaterali: al mattino un’escursione “Fra Montegrande e Passo della Mezzaluna” a cura di Paolo Calvino, nel pomeriggio ad Aurigo la presentazione del volume di Chiara Nencioni “Vittoriosi al fin liberi siam – Rom e Sinti nella Resistenza italiana”.

 

A cura di Alessandro Moschi

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