Un messaggio forte e visivo quello lanciato questo pomeriggio in piazza Dante da un gruppo di ragazze che, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, hanno dato vita a un flash mob carico di simbolismo.
L’iniziativa, organizzata da Spiraglio Imperia, ha visto protagonisti diversi giovani che hanno voluto denunciare un problema ancora troppo attuale nella nostra società. Il cuore della performance: una ragazza vestita completamente di bianco, circondata dalle compagne che, con le mani tinte di vernice rossa, l’hanno toccata lasciando impronte sul candore del vestito.
Un’immagine potente, che rappresenta le cicatrici, visibili e invisibili, lasciate dalla violenza
A spiegare le ragioni del gesto sono state Bianca e Clelia di Spiraglio Imperia: Oggi siamo qua in occasione della giornata contro la violenza sulle donne ed è un problema che noi riteniamo ed è oggettivamente sistematico, quindi va combattuto con risorse e soluzioni culturali.
Al posto che la maratona di 5 km che è stata proposta dal nostro presidente (Giorgia Meloni, ndr), pensavamo e pensiamo tuttora noi, come un sacco di studenti, che la soluzione deve essere radicata nell’educazione e dal punto di vista culturale.
L’unica soluzione che vediamo per educare le prossime generazioni in modo da vivere un rapporto con le altre, con il proprio corpo rispettoso, che sia in qualche modo curante del consenso, che non cerchi di castigare la scoperta di sé e degli altri, che educhi al rispetto reciproco e alla propria conoscenza del proprio corpo e di quello degli altri e della propria identità, è l’educazione sesso-affettiva in ogni scuola di ordine grado.
Ultimamente è stata, diciamo, abolita. Con l’emendamento Valditara l’educazione sessuale nelle scuole medie, deve essere soltanto dal punto di vista diciamo medico e biologico.
Questo pensiamo che sia una grande perdita e soprattutto diciamo che una funzione culturale è l’unico modo per educare le generazioni e auspicare ad un futuro dove giornate come queste non esisteranno più e se esisteranno saranno soltanto in memoria di quello che sta succedendo.
È fondamentale insegnare a tutte le ragazzine, più piccole, più grandi che siano, che non è normale sentirsi violato, non è normale sentirsi seguito per strada e bisogna imparare a capire quando qualcosa non è più qualcosa che ci fa bene, ma è qualcosa che ci inizia a far male, capire che ci sono dei modi per farsi aiutare.
C’è bisogno di una vera e propria educazione, perché sentire anche semplicemente le compagne di scuola, sentire parlare di certe cose è sempre scioccante.
Bisognerebbe dare dei veri insegnamenti per permettere una crescita personale e anche una crescita a livello, diciamo, di cittadini in un prossimo futuro per le nuove generazioni, perché è un ciclo che va spezzato.
Non importa quanto si dica, ma non è più così, ma non è vero, è sempre così, solo che se ne parla meno. Ci sono momenti in cui se ne parla di più perché va più di moda, quando è un problema che è sempre persistente e che si dovrebbe andare a risolvere radicalmente”.
Flash mob in piazza dante contro la violenza sulle donne
A cura di Alessandro Moschi






