C’è anche Imperia tra le città italiane che ospiteranno una veglia del movimento delle Sentinelle in Piedi, in protesta contro la possibilità che il Parlamento approvi un ddl sul suicidio assistito. Dopo Roma, Genova, Busto Arsizio e Fossano le Sentinelle in Piedi si preparano a vegliare dalla Lombardia alla Toscana passando per la Liguria, l’Emilia, il Veneto e il Friuli.
L’appuntamento imperiese è per domenica 26 ottobre alle ore 16,30 in piazza Nino Bixio, alla Spianata. Le Sentinelle resteranno in piedi, in silenzio, leggendo un libro.
“Difendere la vita non è un gesto politico, è un atto di verità – hanno dichiarato i portavoce nelle rispettive piazze – perché una società che elimina i suoi elementi più fragili smette di riconoscere la propria umanità. Alla Corte Costituzionale diciamo che non c’è alcun vuoto normativo, al Parlamento diciamo che non c’è alcun obbligo di legiferare, a Deputati e Senatori chiediamo di resistere alla pressione indebita della Corte; sono i cittadini che vi hanno eletto, e a loro dovete rispondere, al Governo diciamo: non intestatevi questa legge mortifera, che sancirà il suicidio di una società dove già da tempo non si nasce più“.
“Il Parlamento – proseguono – da mesi sta lavorando a dare esecuzione a quanto chiesto più volte e con insistenza dalla Corte Costituzionale che nel 2019, con la sentenza 242, ha già depenalizzato questa pratica nel caso in cui la persona che chiede la morte sia affetta da patologia irreversibile, abbia sofferenze ritenute intollerabili, sia tenuta in vita da “trattamenti di sostegno vitale” e sia pienamente cosciente, discutendo una legge desinata a fare il famoso forellino nella diga. Ribadiamo che quando si apre una breccia nel principio dell’inviolabilità della vita, sancito dalla Costituzione, non ci si ferma mai alla soglia: si scivola dentro inesorabilmente, come dimostra quello che accade in altri Paesi. Ciò che veniva presentato come “ caso eccezionale ” in cui esercitare “ pietà” , diventa procedura, e il suicidio diventa quindi una opzione socialmente accettabile per far fronte alla sofferenza”.
“Invece sappiamo che il dolore può essere controllato con cure palliative adeguate – proseguono-, e che per il dolore della psiche e per quello esistenziale la migliore terapia è una rete per accompagnare e curare. Ogni richiesta di morte è un grido di abbandono a cui uno stato che si definisce civile non può rispondere con una siringa ammantata di finta “libertà” . In questo contesto non è possibile pensare di frenare la deriva con una legge improntata sul cosiddetto “male minore” , perché nessun male può essere accettato quando si parla di tutela della vita e soprattutto perché non sarebbe affatto “minore” , ma sarebbe la fisiologica prosecuzione del famoso piano inclinato. Per questo le Sentinelle si alzano ancora una volta in piedi. Vegliamo in silenzio, in risposta al rumore del mondo. Leggendo un libro, per non piegarci agli slogan vuoti che vorrebbero convincerci che scegliere di morire è una libertà e consentirlo per legge un gesto d’ amore e di civiltà“.
“In piazza perché vogliamo dare visibilità pubblica al popolo che non considera un ammalato un peso, anche quando la sua patologia è inguaribile, e non considera in nessun caso buona la soppressione di una vita umana. Ad un metro di distanza l’uno dall’altro, perché ciascuno è responsabile di un metro quadrato, un pezzettino di realtà, e soprattutto è in rete con tutti gli altri, unico vero antidoto al dolore vissuto in solitudine. La vita è inviolabile sempre, anche quando faticosa ed è preziosa anche nella sofferenza. Il cuore dell’uomo è troppo grande per cedere alle menzogne del potere“, concludono.






