6 Maggio 2026 15:49

4 novembre: Imperia celebra la festa dell’unità d’Italia e delle forze armate. “La pace è un impegno da rinnovare ogni giorno” /Foto e Video

Si sono svolte questa mattina, martedì 4 novembre, in Piazza della Vittoria a Imperia, le celebrazioni in occasione della giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate nella ricorrenza della fine della prima guerra mondiale.

Imperia celebra la festa dell’unità d’Italia e delle forze armate

La manifestazione ha preso il via questa mattina con la rassegna del Prefetto ai reparti schierati in armi dell’Esercito Italiano, della Capitaneria di Porto, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria e alle Rappresentanze non in armi dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale, della Croce Rossa Italiana e dei Volontari della Protezione Civile.

Dopo la cerimonia dell’Alzabandiera, sulle note dell’inno d’Italia, sono stati resi gli onori ai Caduti di tutte le Guerre. È stata data lettura del “Bollettino della Vittoria” e dei messaggi del Capo dello Stato e del Ministro della Difesa.

La cerimonia si è conclusa con gli interventi del Prefetto Antonio Giaccari e del Sindaco e Presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola.

Le parole del Prefetto Antonio Giaccari

“È una ricorrenza che richiama alla nostra memoria avvenimenti lontani nel tempo, che però conservano intatti il loro significato, invitandoci a ricordare che la grandezza di un paese poggia sulla coesione del suo popolo e sulla piena affermazione di ideali quali quelli della libertà, della giustizia e della pace.

Nel primo conflitto mondiale pesantissimo fu il tributo di sangue per i tantissimi caduti, ma proprio quel conflitto ha rappresentato il primo vero grande momento in cui si è vista una forte partecipazione collettiva di tutti gli italiani. 

Al fronte erano presenti soldati provenienti da ogni parte del paese e di ogni estrazione e contesto sociale. Tutti si trovarono ad essere parte di un’unica collettività e a riconoscersi unanimemente nel valore dell’unità nazionale. 

Per questo, il 4 novembre, è anche la giornata per ricordare il coraggio ed il valore di tanti militari che sacrificarono la loro vita per un Paese ancora giovane. 

Fu necessario uno sforzo straordinario comune per restituire dignità, unità e indipendenza al Paese. Nel giorno dedicato alle Forze Armate desidero quindi testimoniare ai nostri militari i sentimenti di gratitudine, di affetto, di sincero apprezzamento e riconoscenza per ciò che hanno fatto allora anche con il sacrificio della vita, e per quello che continuano a fare oggi, come ha ricordato il Ministro della Difesa, con professionalità, dedizione e lealtà al servizio delle comunità, agendo sovente in straordinari contesti di forte criticità, che comprendono, purtroppo sempre più frequenti, scenari di grandi tensioni e fermenti internazionali, operazioni straordinarie di salvataggio e di recupero di cittadini da contesti di guerra, attività tese ad assicurare cure mediche straordinarie a paziente, talvolta in tenerissima età, nei nostri policlinici e ospedali di eccellenza.

Ed ancora, fondamentale è il loro concorso in eventi di protezione civile a causa di sconvolgimenti climatici o calamità naturali. 

Le forze armate sono dunque oggi impegnate per garantire condizioni di sicurezza e pacifica convivenza delle popolazioni civili, e per difendere i valori universali di libertà, di autonomia e di indipendenza.

È questo inestimabile patrimonio di inalienabili e irrinunciabili valori che ogni anno in occasione del 4 novembre rievochiamo. Abbiamo il dovere di trasmetterlo alle generazioni più giovani, perché possano comprendere che nei momenti di maggiore difficoltà la pace e l’unità sono le fondamenta su cui costruire nuove prospettive. Valori accolti e consacrati nella loro totalità, nella lettera e nello spirito della nostra Costituzione e che hanno guidato e guidano le nostre Forze Armate.

La celebrazione odierna del 4 novembre dà l’avvio, d’intesa con tutte le istituzioni qui presenti, componenti del rinnovato Comitato per la Valorizzazione della Cultura della Repubblica, che come è noto siede in Prefettura, ad una progettualità di iniziative e di idee che coinvolgerà studenti, docenti e istituzioni,

Tutta tesa questa progettualità al recupero della memoria storica, nazionale e locale. Ringrazio sentitamente il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Simone Martano, per il determinante contributo alla celebrazione odierna, tutti i rappresentanti delle forze di polizia, delle istituzioni territoriali, dei tantissimi sindaci qui presenti e delle associazioni combattentistiche e d’arma che hanno collaborato nella realizzazione di questa giornata solenne. Un grazie davvero sentito al dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, ai suoi collaboratori, ai dirigenti, ai docenti, agli insegnanti e a tutti gli studenti che hanno voluto garantire la loro partecipazione a questa ricorrenza.

Mi sia concesso ancora di ringraziare il Sindaco di Imperia e l’amministrazione comunale per il fondamentale contributo e la Capitaneria di Porto anche per il concorso logistico reso per lo svolgimento di questo evento. Buona festa dell’unità nazionale, buona festa delle forze armate”.

Il discorso del sindaco di Imperia, Claudio Scajola

Il 4 novembre unisce, non a caso, la giornata dell’Unità Nazionale e quella delle Forze Armate. È una data che appartiene alla nostra memoria. Ci ricorda la fine, e abbiamo sentito il bollettino della vittoria di Diaz, del dramma della Grande Guerra e insieme il compimento del lungo e faticoso cammino dell’Unità d’Italia.

Entrambi, la conclusione del conflitto, il completamento dell’unificazione, furono possibili solo grazie al sacrificio e al dolore di un intero popolo, ma anche grazie al coraggio, alla sua fede, in un futuro che fosse migliore per tutti.

Quel sacrificio, quel coraggio, vivono ancora oggi nei nomi incisi sui nostri monumenti, che abbiamo ancora visitato nei giorni scorsi insieme al Prefetto della località di Imperia. Custodiscono la memoria dei caduti. Sono nomi che parlano di ragazzi giovani, che hanno rinunciato al proprio futuro, di famiglie che li hanno pianti, di figli che li hanno attesi in vano.

Dietro ciascuno di quei nomi c’è una storia, un sogno di vita interrotta, un gesto di amore verso il proprio paese.

Eppure da quel dolore e da quegli ideali che si sarebbero rilevati poco anni dopo, nella grande guerra e nel contributo della guerra di liberazione, è nata la nuova Italia. Un’Italia e un’Europa diverse, fondate sulla collaborazione, sul dialogo, tra popoli che avevano conosciuto per secoli la tragedia degli sconti fratricidi.

Oggi, purtroppo, la guerra è tornata a farsi presente nel nostro quotidiano. Le immagini che ci arrivano quotidianamente dall’Ucraina, dal Medio Oriente e da tante altre aree che sembrano dimenticate del nostro mondo, ci ricordano sempre di più quanto la pace sia fragile e vada difesa.

Ci interrogano queste immagini, ci toccano nel profondo, ci chiamano ad una riflessione che riguarda ciascuno di noi.

La pace non è un bene garantito per sempre, è un impegno da rinnovare ogni giorno.

Ecco perché oggi più che mai dobbiamo difendere la pace e i valori che la sorreggono, che sono la libertà, la giustizia, la solidarietà tra i popoli. È stato ricordato nel messaggio del Capo dello Stato che per farlo non bastano le parole né solo i buoni propositi.

Occorre un impegno significativo, concreto, a sostegno delle nostre forze armate, alle quali va la riconoscenza per la professionalità, la dedizione, il senso del dovere con cui garantiscono sicurezza e stabilità sia in Italia che all’estero.

Ricordiamolo ancora una volta a voi giovani ragazzi che il primo dovere di uno stato è di essere in grado di difendere la propria popolazione sempre e di difenderne i propri confini.

Oggi la difesa è chiamata ad affrontare sfide nuove, che sono decisive, dallo spazio, è stato ricordato, alla sicurezza cibernetica, fino ai mutamenti degli equilibri geopolitici che influenzano le nostre vite.

Essere quindi al fianco in questa cerimonia, che si svolge oggi in tutta Italia, alle nostre forze armate, significa proteggere la nostra libertà.

Assicurare un futuro di pace alle prossime generazioni. Nel ricordare con commozione chi ieri ha perso la vita servendo il Paese, non possiamo che rinnovare il nostro sostegno e la nostra vicinanza a chi continua a farlo in scenari complessi e difficili ogni giorno, a loro, alle loro famiglie, che condividono pesantemente il peso del servizio dei loro uomini, va il nostro grazie più sincero.

E insieme alle Forze Armate e con tutti gli altri corpi dello Stato che sono qui ben rappresentati, come ha voluto il Prefetto, il compito di ogni cittadino deve essere quello di tenere vivi i valori che spinsero le generazioni passate a lottare per l’unità d’Italia.

Valori che ci hanno permesso di costruire un grande paese, orgoglioso della propria storia, ma capace anche di guardare al futuro con fiducia, con senso di comunità, con speranza e con coraggio.

Che questo 4 novembre sia ancora una volta un’occasione per ricordare, per ringraziare, per rinnovare il nostro impegno, dei più giovani bambini qui presenti, verso l’Italia, verso i valori che da sempre hanno contraddistinto dal nostro Paese. Grazie. Viva le Forze Armate, viva chi la rappresenta nel nostro territorio, viva l’Italia”.

La cerimonia dell’alza bandiera

Gli onori ai caduti

A cura di Alessandro Moschi

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