È stata inaugurata questo pomeriggio, presso gli spazi della Galleria Civica “Il Rondò” di piazza Dante, la mostra “Anita e Giuseppe Garibaldi – Il primo Risorgimento tra Liguria e America Latina“. Si tratta di un viaggio alla scoperta e riscoperta di due figure legate indissolubilmente alla storia d’Italia, ma anche a quella del nostro territorio. Un legame molto stretto, soprattutto quello di Giuseppe, che oltre alla nascita deve al ponente ligure anche la creazione del proprio mito, tramite la sua prima biografia redatta dall’onegliese Giovan Battista Cuneo.
Al centro dell’esposizione il primo Risorgimento tra Liguria e America Latina, con uno sguardo privilegiato al primo biografo di Garibaldi, l’onegliese Cuneo
Una mostra importante, che ha già potuto modo di girare il mondo in crociera e che, dopo essere stata portata a Genova, arriva ora a Imperia per volontà dei suoi curatori Roberto Speciale, Presidente dell’Associazione Casa America, Raffaella Ponte, Consigliera dell’Associazion Nazionale Veterani Reduci Garibaldini (già Presidente del Museo del Risorgimento di Genova) e la ricercatrice Alice De Matteo. All’inaugurazione di oggi hanno presenziato, inoltre, il sindaco di Imperia Claudio Scajola e il Presidente dell’Isrecim Giovanni Rainisio.
La mostra è a ingresso libero nelle date 4, 5, 9, 10 e 11 dicembre, tra le 15:00 e le 19:00. Negli stessi giorni è possibile prenotare visite guidate.
Le parole del sindaco Scajola, dei curatori Speciale e Ponte e del presidente dell’Isrecim Rainisio
“Mi fa piacere che sia stato un genovese significativo come l’onorevole Speciale – ha commentato il sindaco Claudio Scajola -, che ha ritenuto che anche Imperia potesse avere un’occasione di riflessione su una figura storica importante come Garibaldi e con uno di coloro che hanno contribuito a quel percorso rivoluzionario che poi nel tempo ha portato l’unità d’Italia, che è Gian Battista Cuneo, un onegliese che ha fatto una vita molto avventurosa, molto significativa sia qui, sia poi andando e diventando un personaggio dell’America Latina, in particolare dell’Uruguay. Di particolare prestigio e che onora con la sua figura anche l‘affresco delle figure più importanti che c’è nell’aula consigliare del comune di Imperia“.
“Questa è una piccola grande mostra – spiega Roberto Speciale -, è dedicata anche a Giovan Battista Cuneo, onegliese che era un punto di riferimento essenziale di Mazzini in America Latina e noi questa mostra l’abbiamo rimessa a posto, l’abbiamo un po’ cambiata ma l’abbiamo inaugurata l’anno scorso sulla Costa crociere in una crociera inaugurale tra Genova e Santos in Brasile, in occasione del 170° dell’immigrazione italiana che ha proclamato il governo brasiliano e il Parlamento brasiliano. Naturalmente noi abbiamo sempre detto che altro che 170 anni perché appunto questa mostra dimostra che Garibaldi va prima di allora nel 1834-35 trova già degli italiani e in particolare dei Liguri. È un’epopea molto interessante perché lui lì impara l’umanità, non solo il combattimento, e fa le prove per poi esercitarsi nel Risorgimento italiano. Giovan Battista Cuneo ha un grande ruolo perché fa la prima biografia di Giuseppe Garibaldi su indicazione di Mazzini, che lo fa conoscere in Italia e nel mondo e che crea un po’ il mito di Giuseppe Garibaldi. In effetti c’è di che essere orgogliosi e anche stupiti, perché in Brasile e in Uruguay, queste sono le terre dove agisce Giuseppe Garibaldi, fa davvero diverse azioni e interventi di grande coraggio e di grande impegno, è giusto che queste cose siano ricordate, riconosciute, anche per i giovani, e che siano tramandate. La cosa importante è perché oggi può interessarci Garibaldi, oltre che per la storia, per il piacere della memoria. Perché Garibaldi era quello che io considero un esempio positivo della politica come servizio civile, del coraggio insieme il disinteresse personale, il non interesse personale e l’umanità, la grande umanità che Giuseppe Garibaldi aveva. Era un uomo di guerra ma che amava la pace. Era un uomo d’armi, di mare e di terra, ma che amava l’umanità, la solidarietà, il rapporto tra i popoli e gli uomini e le donne“.
“L’intento nostro è stato proprio quello di parlare di Anita – aggiunge Raffaella Ponte – non come moglie di, ma fare un po’ un focus, una luce su questa donna particolare che sì è stata il primo grande amore di Garibaldi, ma ha avuto anche una vita proprio da combattente, anche autonoma, prima dell’incontro con Garibaldi e successivamente ha partecipato attivamente alle iniziative”.
Ponte ricorda inoltre il mito che persiste tutt’ora, legato alla figura di Giuseppe Garibaldi: “Garibaldi nella sua vita, nei suoi 30 anni precedenti prima di arrivare in America Latina. ha avuto una vita e ha girato cinque continenti poi ritornerà nei suoi viaggi perché è stato un marinaio, discendeva da questa famiglia che per una parte era della riviera di levante per l’altra invece della riviera di ponente perché la madre appunto era di Loano. Anche le figure come l’onegliese Giambattista Cuneo sono stati gli iniziatori di quel mito che poi si conserva ancora oggi. Perché ovunque si vada, anche in Australia, vi assicuro che il nome di Garibaldi viene ancora adesso riconosciuto“.
“L’Istituto Storico della Resistenza ha aderito molto volentieri a questa iniziativa da Casa America – afferma Giovanni Rainisio – perché pensiamo che Garibaldi sia stato uno tra i più grandi protagonisti della storia italiana ed è nato nella nostra zona, a Nizza, come tutti sanno, ed ha viaggiato molto nella nostra provincia, quindi ha conosciuto molti personaggi della nostra provincia ed è intrecciato fortemente con la storia della nostra provincia. Quindi noi pensiamo che questa mostra sia utile per capire come Garibaldi abbia lavorato in questa zona, chi erano gli amici di Garibaldi, quali erano gli ideali che hanno portato avanti insieme a Garibaldi personaggi come Gian Battista Cuneo, come il dottor Belgrano Carlo, e molti altri. Speriamo che tante persone vengano a visitarla. Noi facciamo un appello anche a tutti i cittadini d’Imperia perché vengano, perché è utile capire e conoscere la nostra storia, anche se ormai sono passati tanti anni, ma quegli ideali che hanno animato Garibaldi e tutti i suoi amici e sostenitori sono ideali che sono validi ancora adesso e che passano attraverso la resistenza e che passano attraverso anche la difesa della democrazia nel nostro Paese“.
A cura di Matteo Cantagallo






